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settembre 30, 2013

Di Vin Dolze a Breganze parla nel 1610 Andrea Scoto in un libro intitolato “Itinerario”. Viene prodotto già allora con l’uva Vespaiola, il cui nome si deve alla particolare attrazione esercitata dai suoi acini sulle vespe, inebriate dal profumo e dalla particolare dolcezza. Da sempre a Breganze i grappoli più sani e più spargoli (aperti) di Vespaiola vengono messi da parte e attorcigliati con degli spaghi (da cui il nome: attorcigliato, intorcolato) per essere appesi alle travi delle soffitte.
"....vino prezioso...vinsanto prelibato...dolcissimo Pasquale"

      Con queste parole il poeta Aureliano Acanti, nel 1754 nel "Roccolo Ditirambo" guida ai vini vicentini, parlava del vino dolce di Breganze, continuando "....Si dice questo vino Pasquale, perché si fa se non verso Pasqua d'agnello, serbandosi fino allora l'uva appiccata all'aria...Vinsanto si fa pure in Verona ed in Brescia: ma il Vicentino non cede né all'uno né all'altro"

vino breganze torcolato

Il vino bianco Breganze Torcolato  prodotto principalmente in Veneto è un vino Torcolato Di Breganze Bianco Dolce, la cui coltivazione e preparazione abbonda principalmente nei comuni di Breganze, Fara, Mason, E Marostica, Bassano, Sandrigo, dove con il passare degli anni la storia del vino Breganze Torcolato Di Breganze Doc ha assunto le caratteristiche di un prodotto di qualità indiscutibile.

Tanti sono, difatti, i produttori di qualità presenti in questa regione, alcuni dei quali di distinguono per per il sapore unico ed inconfondibile dei propri vini e per l'elevato livello qualitativo della loro coltivazione. Anche il vino Breganze Torcolato Di Breganze Doc si caratterizza per i medesimi aspetti che contraddistinguono tutti i vini bianchi che, a differenza dei vini rossi, sono distinti da una vinificazione che non prevede il contatto tra vinacce e mosto in trasformazione.

Il Torcolato, vino bevuto dall'antichità sia dalle famiglie ricche che da quelle più umili, al quale sono stati attribuiti molti riconoscimenti ad iniziare dal 1909 quando, presentato da Arnaldo Carli all'Esposizione di Lonigo, vince la medaglia d'oro. Nel 1980 varca il confine nazionale raggiungendo l'America, nel 1983 conquista un articolo sulla rivista "Gourmet", e nel '93 è presente anche sul "The New York Times".

torcolato mappa

La produzione.

I grappoli restano in appassimento per almeno cinque mesi nelle soffitte (tradizionalmente le stanze più asciutte delle case) oggi sostituite da appositi fruttai. A gennaio, quando l’appassimento è completato, le uve vengono pressate direttamente con un torchio ottenendo un succo particolarmente denso e dolce, ma rese molto limitate. La fermentazione  impiega oltre cento giorni e si arresta lasciando al vino un generoso residuo zuccherino. Per essere consumato il Torcolato necessita però ancora di due anni di affinamento in piccole botti di rovere e di acacia e una sosta in bottiglia.

Un vino unico.

Luigi Veronelli lo indicava come “un dolce non dolce” ed è questa la definizione che meglio descrive la peculiarità del Torcolato, dove l’indubbia dolcezza è bilanciata da una straordinaria freschezza: in bocca le componenti si fondono armonicamente lasciando una piacevole sensazione di pulizia, già dopo il primo sorso. Mai stucchevole, il Torcolato permette sempre nuovi e affascinanti matrimoni di sapori.

In degustazione.

Dal colore dell’oro, il Torcolato presenta profumi intensi di miele, frutta matura, come uva passa, albicocca disidratata, fico, note di vaniglia e mandorle dolci. In bocca è avvolgente, morbido e al tempo stesso fresco. È molto intenso e persistente, riproponendo nel retrogusto tutte le sensazioni aromatiche incontrate all’olfatto.

strade_del_torcolato_e_dei_vini_di_breganze

Gli abbinamenti.

Il Torcolato si gradisce con pasticceria secca, dolci di credenza come biscotti o dolci con mandorle. Ma è nell’abbinamento con il salato che regala le soddisfazioni più grandi: con formaggi stagionati ed erborinati, con piatti a base di fegato e fois gras. I più curiosi lo possono provare anche con crostacei dolci e aragoste.

Il torcolato si presenta con un giallo dorato caldo dai riflessi ambrati. All'olfatto è fine e complesso con intensi profumi di frutta matura, esotica, albicocca secca e confettura, si possono riconoscere sentori di miele di acacia e leggera vaniglia.

Il gusto è dolce ma non stucchevole, la buona acidità mitiga la dolcezza e i tannini ceduti dal legno si fondono perfettamente con l'alcol che può variare tra gli 11 e i 13°. Presenta una lieve nota amarognola nel finale, ma del tutto piacevole.

