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gennaio 31, 2014

Ingredienti: per 6 persone

6 dl di latte
150 g di zucchero
4 cucchiai di acqua di fiori d’arancio
1 uovo
3 tuorli
1 cucchiaio di mandorle tostate
1 cucchiaio di pistacchi
1 cucchiaio di pinoli

Non tutti lo sanno, ma ci si limita a seguire questa tradizione seguendo il rito senza curarsi troppo del suo significato.

Secondo la leggenda, moltissimi anni fa, il re di Spagna ricevette in dono da una principessa una bellissima pianta di arancio, talmente incantevole che il sovrano se ne innamorò follemente.

Un giorno, un ambasciatore chiese al re che gliene donasse un ramoscello, ricevendo però una secca risposta negativa.

Desiderando a tutti i costi quel ramoscello, l'ambasciatore chiese aiuto al giardiniere del re che, di nascosto, prese un ramo della pianta, accontentandolo.

L'ambasciatore, come ricompensa, donò al giardiniere 50 monete d'oro.

Il giardiniere regalò questa somma a sua figlia come dote, consentendole dunque di sposarsi poiché in precedenza nessuno voleva la sua mano, a causa della povertà in cui riversava la famiglia.

Il giorno del fatidico sì la ragazza adornò i suoi capelli con un ramoscello di fiori d'arancio, poiché proprio a quello doveva la sua felicità.

Quando pensiamo ai fiori d'arancio ci colleghiamo senza dubbio al matrimonio, collegandoli ad un momento di gioia dove si gettano le basi per un nuovo nucleo familiare.

Crema ai fiori di arancio

Preparazione: 15’ più il tempo di raffreddamento + 15’ di cottura

  • Ponete il latte e 125 g di zucchero in una casseruola, portate a ebollizione e lasciate raffreddare.
  • Sbattete in una ciotola, aiutandovi con una frusta, l’acqua di fiori d’arancio, i tuorli, l’uovo intero e lo zucchero restante.
  • Diluite il composto ottenuto con il latte versato a filo, mescolando accuratamente; rimettete la casseruola sul fuoco e lasciate cuocere per 6-7 minuti dalla ripresa del bollore, continuando a mescolare affinché non si formino grumi.
  • Filtrate la crema ottenuta con un colino, distribuitela in coppette individuali e guarnite con un trito grossolano di mandorle tostate, pinoli e pistacchi.
  • Lasciate raffreddare per almeno 1 ora e servite in tavola.
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Ingredienti: per 4 persone

120 g di mandorle pelate
4 dl di latte
1 baccello di vaniglia
3 cucchiai di fecola
1,5 dl di panna fresca

Come tutti i semi oleaginosi, le mandorle hanno un alto contenuto calorico, pari a circa 500-600 kcal/100 g, e sono costituite al 50% di lipidi, vanno quindi consumate con parsimonia se si teme il sovrappeso e le patologie ad esso correlate.

Le mandorle sono un ingrediente molto utilizzato in diverse cucine tradizionali nell'area del mediterraneo, in particolare nella cucina siciliana e nella cucina pugliese. Sia nel dolce che nel salato.

Crema alle mandorle con salsa speziata

Preparazione: 30’ più il tempo di infusione e raffreddamento + 30’ di cottura

  • Tritate grossolanamente le mandorle, tenendone da parte quattro per la decorazione.
  • Riunitele in un pentolino insieme con il latte e il baccello di vaniglia inciso nel senso della lunghezza e ponete su fuoco dolce; portate a ebollizione, spegnete, coprite e lasciate in infusione per 20 minuti.
  • In una terrina stemperate la fecola con la panna.
  • Filtrate il latte con un colino, premendo le mandorle con il dorso di un cucchiaio per estrarne tutto il succo.
  • Raccogliete il latte in una casseruola, aggiungete lo zucchero, mescolate e portate a ebollizione.
  • Continuando a mescolare unite il composto di panna e fecola e prolungate la cottura per 5 minuti circa, finché si sarà formata una crema densa.
  • Spegnete, lasciate intiepidire e versate la crema in quattro coppette monoporzione che, una volta intiepidite, porrete in frigorifero.
  • Preparate la salsa: scaldate la panna con il peperoncino tagliato a fettine sottilissime, la cannella e il grano di pimento pestato.
  • Sbattete con la frusta i tuorli e lo zucchero di canna fino a ottenere un composto spumoso, quindi aggiungete il rum e la panna, versandoli a filo.
  • Cuocete a fiamma bassa per circa 5 minuti e, prima che la salsa prenda bollore, spegnete.
  • Lasciate raffreddare, quindi filtrate attraverso un colino.
  • Servite la crema irrorandola con un cucchiaio di salsa e decorando ogni porzione con le mandorle rimaste tagliate a lamelle.
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gennaio 30, 2014

