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giugno 27, 2018

Un modo piacevole per rifuggire la calura e la sensazione estenuante data dall’afa è probabilmente quello di mangiare un buon gelato.

Le gelaterie offrono una notevole quantità di gusti e molte e discordi appaiono le opinioni su quale sia il miglior gelato proposto sul mercato, come sia fatto, quali siano le materie con cui lo si produce.

Qual è, tuttavia, l’origine del gelato? Chi è stato l’inventore che ha reso questo incredibile servizio all’umanità?

Dopo aver fatto una rapida ricerca in internet ho trovato qualche notizia interessante che mi piace sottoporre all’attenzione di chi legge.

Fin dall’antichità l’uso di refrigerare frutta e sostanze dolci era assai diffuso, specialmente in Oriente.
Qual è l’origine del gelato?

Storia del gelato.


Gli antichi Romani potevano attingere alle riserve nevose dell’Etna e del Vesuvio per poter preparare gustosi sorbetti: secondo Plinio il Vecchio, per prepararne mescolavano ghiaccio tritato, miele e frutta, creando così una sorta di crema dolce e gustosa.



Durante il Medioevo, tuttavia, le invasioni barbariche e i lunghi periodi di guerre che si susseguirono fecero cadere in disuso in Occidente questa dolce abitudine e solo gli Arabi l’hanno reintrodotta successivamente in Sicilia.

Il vero inventore del gelato.


Chi sia stato, tuttavia, il vero inventore del gelato non è facile da stabilirsi: è noto che l’architetto fiorentino Buontalenti (che sembra sia stato anche l’inventore di una delle prime macchine per fare il gelato) si dilettasse di cucina e riuscisse a creare fantastici ed elaborati dolci di ghiaccio amalgamando crema e anche frutta.

Non a caso tutt’oggi in quasi tutte le gelaterie fiorentine è possibile assaggiare la deliziosa crema Buontalenti. Inoltre tale Ruggeri, secondo alcuni pollivendolo, secondo altri macellaio, si dice che abbia partecipato a un concorso indetto da Caterina de’ Medici per il piatto più originale.
Curiosità, origini e caratteristiche del gelato, il più famoso dei dolci italiani.Twitta
Il Ruggeri riuscì a guadagnarsi il primo premio e anche una notevole fama tramite una composta di frutta, ghiaccio e zucchero: tale fu il plauso che ne ricevette da essere costretto a riproporlo anche alla corte di Francia.

Infine è opportuno ricordare anche il nome di Francesco Procopio dei Coltelli, che nel 1686 aprì a Parigi il Café de Procope dove propose delle “acque gelate” di frutta, crema gelato dal composto particolarmente omogeneo.

La nascita del Cono.

Un gelataio cadorino Italo Marchioni nel 1903 inventò il cono gelato.

Risale circa al 1884 una delle maggiormente note rivendite commerciali di gelato italiane, realizzato tramite raffreddamento di gelato, zucchero e grossi mastelli di "salamoia", che cominciò la propria attività a Torino.

Era l'inizio della gelateria Pepino che ancora oggi produce gelati nel capoluogo piemontese. Tale rivendita fu certamente la prima nel nord Italia a portare il gelato a un livello popolare e l'unica a potersi fregiare dei Brevetti di Fornitore di Casa Reale.

Tra le varie scuole che si sono distinte nel tempo nella fabbricazione ed esportazione all'estero della cultura italiana del gelato merita citazione quella veneta, in particolare quella della Val di Zoldo, del Cadore della provincia di Belluno, che ha saputo farsi apprezzare in tutto il mondo.



In particolare un gelataio cadorino Italo Marchioni nel 1903 inventò il cono gelato, ovvero un contenitore fatto di cialda con la parte aperta verso l'alto da riempire con il gelato (a palline o con una spatola), contribuendo con questa innovazione ad incrementare la popolarità e la diffusione del gelato italiano.

5 Ricette con dolci gelati.


Gelato di cocomero.





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giugno 15, 2018

La maggior parte di noi si prende cura di scegliere il vino migliore secondo il menu, a seconda che si tratti di carne rossa, carne bianca, pesce, pizza, pasta, altri cibi.

Tuttavia, ci sono poche occasioni in cui pensiamo a un vino per l'ora del dolce; per questo ti diciamo come scegliere un vino da dessert, quindi la prossima volta che sarai invitato a cena potrai sorprendere i padroni di casa portando un drink per accompagnarti.

I dolci sono da sempre usati per festeggiare compleanni e ricorrenze di ogni tipo. Oltre che ovviamente, a fine pasto.

Ma quali sono i vini migliori da abbinare ad un dolce? Scoprirai in questo articolo quali sono semplici regole da rispettare.
Come scegliere il vino giusto per i dolci.

Abbinamento vino-dolci: la Guida Completa.


È necessario avere un minimo di conoscenza per scegliere il vino bianco che va meglio con il dessert che verrà servito, dal momento che un vino che non è adatto può essere una delusione. Per evitarlo, dobbiamo considerare il perfetto equilibrio tra vino e dessert.