Un vino come si suol dire "da meditazione", che accompagna molto bene la pasticceria secca ma anche tartine al patè de foie gras e formaggi erborinati, stagionati e saporiti.

torcolato07

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Secondo la leggenda più famosa, comunque, il torrone nacque il 25 ottobre 1441, giorno del matrimonio di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza.

In quella speciale occasione, i pasticceri di corte conclusero il sontuoso banchetto nuziale confezionando un dolce rappresentante l’alta torre campanaria del duomo di Cremona, la città che la sposa portava in dote.

Il dolce, in forma di Torrazzo, fu detto pertanto torione.

Ricetta per persone n.

8

Ingredienti:

1 kg di mandorle dolci sgusciate
750 g di miele millefiori o altro miele fluido
4 albumi
cannella in polvere
50 g di cialde bianche

Mandorlato di Cologna Veneta

Preparazione: 20’ + 60’ di cottura

  • Disponete le mandorle sulla placca e passatele in forno a 120 °C solo per pochi minuti.
  • Sfornatele e strofinatele con un panno asciutto in modo da staccare facilmente la pellicina che le ricopre.
  • Scaldate il miele a bagnomaria per circa 20 minuti, mescolando di continuo.
  • Montate a neve ben ferma gli albumi, quindi incorporatene delicatamente metà al miele, facendo attenzione a non smontarli.
  • Cuocete il composto ottenuto ancora a bagnomaria per altri 30 minuti, mescolando molto spesso in modo che non si attacchi alle pareti del tegame.
  • Togliete dal fuoco e aggiungete al composto gli altri albumi montati, sempre facendo attenzione che non perdano la loro consistenza, quindi incorporate anche le mandorle, profumate il tutto con una generosa presa di cannella e lasciate intiepidire.
  • Foderate una teglia a bordi bassi con le cialde e versate il composto di mandorle e miele.
  • Quando sarà completamente freddo e indurito, spezzettatelo e servitelo.
  • Il mandorlato si conserva molto a lungo se viene riposto in una scatola di metallo con chiusura ermetica.

Vino consigliato: questo torrone dolce è da provare con il Breganze Torcolato o il Moscato di Noto.

vino breganze torcolato

Il vino bianco Breganze Torcolato  prodotto principalmente in Veneto è un vino Torcolato Di Breganze Bianco Dolce, la cui coltivazione e preparazione abbonda principalmente nei comuni di Breganze, Fara, Mason, E Marostica, Bassano, Sandrigo, dove con il passare degli anni la storia del vino Breganze Torcolato Di Breganze Doc ha assunto le caratteristiche di un prodotto di qualità indiscutibile. Tanti sono, difatti, i produttori di qualità presenti in questa regione, alcuni dei quali di distinguono per per il sapore unico ed inconfondibile dei propri vini e per l'elevato livello qualitativo della loro coltivazione. Anche il vino Breganze Torcolato Di Breganze Doc si caratterizza per i medesimi aspetti che contraddistinguono tutti i vini bianchi che, a differenza dei vini rossi, sono distinti da una vinificazione che non prevede il contatto tra vinacce e mosto in trasformazione.

Caratteristiche:

In relazione alla vinificazione dei vini bianchi, ovvero in merito a quell'iter che consente all'uva di trasformarsi in vino, si deve essere molto cauti in ogni fase visto che va evitato il contatto con l'aria che potrebbe provocare ossidazione e quindi peggiorare le caratteristiche organolettiche del vino stesso. Anche il vino Breganze Torcolato Di Breganze Doc si caratterizza per alcuni aspetti che sono comuni a tutti i vini bianchi: il colore che esteriormente si mostra giallo in tonalità che mutano dall'ambrato al verdolino, dal dorato al paglierino, il profumo che per grandi linee assume i toni del floreale o del fruttato, il sapore solitamente meno intenso rispetto a quello dei vini rossi. I vini bianchi, invero, sono in linea di massima meno alcolici dei rossi e quindi più facilmente bevebili anche nei periodi caldi, e si distinguono per un sapore dai toni caldi con lievi sfumature di liquirizia, cannella e tabacco biondo. I vini bianchi vanno consumati solitamente dopo due o tre anni dalla vendemmia, anche se negli ultimi anni alcuni intenditori stiano rivalutando la capacità dei vini bianchi di stagionare. Proprio per questo esistono alcuni vini bianchi molto longevi, che in linea generale sono il risultato di una vinificazione abbastanza particolareggiata.

Ricette consigliate:

La saporita cucina e le storiche tradizioni culinarie della regione Veneto sono ben esaltate dal gusto e dagli aromi inconfondibili del vino Breganze Torcolato Di Breganze Doc. In generale questo tipo di vino riesce a sposarsi bene concon quasi tutti i prodotti del territorio, ma se volete gustarne appieno il gusto allora vi consigliamo le seguenti ricettepanettoni elaborati, canederli di ricotta con salsa al rabarbaro, torta di pere e cioccolato. Da non dimenticare che questo vino Torcolato Di Breganze Bianco va servito come la maggior parte dei vini bianchi ad una temperatura che può andare tra i 7° e i 9°, preferendo per il servizio il calice, la flute o la coppa.