Ingredienti: per 4 persone

200 g di cioccolato fondente
25 g di burro
1 cucchiaio di zucchero a velo
4 uova
3 dl di latte
2 cucchiai di zucchero semolato
2 cucchiaini di farina
la buccia di 1 limone
1 bustina di vanillina
1 cucchiaino di cacao amaro in polvere
scorzette di arancia candite
cialde per decorare

La mousse al cioccolato è un dessert ricco e vellutato, ideale per concludere cene romantiche o merende sostanziose.

Coppette di crema con mousse al cioccolato

Preparazione: 40’ più il tempo di raffreddamento + 25’ di cottura

  • Con l’aiuto di un coltello spezzettate grossolanamente il cioccolato e ponetelo in una casseruola.
  • Aggiungete due cucchiai di acqua e fate sciogliere a bagnomaria su fiamma bassa, mescolando spesso in modo da ottenere una crema liscia e omogenea.
  • Togliete la casseruola dal fuoco, incorporate il burro già morbido e, quando si sarà completamente sciolto, due tuorli e lo zucchero a velo, amalgamando perfettamente il composto.
  • Montate a neve fermissima due albumi e incorporate anch’essi alla crema di cioccolato, mescolando dal basso verso l’alto per non smontarli. Ponete la mousse in frigorifero a rassodare per almeno 2 ore.
  • Preparate la crema pasticciera: scaldate il latte in un pentolino insieme a qualche pezzetto di buccia di limone.
  • In una casseruola sbattete con una frusta gli altri due tuorli con lo zucchero semolato, quindi aggiungete la farina setacciata insieme alla vanillina.
  • Ponete la casseruola su fiamma dolcissima e unite il latte ben caldo al composto, versandolo a filo; fate addensare la crema mescolando continuamente, sempre su fiamma molto bassa.
  • Togliete dal fuoco e lasciate intiepidire.
  • Poco prima di servire suddividete la crema pasticciera nelle coppette individuali e aggiungete una cucchiaiata di mousse.
  • Spolverizzate con il cacao in polvere e decorate con scorzette di arancia candite e cialde.

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Ingredienti: per 4 persone

400 g di gelato alla banana
300 g di prugne Santa Rosa
70 g di mandorle a lamelle
140 g di zucchero
1/2 limone
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

Le prugne sono ricche di vitamina A, che possiede un forte potere antiossidante ed è dunque molto utile per combattere l’invecchiamento e contro le malattie degenerative. La vitamina A ha inoltre effetti benefici su pelle, unghie e capelli. I frutti freschi sono molto indicati in caso di stanchezza fisica o mentale, dovuta al lavoro intellettuale. Hanno inoltre proprietà diuretiche, stimolanti per il sistema nervoso e decongestionanti per il fegato. Consumati allo stato secco, i frutti aiutano il lavoro dell’intestino. Le susine sono inoltre ricche di potassio, che è necessario reintegrare nel nostro organismo in particolare d’estate e in presenza di climi afosi, quando viene più facilmente espulso dal nostro organismo attraverso il sudore. Sono inoltre ricche di magnesio, calcio e fosforo, indicate dunque per anziani e bambini e per tutti coloro che soffrono di spossatezza all’arrivo dei primi caldi.