Un vino bianco per dessert non deve essere stucchevole e il suo grado di acidità deve essere bilanciato, questo è il gusto che rimane sul palato una volta assaggiato.

Uno dei vini dolci più famosi al mondo è il francese Sauternes de Bordeaux, un vino che esalta il sapore dei dessert.
Sauternes de Bordeaux zona di produzione.

C'è una regola che può aiutarti a scegliere un vino da dessert e che più scuro è il dessert, più scuro deve essere il vino.

Abbinamento vino-dolci.


Come prima raccomandazione devo ricordare che non dobbiamo bere vini secchi con i dolciumi in genere. Purtroppo è consuetudine stappare spumanti brut con il dolce, è un “bisticcio” gustativo che deve essere evitato perché rovina i sapori! Ricordiamo sempre che con i prodotti di pasticceria vige il principio della concordanza per cui sono i vini amabili o dolci che devono accompagnare il nostro dolce.




Dovremo orientarci verso vini che abbiano come qualità gustativa fondamentale la dolcezza più o meno evidente ( un residuo zuccherino minimo 25/30 grammi/litro) tenendo conto in seconda battuta dell’aromaticità e dell’alcolicità. Ovviamente, anche in questo caso il corpo di un vino deve essere conforme alla struttura della pietanza.

La zuppa inglese, esempio di dolce a base di pan di Spagna bagnato con alchermes, farcito con crema inglese e al cacao e frutta candita, aromatico e persistente, richiede un vino altrettanto intenso e di personalità, come  un Cinque Terre Sciacchetrà.
Il Malvasia delle Lipari è un vino DOC la cui produzione è consentita nell'arcipelago siciliano delle isole Eolie nella provincia di Messina che si accompagna bene anche con i dessert al cioccolato

Anche uno dei dolci più famosi e di grande tradizione, la cassata siciliana, è a base di pan di Spagna, con una farcitura di ricotta, zucchero, frutta candita, piccoli pezzi di cioccolato e cannella, avvolti in una glassa di zucchero e rum, che la rendono ricca e strutturata. Perfetta con una Malvasia di Lipari, un Greco di Bianco o un Tokaji Aszu.
Leggi anche: Abbinamento vino-dolci di pan di Spagna farciti di creme varie e bagnati con liquori.
Alla Saint-Honoré e la millefoglie farcite con panna montata, crema pasticciera o zabaglione, così come a bigné alla crema, al torroncino o alla crema di nocciole, si possono abbinare un Sautenes o un muffato ottenuto da uve greche della zona di Orvieto, in grado di sostenerne sia l’avvolgente  grassezza sia la decisa aromaticità.

Con i dolci a pasta lievitata, si abbinano vini bianchi aromatici, dolci, frizzanti o spumanti; con gli stessi dolci ma con frutta candita, cannoli o bignè alla crema pasticcera o al torroncino, vini bianchi spumanti dolci, leggermente più pieni dei precedenti.

Il nostro panettone Natalizio può andare d'accordo con un vino dolce e leggero (un vino moscato da vendemmie tardive per esempio).
Con i gelati si sconsiglia l’abbinamento del vino o di alcolici in considerazione della bassa temperatura che provoca una sorta di anestesia delle papille gustative.

Con i gelati si sconsiglia l’abbinamento del vino o di alcolici in considerazione della bassa temperatura che provoca una sorta di anestesia delle papille gustative ed in più, i gelati, lasciano una leggera patina grassa.




 Ciò non consente un apprezzamento del vino anzi un eventuale abbinamento determinerebbe in bocca una netta sensazione fastidiosa di metallico e di acidulo.

Quale vino sceglierai per accompagnare il tuo prossimo dolce?

Ora che sai come scegliere un vino da dessert, devi solo aspettare la prossima cena con gli amici per mostrare le tue conoscenze.

Ad ogni vino il suo bicchiere.


Ultima raccomandazione lo spumante dolce viene servito in genere nei bicchieri a forma di coppa, mentre quello secco nei bicchieri a forma di calice (flute), i vini dolci in bicchieri a forma di tulipano, per i vini passiti e liquorosi si preferisce la forma renana (piccoli a bocca stretta).

Corsi per Sommelier.


Desiderate fare della vostra passione un lavoro?

Il corso per sommelier è uno di quei pochi corsi di formazione che, seguiti con serietà e determinazione, si erge come un valido sostegno per incrementare le proprie opportunità lavorative in Italia ed all’estero.
Il corso per sommelier è un valido sostegno per incrementare le proprie opportunità lavorative.

Attenzione a non confondere il sommelier con la figura professionale dell'assaggiatore di vino, sebbene la differenza sia sottile.

Come scegliere il vino giusto per i dolci, ecco la guida completa per non sbagliare.Twitta
L'assaggiatore si focalizza sul giudizio tecnico, il sommelier integra l'assaggio con la presentazione, il servizio e l'abbinamento del vino. Inoltre è in grado di effettuare un'analisi organolettica di una bevanda al fine di valutarne le caratteristiche in funzione degli abbinamenti con il cibo.
Il lavoro di sommelier richiede una buona preparazione di base.

Il lavoro del Sommelier è affascinante e professionalmente appagante non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto il profilo sostanziale.
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