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settembre 29, 2013

Ricetta per persone n.

4

Ingredienti:

300 g di mollica di pane raffermo grattugiata
8 uova
250 g di zucchero semolato
50 g di uvetta 
frutta candita mista: 50 g
scorza grattugiata di limone
zucchero a velo
sale
burro per lo stampo

Focaccia alla Ceccobeppe

Preparazione: 20’ più il tempo di ammollo + 45’ di cottura

  • Mettete l’uvetta ad ammollare in una tazza con acqua tiepida per circa 30 minuti.
  • Sgusciate le uova e separate i tuorli dagli albumi.
  • Unite ai tuorli lo zucchero semolato e montateli con una frusta fino a ottenere una crema spumosa.
  • Incorporate 250 g di mollica setacciata, i canditi, l’uvetta, ben scolata e strizzata, una presa di sale e aromatizzate con la scorza di limone grattugiata.
  • Mescolate bene per amalgamare il tutto.
  • Montate a neve ben ferma gli albumi e incorporateli al composto, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto per non smontarli.
  • Versate il tutto in uno stampo rotondo a bordi alti di 25 cm di diametro, imburrato e cosparso con la mollica tenuta da parte.
  • Cuocete la focaccia in forno a 180 °C per circa 45 minuti, quindi sfornatela e cospargetela di zucchero a velo prima di servire.

 

Vino consigliato: abbinate al dessert un vino amabile, come il Moscato dei Colli Euganei o l’Albana di Romagna.

Moscato dei Colli Euganei

Il Moscato giallo sui Colli Euganei veste rigorosamente Docg, nelle tre versioni: secco, spumante e passito.

Dalla sua lontana provenienza il vitigno moscato giallo di strada ne ha fatta molta, tanto da ottenere un’importante posto nella zona dei Colli Euganei; soprattutto nell’area meridionale che sembra sia la più affermata nella coltura della vite, particolarmente caratterizzata da un terreno ricco di marna euganea e scaglia rossa.

L’uva moscato giallo si presta particolarmente all’appassimento per la realizzazione un ottimo Moscato Passito, vino dal carattere intrigante, coinvolgente, aromatico e persistente che concentra tutti i profumi dell’estate pur non risultando mai stucchevole; questo vino ha titolo alcolometrico di 15,5% e viene servito alla temperatura di 18° accompagnato da piccola pasticceria secca, biscotti in genere, formaggi di media stagionatura erborinati (lo ritengo un ottimo compagno da meditazione). Nell’anno 2009 ne sono stati realizzati 98 hl con un risultato di circa 13.500 bottiglie.

Grazie allo sforzo dei produttori coadiuvati dal Consorzio di tutela ed essere stato più volte premiato al Concorso internazionale del Vinitaly, il Moscato Fior d’Arancio prossimamente sarà iscritto nella Docg dei Colli Euganei; chiamatelo poi vino da donne.

Moscato dei Colli Euganei map

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Ricetta per persone n.

8

Ingredienti:

    250 g di farina 00
    125 g di burro
    100 g di zucchero
    1 uovo
    1/2 bustina di lievito vanigliato
    sale
    burro per lo stampo
    farina per lo stampo

Per completare:

    500 g di Ciliegie di Marostica
    6 pesche bianche
    500 g di gelatina di ciliegie

Crostata di pesche e ciliegie

Preparazione: 15’ più il tempo di riposo + 35’ di cottura

  • Setacciate la farina sulla spianatoia, aggiungete il burro, morbido e a pezzetti, e lavorate velocemente con la punta delle dita.
  • Formate la fontana, al centro mettete lo zucchero, l’uovo, il lievito e una piccola presa di sale.
  • Lavorate rapidamente fino a ottenere un impasto sodo e omogeneo, quindi avvolgetelo nella pellicola trasparente e mettetelo a riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
  • Imburrate e infarinate uno stampo per crostate del diametro di circa 25 cm, foderatelo con la pasta preparata, bucherellate la base con i rebbi di una forchetta.
  • Copritela con un foglio di carta da forno e sopra distribuite uno strato di fagioli secchi per evitare che la pasta si gonfi durante la cottura.
  • Infornate a 180 °C per circa 35 minuti, quindi sfornate, eliminate legumi e carta da forno e lasciate raffreddare la torta.
  • Nel frattempo mondate, lavate, asciugate e denocciolate le ciliegie e le pesche.
  • Tagliate le pesche a fettine non troppo sottili.
  • Fate sciogliere in un pentolino a fuoco dolce la gelatina di ciliegie.
  • Quando la torta sarà fredda, sformatela, mettetela sul piatto da portata e versate un leggero strato di gelatina.
  • Disponete sulla superficie tutta la frutta, quindi coprite con la gelatina rimasta. Lasciate raffreddare e servite.