Cocottine di crème brûlée al cioccolato fondente

Preparazione: 25’ + 10’ di cottura

  • Spremete e filtrate il succo del limone e tenetelo da parte.
  • Con l’olio ungete accuratamente una placca da forno.
  • In un polsonetto (meglio se di rame) fate caramellare lo zucchero a fiamma bassa; appena comincia a imbiondire unitevi un cucchiaino di succo di limone, mescolate bene e incorporate le lamelle di mandorle.
  • Amalgamate con cura il composto e versatelo sulla placca da forno, stendendolo uniformemente con l’aiuto di una spatola; lasciate raffreddare il croccante.
  • Poco prima di servire lavate e asciugate le prugne e privatele del nocciolo; tagliatele a spicchi e spruzzatele con il succo di limone rimasto.
  • Distribuite il gelato nelle coppette individuali servendovi dell’apposito porzionatore; guarnite con gli spicchietti di prugna e con il croccante grossolanamente sbriciolato e servite in tavola.

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gennaio 29, 2014

Ingredienti: per 4 persone

200 g di cioccolato fondente
4 dl di panna fresca
3 tuorli
45 g di zucchero a velo
30 g di zucchero semolato
1 stecca di cannella
sale

Queste cocottine sono un modo diverso per servire dei dolcetti soffici, magari anche tiepidi. Il bello è scoprire che nel fondo si nasconde una deliziosa e dolce confettura di cioccolato fondente. In questo caso io le ho lasciate semplici, ma nulla vieta di guarnirle con panna e fragole, anzi saranno ancora più belle!

Cocottine di crème brûlée al cioccolato fondente

Preparazione: 20’più il tempo di raffreddamento + 40’ di cottura

  • Versate la panna in una casseruola, aggiungete la cannella e ponete su fuoco bassissimo, fino ad arrivare al limite dell’ebollizione.
  • Spegnete e lasciate riposare per 20 minuti, quindi eliminate la cannella.
  • Nel frattempo riducete  rimetterete su fuoco dolce mescolando finché il composto non si sarà completamente sciolto.
  • In una terrina montate i tuorli con lo zucchero a velo e un pizzico di sale, fino a ottenere una consistenza spumosa; incorporatevi la panna al cioccolato, versandola a filo e mescolando continuamente con una frusta.
  • Suddividete la crema in quattro cocotte individuali e disponetele in una teglia dal bordo alto; versate nella teglia acqua bollente fino a metà dall’altezza delle cocotte e cuocete a bagnomaria in forno già caldo a 180 °C per circa 30 minuti, finché la crema si sarà addensata.
  • Prelevate le cocotte dalla teglia e lasciatele intiepidire, quindi ponetele in frigorifero per almeno 4 ore.
  • Poco prima di servire spolverizzate la superficie della crema con lo zucchero semolato e passate le cocotte sotto il grill del forno in modo che lo zucchero si caramelli.

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Ingredienti: per 4 persone

300 g di panna fresca
100 g di zucchero
150 g di fragole
2 susine
3 fette di pan di Spagna
1 arancia non trattata
1 albume
30 g di cedro candito
300 g di lamponi

La cassata, prodotto della pasticceria siciliana, e più specificatamente di Palermo, merita il posto d'onore tra i dolci tipici di questa regione; la cassata nata per celebrare la Pasqua dopo i sacrifici quaresimali, è divenuta di consumo comune durante tutto l'anno.
I suoi decori sono barocchi, e sontuosi e la sua derivazione in realtà è di origine araba: il suo nome deriva dal vocabolo arabo "Quas'at", che significa scodella grande e tonda, e la ricchezza dei suoi ingredienti rispecchia le caratteristiche della cucina saracena, che ama armonizzare sapori contrastanti, come il Pan di Spagna ripieno di ricotta impastata con zucchero e pezzetti di cioccolato.