 

Vino consigliato: accompagnate la torta con un vino dolce, come il Colli Euganei Fior d’Arancio o il Valle d’Aosta Chambave Moscato.

vino fiordarancio

Colli Euganei Fior d'Arancio è un vino DOCG prodotto nella provincia di Padova nella la zona dei colli Euganei.

I Colli Euganei, spesso definiti “come scogli nel mare”, si ergono fieri, nel cuore orientale della pianura padana. Queste alture, formatesi a seguito di un susseguirsi di differenti manifestazioni vulcaniche avvenute circa 35 milioni di anni fa, coprono una superficie totale di circa 19.000 ettari. Hanno un perimetro di 65 chilometri e si sviluppano in un centinaio di colline la cui altezza massima è raggiunta dal monte Venda con i suoi 604 m. s.l.m..

A livello amministrativo sono divisi in 15 comuni e dal 1989 vengono tutelati e salvaguardati dall’ente Parco Regionale dei Colli Euganei.
Questo manipolo di impavide colline si staglia all’orizzonte a sud ovest della provincia di Padova, e dista circa 60 chilometri da Venezia. Da Villa Beatrice d’Este sulla sommità del Monte Gemola, nei giorni d’aria tersa si scorge il campanile di Piazza San Marco.
I primi insediamenti umani risalgono ad epoche davvero addietro nel tempo, e fin da allora è presente la coltura della vite.

Nella vocazione di questa terra è racchiuso il suo destino, e grazie alla passione e al duro lavoro dei nostri vignaioli, i vini euganei hanno raggiunto livelli qualitativi molto elevati.

Queste colline, quasi una cornice naturale della città di Venezia, sono terra di Moscati, primo fra tutti il giallo che ha eletto le nostre alture  a sua dimora d’eccellenza; ma i Colli Euganei sono anche terra di Serprino e Garganega, e terra di Merlot, Carmenere e Cabernet Sauvignon.

Caratteristiche:
Lo spumante di un brillante giallo paglierino, con riflessi dal verdolino al  dorato, avvolge in una nuvola di aromi citrini, è dolce ed equilibrato.
La versione secca rappresenta la quintessenza del vino aromatico, e regala un bouquet di fiori bianchi, di erbe aromatiche e di albicocca.
Il passito conquista già all'esame visivo per il suo color oro, i profumi sono i più svariati, dalla frutta candita al miele, fino ad arrivare a sentori ampi ed eterei, che si susseguono inarrestabili nei calici

Abbinamenti consigliati:
La versione spumante e secca, accompagnano di buon grado l'aperitivo con stuzzichini fritti, o con lieve tendenza dolce. Nuovamente incontriamo la versione secca con risotti importanti, e la versione spumante con preparazioni dolciarie delicate, con creme e frutta.
Il passito, acompagna formaggi erborinati, patè e fegato d'oca, biscotteria secca e dolci di struttura.

vino fiordarancio1

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settembre 28, 2013

Per quanto riguarda invece il loro utilizzo dal punto di vista alimentare, i mirtilli neri vengono utilizzati per la preparazione di ottime marmellate, conserve e gelatine, o per essere gustate con l'aggiunta di un po' di succo di limone e zucchero, magari “accompagnate” da more e lamponi, a costituire la classica coppa di frutti di bosco, servita e consumate specialmente nelle località alpine.

Ricetta per persone n.

4

Ingredienti:

500 g di mirtilli neri di bosco, ben maturi
300 g di zucchero

 

Confettura di mirtilli neri

 

Preparazione: 1 ora e 30’

  • Lavate, mondate e asciugate accuratamente i mirtilli.
  • Mettete lo zucchero in una casseruola, unite 2 dl di acqua e portate sul fuoco a fiamma molto bassa.
  • Quando lo zucchero si sarà sciolto e lo sciroppo comincerà ad addensarsi, unite i mirtilli e proseguite la cottura dolcemente, mescolando e schiumando di tanto in tanto, fino a quando la confettura avrà raggiunto la giusta consistenza (sarà necessaria circa un’ora e mezza).
  • Nel frattempo preparate i vasetti: fateli bollire in abbondante acqua, poi sgocciolateli e asciugateli alla perfezione.
  • Teneteli in caldo.
  • Quando la confettura sarà pronta, versatela nei vasetti ancora caldissima, chiudeteli subito.
  • Capovolgeteli e fateli raffreddare molto lentamente, possibilmente avvolti in una coperta in luogo tiepido.

 

Vino consigliato: abbinate un vino amabile come il Monti Lessini Bianco o l’Albana di Romagna.

Grande estimatore dell’Albana di Romagna sembra sia stato Federico Barbarossa, il quale, ospite della contessa di Bertinoro Aldruda Frangipane, soleva bere grandi quantità di questo eccellente vino romagnolo. Ma le radici storiche di questo vino sono state rintracciate nel “Trattato d’Agricoltura” di Pier de’ Crescenzi del 1200.

L’Albana di Romagna a tavola.
L’Albana di Romagna doc secco, servito a una temperatura fra i 10° e i 12° C, si sposa ottimamente con piatti di pesce, specialmente zuppe e crostacei, e si abbina perfettamente a carni bianche, fegato d’oca, pollo in gelatina e minestre in brodo, antipasti misti, minestre asciutte, risotti, piatti di uova e formaggi, fritto alla marinara.. Le versioni amabile, dolce e passito sono adatte a un fine pasto con frutta, formaggi e dessert. I tipi amabile e passito sono da dessert o da bere fuori pasto come vino da conversazione. Il migliore abbinamento per l’Albana Passito si ha con il classico Formaggio di Fossa accompagnato da miele di castagno

albana_dolce

 

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Le castagne si prestano a numerose preparazioni, sia salate sia dolci. In pasticceria sono conosciute sotto forma di marron glacé, ossia marroni sottoposti a molteplici e prolungati trattamenti in sciroppo di zucchero: grazie a un processo di osmosi i frutti cedono acqua e assorbono sciroppo, così da candirsi. La preparazione qui proposta è molto più rapida, di facile esecuzione, ma sicuramente garantisce un ottimo risultato.

Ricetta per persone n.

4

Ingredienti:

1 kg di grossi Marroni San Zeno
1 baccello di vaniglia
1 foglia di alloro
150 g di zucchero
50 g di burro
1,5 dl di rum bianco

Castagne caramellate

Marrone di San Zeno (DOP) è il nome di un prodotto ortofrutticolo italiano a Denominazione di origine protetta.

Il Marrone di San Zeno rappresenta fin dal Medioevo un’importante fonte economica per l’area che si estende tra le sponde del Lago di Garda e il fiume Piave, sul versante veronese del Monte Baldo. Dai boschi di castagno, che si sviluppano tra 250 e 900 metri di altitudine, si ricavano frutti dalla forma tondeggiante, con base rettangolare; il guscio è di colore marrone chiaro con striature brune, il seme chiaro con superficie rugosa. Consistenti e polpose, queste castagne hanno sapore dolce.
Una volta raccolti, i frutti vengono controllati e sottoposti a trattamenti in grado di prolungarne il periodo di conservazione: la “novena”, realizzata mediante immersione in acqua per 9 giorni , o la “rissara”, l’esposizione all’aria per un periodo che può variare da 8 a 15 giorni. Al termine i marroni vengono divisi in base alla pezzatura: i più grossi sono destinati a essere commercializzati freschi nei mercati ortofrutticoli, mentre gli altri sono avviati verso le industrie dolciarie o vengono essiccati.

marrone di san zeno

 

Preparazione: 30’  + 35’ di cottura.

  • In una ciotola capiente sbattete con una frusta i tuorli e la metà dello zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.
  • Incorporate il cacao e mescolate bene.
  • Versate il latte a filo fino a diluirlo completamente, senza smettere di mescolare.
  • Aggiungete la panna e il cioccolato tagliato a piccoli pezzi e amalgamate il tutto.
  • Versate il preparato in un pentolino e portatelo a cottura a bagnomaria, mescolando continuamente finché inizierà ad addensarsi.
  • Fate caramellare lo zucchero rimasto in un altro pentolino, incorporatelo al composto preparato, mescolate bene e fate cuocere ancora alcuni minuti.
  • Togliete la crema dal fuoco, suddividetela in quattro coppette di vetro, guarnite con un poco di panna montata e servitela accompagnata con le tegole valdostane.

Vino consigliato: servite vini dolci come il Breganze Torcolato o la Malvasia di Bosa.

vino breganze torcolato

Il vino bianco Breganze Torcolato  prodotto principalmente in Veneto è un vino Torcolato Di Breganze Bianco Dolce, la cui coltivazione e preparazione abbonda principalmente nei comuni di Breganze, Fara, Mason, E Marostica, Bassano, Sandrigo, dove con il passare degli anni la storia del vino Breganze Torcolato Di Breganze Doc ha assunto le caratteristiche di un prodotto di qualità indiscutibile. Tanti sono, difatti, i produttori di qualità presenti in questa regione, alcuni dei quali di distinguono per per il sapore unico ed inconfondibile dei propri vini e per l'elevato livello qualitativo della loro coltivazione. Anche il vino Breganze Torcolato Di Breganze Doc si caratterizza per i medesimi aspetti che contraddistinguono tutti i vini bianchi che, a differenza dei vini rossi, sono distinti da una vinificazione che non prevede il contatto tra vinacce e mosto in trasformazione.