Cassata alla frutta con coulis di lamponi

Preparazione: 50’ più il tempo di raffreddamento + 4’ di cottura

  • Mondate, lavate e asciugate fragole e susine, denocciolando le seconde, e tagliate entrambe a tocchetti.
  • Con un rigalimoni prelevate la buccia dell’arancia e riducetene a pezzetti la maggior parte, tenendo da parte qualche zesta per la decorazione.
  • Spremete l’agrume, filtratene il succo e con esso irrorate la frutta.
  • Private della crosta e tagliate a dadini le fette di pan di Spagna.
  • Montate la panna ben soda e riponetela in frigorifero fino al momento di utilizzarla.
  • Preparate uno sciroppo facendo fondere su fiamma dolce lo zucchero con due cucchiai di acqua; fate sobbollire per 1 minuto, quindi spegnete il fuoco e lasciate intiepidire.
  • Montate a neve l’albume e amalgamatevi lo sciroppo ormai freddo; incorporate la miscela nella panna.
  • Versate uno strato del composto così ottenuto sul fondo di uno stampo a cassetta foderato di pellicola per alimenti, distribuendo qua e là metà dei dadini di pan di Spagna, dei pezzetti di frutta fresca e candita e della buccia di arancia.
  • Ponete in freezer a rassodare per almeno 15 minuti, quindi ripetete l’operazione con un secondo strato di composto alla panna in cui distribuirete il resto degli ingredienti; livellate bene la superficie con una spatola e rimettete in freezer fino al momento di servire.
  • Mondate e lavate i lamponi e passateli al setaccio raccogliendo la polpa e il succo in una terrina.
  • Sformate la cassata e servitela a fette sui piatti individuali velati con il coulis di lamponi, decorando con le zeste di arancia.
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gennaio 28, 2014

Ingredienti: per 4 persone
450 g di farina tipo 00
100 g di zucchero di canna
1 uovo
1 bustina di lievito in polvere
1 limone non trattato
1 dl di latte
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 cucchiai di semi di sesamo
zucchero a velo
olio di semi di arachidi
sale
Le chiacchiere o frappe sono dolci molto friabili che vengono fritti ed infine vengono cosparsi di zucchero a velo. Le chiacchiere sono preparazioni tipiche del periodo di Carnevale e vengono chiamate con nomi diversi a seconda delle regioni di provenienza: chiacchiere e lattughe in Lombardia, cenci e donzelle in Toscana, frappe e sfrappole in Emilia, cròstoli in Trentino, galani e gale in Veneto, bugie in Piemonte, così come rosoni, lasagne, pampuglie, ecc..

Chiacchiere di pasta lievitata







Preparazione: 30’ più il tempo di lievitazione + 15’ di cottura
  • In una ciotola miscelate la farina setacciata con il lievito in polvere; aggiungete lo zucchero di canna, i semi di sesamo, la buccia grattugiata del limone ben lavato e asciugato, l’uovo, il latte caldo, l’olio e un pizzico di sale.
  • Lavorate a lungo gli ingredienti, versando dell’altro latte se l’impasto risultasse troppo asciutto.
  • Quando la pasta avrà assunto la giusta consistenza, continuate a lavorarla su un piano di lavoro infarinato per altri 10 minuti, quindi fatene una palla che inciderete a croce con un coltellino e metterete a lievitare in luogo tiepido, coperta da un telo da cucina, per almeno 1 ora.
  • Trascorso questo tempo, lavorate ancora l’impasto per qualche minuto e stendetelo con il matterello in una sfoglia abbastanza sottile dalla quale, con una rotella dentata, ricaverete delle strisce larghe 2 cm e lunghe 15.
  • Annodate ogni striscia di pasta senza stringere troppo.
  • Friggete le chiacchiere, poche per volta in modo che non si spezzino, in abbondante olio ben caldo, facendole dorare uniformemente.
  • Con l’aiuto di un mestolo forato prelevatele e ponetele a perdere l’unto in eccesso su carta assorbente da cucina.
  • Suddividete i dolcetti nei piatti da dessert individuali, spolverizzateli con lo zucchero a velo e serviteli in tavola tiepidi o freddi.
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Ingredienti: per 8 persone

350 g di farina di castagne
30 g di pinoli
60 g di uvetta
3 rametti di rosmarino
olio extravergine di oliva
sale

Il castagnaccio, o baldino o pattona, è un dolce molto particolare ma abbastanza facile da realizzare, preparato con la farina di castagna e arricchito con uvetta, pinoli, noci e rosmarino.
Poiché la castagna, elemento principe del castagnaccio, è molto diffusa in regioni quali il Veneto, il Piemonte, la Lombardia e la Toscana, è un po’ difficile stabilire quale sia veramente la patria del castagnaccio anche perché ogni regione ne propone una sua versione buona quanto tutte le altre.