Caratteristiche:

In relazione alla vinificazione dei vini bianchi, ovvero in merito a quell'iter che consente all'uva di trasformarsi in vino, si deve essere molto cauti in ogni fase visto che va evitato il contatto con l'aria che potrebbe provocare ossidazione e quindi peggiorare le caratteristiche organolettiche del vino stesso. Anche il vino Breganze Torcolato Di Breganze Doc si caratterizza per alcuni aspetti che sono comuni a tutti i vini bianchi: il colore che esteriormente si mostra giallo in tonalità che mutano dall'ambrato al verdolino, dal dorato al paglierino, il profumo che per grandi linee assume i toni del floreale o del fruttato, il sapore solitamente meno intenso rispetto a quello dei vini rossi. I vini bianchi, invero, sono in linea di massima meno alcolici dei rossi e quindi più facilmente bevebili anche nei periodi caldi, e si distinguono per un sapore dai toni caldi con lievi sfumature di liquirizia, cannella e tabacco biondo. I vini bianchi vanno consumati solitamente dopo due o tre anni dalla vendemmia, anche se negli ultimi anni alcuni intenditori stiano rivalutando la capacità dei vini bianchi di stagionare. Proprio per questo esistono alcuni vini bianchi molto longevi, che in linea generale sono il risultato di una vinificazione abbastanza particolareggiata.

Ricette consigliate:

La saporita cucina e le storiche tradizioni culinarie della regione Veneto sono ben esaltate dal gusto e dagli aromi inconfondibili del vino Breganze Torcolato Di Breganze Doc. In generale questo tipo di vino riesce a sposarsi bene concon quasi tutti i prodotti del territorio, ma se volete gustarne appieno il gusto allora vi consigliamo le seguenti ricettepanettoni elaborati, canederli di ricotta con salsa al rabarbaro, torta di pere e cioccolato. Da non dimenticare che questo vino Torcolato Di Breganze Bianco va servito come la maggior parte dei vini bianchi ad una temperatura che può andare tra i 7° e i 9°, preferendo per il servizio il calice, la flute o la coppa.

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settembre 27, 2013

La Valle d’Aosta custodisce ricette tramandate dalla tradizione, che prevedono l’uso di ingredienti semplici come latte, panna, miele, pere, mele, nocciole, noci, castagne e mandorle.

Estratto di una chanson à boire tipica:

À la santé de Noé,
Patriarche digne
Qui fut le premier à planter
L'arbre de la vigne
Noé, qui redoutait de l'eau,
Se bâtit un grand bateau,
Qui fut son, son, son
Qui fut re, re, re
Qui fut son, qui fut re
Qui fut son refuge au temps du déluge.

1.- Torta di mele renette con crema inglese.

Torta di mele renette con crema inglese

 

2.- Miele con mandorle e castagne.

Miele con mandorle e castagne

 

3.- Girelle alla valdostana.

Girelle alla valdostana con cannella

 

4.- Dolce di mele alla valdostana.

Ciambelline di mais

 

5.- Bavarese ai marroni, il fondente della bavarese e la delicatezza dei marroni.

Bavarese ai marroni

 

6.- Crema di Cogne e tegole valdostane.

Crema di Cogne

 

7.- Ciambelline di mais.

Ciambelline di mais

 

8.- Blanc manger con mirtilli.

Blanc manger con mirtilli

 

9.- Sfogliatina di mele caramellate e melagrana con salsa di vaniglia.

Sfogliatina di mele caramellate e melagrana con salsa di vaniglia

 

10.- Torta di mele al rosmarino.

Torta di mele al rosmarino

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Ricetta per persone n.

4

Ingredienti:

    1 kg di Mele Renette Valle d’Aosta
    500 g di farina 00
    300 g di zucchero semolato
    1 uovo
    200 g di burro
    1 bustina di vanillina
    zucchero a velo

Per la torta:

    1 uovo
    150 g di zucchero semolato
    1 cucchiaio raso di farina 00
    1 bustina di vanillina
    scorza di 1 limone grattugiata
    5 dl di latte
    3 tuorli

Torta di mele renette con crema inglese
Preparazione:

  • Mettete nel mixer la farina, 200 g di zucchero semolato, l’uovo, il burro e la vanillina, quindi azionate l’apparecchio alla massima velocità fino a ottenere una pasta frolla omogenea.
  • Stendetela su un foglio di carta da forno, avendo l’accortezza di tenerne da parte un poco per il coperchio; ponete il tutto in frigorifero a riposare.
  • Nel frattempo sbucciate le mele e tagliatele grossolanamente; mettetele in una terrina che possa andare in forno con sopra lo zucchero rimasto e fate cuocere in forno a 200 °C per circa 15 minuti.
  • Quando saranno cotte, togliete la frolla dal frigorifero, distribuite sopra le mele e coprite con uno strato di frolla finissima.
  • Adagiate il tutto in una tortiera e cuocete in forno a 190 °C per circa 40 minuti.
  • Preparate la crema inglese: mettete in una terrina i tuorli e l’uovo intero, lo zucchero, la farina, la vanillina e la scorza del limone e amalgamate il tutto energicamente servendovi di una frusta.
  • Scaldate il latte fino a quando formerà la pellicola in superficie, quindi versatelo lentamente, sempre mescolando, nella terrina con il composto appena preparato.
  • Rimettete il tutto nella pentola usata per il latte e, a fiamma bassissima, fate rapprendere la crema fino al momento in cui velerà il cucchiaio, senza mai farla bollire.
  • Servite la torta nei piatti individuali con un paio di cucchiaiate di crema inglese, spolverizzando di zucchero a velo e guarnendo a piacere con fette di mela e lamponi freschi.
  • Vino consigliato: abbinate al dolce, in cui mele e crema inglese costruiscono un equilibrio di sapori, il Valle d’Aosta Chambave Moscato Passito o il Ramandolo.