Castagnaccio toscano

Preparazione: 20’ più il tempo di ammollo + 30’ di cottura

  • Setacciate la farina di castagne in una terrina e incorporatevi un pizzico di sale e l’acqua necessaria a ottenere un composto liscio e omogeneo ma sodo (ne occorrerà circa mezzo bicchiere).
  • Ponete l’uvetta ad ammollare in acqua tiepida per 30 minuti.
  • Scaldate il forno a 200 °C.
  • Ungete di olio la placca del forno, versatevi il composto e livellatene la superficie con l’aiuto di una spatola.
  • Cospargete con i pinoli, l’uvetta sgocciolata e strizzata e i rametti di rosmarino lavati e spezzettati, tenendo da parte qualche ciuffetto per la decorazione.
  • Irrorate la superficie con un filo di olio extravergine di oliva e infornate a 200 °C per circa 30 minuti, finché il castagnaccio avrà assunto un bel colore marrone e sulla superficie si saranno formate tante piccole screpolature dovute all’olio.
  • Sformate il dolce, tagliatelo a spicchi e servite decorando con i ciuffetti di rosmarino tenuti da parte.

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gennaio 27, 2014

Ingredienti: per 6-8 persone

90 g di burro
110 g di farina
110 g di albumi
100 g di zucchero semolato
20 g di zucchero a velo
100 g di mascarpone
1 dl di panna fresca da montare
4 frutti della passione maturi
4 cestini di fragoline di bosco
1 bicchiere di latte fresco intero


Il frutto della passione è il frutto di una pianta erbacea rampicante e viene coltivata anche a scopo ornamentale. Originario dell’America del Sud, ha le dimensioni di una piccola pesca leggermente ovoidale, dalla buccia liscia e sottile che, con la maturazione, tende a raggrinzirsi.
Di questo frutto ne esistono due varietà:
- la Granadilla, dalla buccia color giallo-arancio brillante
- la Maracuja, dalla buccia color rosso-violetto


Cilindro con fragoline e frutti della passione

Preparazione: 50’ più il tempo di raffreddamento + 15’ di cottura

  • Lasciate ammorbidire il burro a temperatura ambiente finché non avrà raggiunto la consistenza di una pomata.
  • Lavoratelo a spuma con lo zucchero semolato, aggiungete la farina setacciata e incorporate per ultimi gli albumi montati a neve soda.
  • Spalmate l’impasto su una o più teglie rivestite con carta da forno, formando vari rettangoli di 8 ¥ 16 cm.
  • Cuocete in forno a 170 °C per 4-5 minuti (anche 10 in forno casalingo).
  • Arrotolate i rettangoli di pasta appena sfornati, quando sono ancora morbidi, intorno a un matterello di legno, in modo che assumano una forma cilindrica.
  • Lavorate il mascarpone con lo zucchero a velo, poi incorporate la panna montata mescolando delicatamente con la frusta dal basso verso l’alto.
  • Conservate in frigorifero.
  • Aprite con un coltellino i frutti della passione ed estraete la polpa con un cucchiaino.
  • Al momento di servire, farcite i cilindri di pasta con un cucchiaio di crema al mascarpone, distribuite sopra un cucchiaio di fragoline, un poco di polpa di frutto della passione e ancora fragoline.
  • Terminate con mezzo cucchiaio di crema al mascarpone e polpa di frutto della passione.
  • Guarnite i cilindri con un cucchiaio di schiuma di latte ben calda e distribuite intorno alcune fragoline e qualche goccia di polpa di frutti della passione.