      ramandolo
      Il Ramandolo è un vino dal colore dell'oro antico, con un intenso profumo di albicocca passita e di miele di montagna ed un sapore gradevolmene dolce.
      Il nome Ramandolo, che evoca qualcosa di nobile e gentile, non è un nome di fantasia, ma è legato a quello di una piccola frazione del comune di Nimis, in provincia di Udine. Siamo infatti nelle belle terre del Friuli, attraenti per la loro gente di cuore, per le mille espressioni artistiche, per le antiche tradizioni e naturalmente per la grande varietà di vini.
      In particolare ci troviamo nell'area della Doc "Colli Orientali del Friuli", una denominazione che comprende circa 2300 ettari di vigna.
      Fra le varietà coltivate in quest'area vanno segnalati interessanti vitigni specifici di questo territorio come Tocai friulano, Verduzzo friulano, Ribolla gialla, Schioppettino, Pignolo, Tazzelenghe, Refosco dal peduncolo rosso, Picolit.
      Oltre a questo patrimonio viticolo specificamente locale, sono diffuse anche altre varietà come Cabernet, Merlot, Sauvignon, Pinot grigio, Chardonnay, Riesling italico, Traminer aromatico, Riesling renano, Malvasia istriana.
      Il Ramandolo è una pregevole rarità. Se ne producono appena 150.000 bottiglie l'anno. Nasce dal Verduzzo friulano, coltivato in un anfiteatro di vigneti arrampicati sui versanti collinari fra i comuni di Nimis e Tarcento.
      Ha recentemente ottenuto la DOCG. Nella sua zona di produzione si sta puntando al rilancio del vecchio clone di Verduzzo giallo, caratteristico di Ramandolo, poco produttivo e di alta qualità. Questo è stato appunto il clone del primo Ramandolo, un vino che ha almeno un secolo di vita, visto che ne parla un attestato di lode del 1893 assegnato al torlanese Giovanni Comelli detto Moro.
      Le viti affondano le radici su terreni marnosi e sono allevate usualmente con il sistema a "cappuccina". Le operazioni di vendemmia iniziano di norma nelle ultime settimane di ottobre. La raccolta tardiva ha lo scopo di ottenere un leggero appassimento dei grappoli, favorendo la formazione di un maggiore contenuto zuccherino. Un tempo il Ramandolo era commercializzato solo localmente, mentre oggi le sue pregiate bottiglie, proporzionalmente al loro numero ristretto, sono presenti sul mercato nazionale e vanno anche all'estero.
      Dal 1988 è stato costituito il Consorzio per la Tutela del Ramandolo che assiste i viticoltori dal vigneto alla cantina e organizza attività divulgative e promozionali per valorizzare questo prodotto di una piccola zona che ha i presupposti per diventare sempre più nota e ricercata.
      E' in progetto la creazione di una bottiglia specifica, il cui uso sarà consentito solo ai produttori che hanno superato con successo l'annuale verifica della qualità del vino.

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                settembre 26, 2013

                Essendo il Genepì una pianta protetta, il fiore utilizzato per aromatizzare l'etanolo destinato alla produzione del liquore è coltivato.

                Ricetta per persone n.

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                Ingredienti:

                125 g di zucchero
                3 limoni non trattati
                1 bicchierino di Genepì
                1 albume
                1 ciuffetto di menta

                Sorbetto di limone e genepì
                Preparazione: 30’

                • Mettete in una terrina lo zucchero, unite 1,5 dl di acqua e mescolate fino a quando lo zucchero si sarà completamente sciolto.
                • Lavate e asciugate un limone, quindi prelevatene la buccia con un rigalimoni, facendo attenzione a non staccare anche la parte bianca amara.
                • Tagliate la buccia a julienne e versate il ricavato nello sciroppo di zucchero, lasciandolo in infusione.
                • Spremete il succo di tutti i limoni, filtratelo e versatelo in una terrina.
                • Unite al succo di limone il genepì, mescolate e versate il tutto nello sciroppo di zucchero.
                • Sbattete leggermente l’albume e incorporatelo al composto.
                • Trasferite il tutto nella gelatiera e preparate il sorbetto seguendo le istruzioni.
                • Distribuite il sorbetto nelle coppette individuali e servite, decorando con foglioline di menta e, a piacere, con una julienne di buccia di limone.

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                Ricetta per persone n.

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                Ingredienti:

                1 kg fragole congelate
                200g panna liquida
                500g di meringa italiana (va bene anche se congelata anzi meglio)

                Preparazione:

                Con un robot da cucina si tritano a più riprese le fragole (io ho utilizzato il bimbi ma qualsiasi robot va bene).
                gelato fior di fragola

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                si aggiunge la panna e si mescola, meglio usare la planetaria con gancio K e ciotola fredda da congelatore (io mentre che c'ero l'ho fatto col bimby ma la prossima volta farò con la planetaria).
                user posted image
                aggiungere poca meringa italiana e amalgamare bene.
                user posted image
                aggiungere la rimanente meringa e finire di amalgamare
                user posted image
                mettere in congelatore e mescolare di tanto in tanto.
                user posted image
                dopo qualche ora il gelato è prontissimo e l'indomani è duretto ma si taglia, facilmente, con una spatola o rimettendola nel bimby si ammorbidisce se si deve servire di fretta altrimenti basta uscirlo 10 minuti prima di servirlo.

                Caratteristica:

                non forma cristalli di ghiaccio per via dello zucchero cotto nella meringa che contiene anche aria e ci da la possibilità di fare il gelato anche senza geliatiera

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                settembre 25, 2013

                Grazie alla grande varietà di fiori ed erbe alpine, in tutta la regione è particolarmente ricca la produzione di miele, caratterizzato da un ridotto contenuto di acqua e distinto in relazione alla provenienza del nettare, raccolto tra giugno e agosto.

                Ricetta per persone n.

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                Ingredienti:

                300 g di Miele di Castagno della Valle d’Aosta
                200 g di mandorle
                400 g di castagne
                3 gocce di essenza di vaniglia
                5 cucchiai di rum (facoltativo)

                Miele con mandorle e castagne
                Preparazione: 20’ + 45’ di cottura.

                • Sbucciate le castagne e mettetele in acqua bollente per circa 4-5 minuti.
                • Scolatele, lasciatele intiepidire e mentre sono ancora calde togliete delicatamente la pellicina che aderisce alla polpa.
                • Se questa non si staccasse facilmente, tuffate ancora le castagne, poche per volta e per qualche secondo, in un’altra pentola con acqua bollente (non utilizzate l’acqua precedente perché ormai tinta dal tannino delle bucce colorerebbe anche i frutti). Spezzettate grossolanamente le castagne.
                • Sbollentate le mandorle per circa 5 minuti, scolatele, sciacquatele sotto l’acqua corrente e tenetele da parte.
                • Mettete il miele in una casseruola, aggiungete 5 cucchiai di acqua, l’essenza di vaniglia e fate sciroppare a fiamma bassa per 5 minuti.
                • Unite le castagne e le mandorle, mescolate delicatamente, lasciate riprendere il bollore e fate cuocere a fiamma dolce per circa 15-20 minuti, fino a quando le castagne saranno traslucide e si riuscirà a forarle facilmente con un ago.
                • Togliete le mandorle e le castagne dallo sciroppo e trasferitele in un vasetto pulito, tiepido e a chiusura ermetica.
                • A piacere unite il rum allo sciroppo, fatelo restringere finché non riprenderà più o meno la consistenza del miele e versatelo nel vasetto.
                • Lasciate raffreddare, chiudete e conservate in luogo asciutto e buio fino al momento dell’utilizzo.
                •  

                  Vino consigliato: Dolce di grande piacevolezza, che valorizza il gusto delle castagne arricchendolo con la dolcezza del miele; servitelo accompagnato con un vino zuccherino come il Valle d’Aosta Nus Malvoisie Passito o il Moscato di Pantelleria.

                vno Valle d'Aosta Nus Malvasia

                Il Valle d'Aosta Nus Malvasia passito (in francese, Vallée d'Aoste Nus Malvoisie flétri) è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Aosta.

                Caratteristiche del VALLE D'AOSTA NUS MALVOISIE PASSITO (O MALVOISIE FLETRI) DOC
                Colore: BIANCO
                Regione: VALLE D'AOSTA
                Gradazione alcolica complessiva minima: 16,5% Acidita' totale minima: 5 per mille Estratto secco netto minimo: 25 per mille Caratteristiche: Tranquillo, Amabile, Passito Colore: giallo ramato intenso. Odore: gradevole, intenso. Sapore: amabile, molto alcolico, con retrogusto di castagna, talvolta con sentore di essenza legnosa.
                Vitigno di base: PINOT GRIGIO
                Caratteristiche del vitigno:
                Uva a bacca bianca , nome comune in Italia del " Pinot Gris " e perciò quello con cui l' uva è più conosciuta a molti consumatori di vino . Anche per questo vitigno gli italiani tendono a vendemmiare le uve prima che perdano l'acidità con caratteristica rapidità una volta giunte a piena maturità . E' largamente presente in Lombardia dove è monopolizzato dall'industria spumatistica . A sud si spinge fino all'Emilia Romagna e non manca in Alto Adige , dove però , come in tutti i paesi di lingua tedesca , gli si preferisce il Pinot Bianco .
                invecchiamento:
                Temperatura di servizio:  8-10°

                Abbinamento:  

                Amaretti, Bci di Courmayeur, Canestrelli, Tegole di Aosta, Torcetti di Saint Vincent, Torta alle mandorle e alle nocciole, Blanc manger

                          vini valle'aosta

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