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Ingredienti: per 4 persone

180 g di zucchero
80 g di mandorle pelate
35 g di burro
30 g di farina tipo 00
6 albumi
400 g di fragole
15 g di gelatina in fogli
2 cucchiai di liquore alla fragola
2,5 dl di panna fresca
sale

La mousse di fragole si prepara frullando una parte delle fragole e unendole allo zucchero e alla colla di pesce, infine verrà unita la panna e il composto, versato negli stampi, sarà posto in frigorifero a rassodarsi, prima di presentarla in tavola verrà decorata con fragole intere e qualche ciuffo di panna.

Cialde di mandorla con mousse alle fragole

Preparazione: 50’ più il tempo di raffreddamento + 15’ di cottura

  • Con una frusta sbattete leggermente due albumi con 100 g di zucchero, senza montarli.
  • Aggiungete la farina, le mandorle ridotte in polvere nel mixer e il burro sciolto a bagnomaria.
  • Dal composto ottenuto ricavate otto porzioni che stenderete su una placca rivestita di carta da forno, avendo cura di distanziarle e appiattirle per creare dischetti di 16 cm di diametro.
  • Cuocete in forno già caldo a 210 °C per 5 minuti, o comunque fino a quando i bordi dei dischi cominceranno a scurirsi e sollevarsi.
  • Estraete la placca dal forno e arrotolate le cialde ancora calde su altrettanti conetti appositi, quindi fatele raffreddare.
  • Nel frattempo ponete i fogli di gelatina ad ammollare in acqua fredda e, in un piccolo tegame, fate sciogliere lo zucchero rimasto con mezzo bicchiere di acqua fino a formare uno sciroppo corposo.
  • Lavate, asciugate delicatamente e passate nel mixer 350 g di fragole.
  • Sciogliete la gelatina ormai ammollata in poca acqua calda, quindi strizzatela bene e amalgamatela al passato di fragole.
  • Unite lo sciroppo e il liquore; fate raffreddare e incorporate, con un movimento dal basso verso l’alto, prima gli albumi rimasti montati a neve ben ferma con un pizzico di sale e poi la panna, anch’essa montata.
  • Mettete la mousse a rassodare in frigorifero per almeno 2 ore.
  • Riempite i coni di cialda con la mousse e disponetene due su ciascun piatto da dessert.
  • Decorate con le fragole rimaste tagliate a tocchetti e servite in tavola.

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gennaio 26, 2014

Diciamo la verità, cosa è che fa subito festa?
Ma un bel vassoio di pasticcini mignon assortiti! Forme diversi, sapori che si intrecciano e colori variegati: un cabaret di pasticcini rende la tavola gioiosa e allegra!
Gli ospiti studiano attentamente le piccole delizie, scelgono quale piace di più e in un batter d'occhio i pasticcini spariscono, facendo la felicità di grandi e piccini!
Vi proponiamo qui una scelta di ricette, a cui potrete accedere cliccando dove indicato, per preparare facilmente alcune delle prelibatezze che si trovano nelle vetrine di ogni pasticceria italiana

1.- La ricetta e i consigli per preparare la pasta di zucchero nel migliore dei modi.
come-fare-pasta-di-zucchero-622x466


2.- Panzerottini di pasta brisè con crema di castagne.
Panzerottini di pasta brisè con crema di castagne


3.- Yoyo alle arachidi con mousseline al cioccolato.

    Yoyo alle arachidi con mousseline al cioccolato


4.- Paste mignon delle feste.
Paste mignon delle feste


5.- La tradizione dolciaria danese è caratterizzata dalla sua semplicità, di fama mondiale sono i famosi biscotti al burro.

dolci danesi Spandauer_med_creme


6.- Meringhette alle nocciole.
Meringhette alle nocciole


7.- La pasticceria friulana subisce fortemente le influenze dell’alta scuola viennese tramandata di generazione in generazione.
torta_dobos
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I dolci sono da sempre usati per festeggiare compleanni e ricorrenze di ogni tipo!

Oltre che ovviamente, a fine pasto.

Ma quali sono i vini migliori da abbinare ad un dolce?

Scoprirai in questo articolo quali sono semplici regole da rispettare.

Scoprirai inoltre qual è l’errore, molto frequente, da evitare assolutamente!

Qual è l’errore da evitare assolutamente

Con i dolci non servire spumanti secchi: conserva invece lo spumante per accompagnare antipasti e stuzzichini.

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1.- Il Moscato di Saracena ed il Greco di Bianco: vini passiti calabresi da scoprire.

Greco_Bianco_3

2.- Il vino Aleatico di Puglia è stato oggetto di una notevole riscoperta per le sue caratteristiche originali.

vino-aleatico-di-puglia

3.- Il moscato di Siracusa e la sua storia.

4.- Il Torcolato di Breganze è un vino bianco passito dal sapore dolce e vellutato.

vino breganze torcolato

5.- Il Moscato di Scanzo è un vino prettamente da meditazione, estremamente profumato, con retrogusto amarognolo, classico dei moscati.

moscato di scanzo

6.- Il Colli Euganei Fior d’Arancio appartiene alla grande famiglia dei Moscati e si distingue per la sua incomparabile finezza.

colli euganei fior d'arancio

7.- Il vino bianco di Pitigliano è un un vino versatile, di facile abbinamento ai dolci.

bianco di pitigliano

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gennaio 25, 2014

Le frittelle sono vivande fritte di forma solitamente tondeggiante. Possono essere sia dolci che salate.
Questo piatto, anticamente diffuso in gran parte del Mediterraneo, si dice che fosse conosciuto ai tempi dell'Antica Roma, e probabilmente ancor prima di essa.
Infatti gli antichi romani chiamavano questi dolci frictilia.
In seguito il piatto ebbe nuovo sviluppo in terra spagnola per poi diffondersi ovunque.
In Italia svariate regioni lo annoverano tra i propri piatti tipici o a marchio P.A.T. o Dop e ognuno dà a questa pietanza un diverso nominativo.
Consumate abitualmente o durante le festività, le frittelle vengono mangiate in molti paesi del mondo.

1.- Chinulille panzerotti calabresi farciti di crema.

Chinulille

2.- Bignè con zabaione al caffè.

Bignè con zabaione al caffè



3.- Frittelle di mele, dolce tipico del Trentino Alto Adige.
Frittelle di mele


4.- Tipicamente eoliani, i Cassatieddi sono semplicemente spettacolari, una vera goduria.
Cassatieddi


5.- Sfinci i dolci tradizionali siciliani per la festa del papà.
Sfinci di zucca gialla


6.- Gigi, dolci fritti tipici della pasticceria siciliana delle Eolie.
gigi


7.- Bolinho de chuva dolce povero brasiliano di facile esecuzione.
Bolinho de chuva


8.- 'E Chiacchire, le tipiche chiacchiere di Carnevale campane.



9.- La Zeppola è una frittella tipica del giorno di San Giuseppe, delizia napoletana facile da fare anche in casa.
Zeppula


 
10.- Taralli dolci napoletani.
Taralli dolci
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Con il termine marmellata si intende comunemente una preparazione semisolida dolce, o più raramente agrodolce, a base di vegetali a pezzetti e zucchero e cotta a lungo.

Nella grande maggioranza dei casi è a base di frutta, ma non mancano esempi differenti come la marmellata di pomodori rossi o verdi oppure quella di rabarbaro.

Dal 1982, per effetto di una direttiva comunitaria, solo prodotti ottenuti da agrumi possono essere venduti nell'Unione Europea con la denominazione di "marmellata", mentre tutte le altre preparazioni vanno chiamate confettura.

È da notare comunque che, prima dell'avvento dello zucchero, evento alquanto recente, l'unico dolcificante conosciuto oltre ai succhi di frutta (Sapa) era il miele, materiale costosissimo, usato dai ceti poveri come merce di scambio per avere prodotti essenziali, piuttosto che per il consumo diretto.

1.- Composta di pesche, cioccolato e amaretti.

Composta di pesche, cioccolato e amaretti

 

2.- Il Dulce de Leche è una sorta di marmellata di latte diffusa a livello popolare tra gli argentini.

dulce-de-leche

 

3.- Confettura di mirtilli neri.

Confettura di mirtilli neri

 

4.- Marmellata di clementine.

marmellata di clementine

 

5.- Marmellata mista di frutta e agrumi.

Marmellata mista di frutta e agrumi

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