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gennaio 06, 2014

Chinulille panzerotti calabresi farciti di crema.

Sia il nome di questi panzerotti farciti di crema, “chinulìlle”, sia quello della torta ripiena, “chjina”, derivano dal vocabolo latino “plenus”, che vuol dire “pieno”.

Ingredienti: per 4 persone

500 g di farina
    4 uova
    50 g di zucchero
    olio per friggere
    zucchero a velo
    cannella
    garofano in polvere
    miele
    sale
  

Per il ripieno:
    300 g di ricotta
    buccia grattugiata di 1/2 limone e di 1/2 arancia
    cognac

 

Chinulille

 

Preparazione: 1 ora e 30’ + 45’ di cottura

  • Schiacciate la ricotta con la forchetta e passatela al setaccio per renderla cremosa.
  • Profumatela con le bucce grattugiate di limone e d’arancia, ammorbiditela con un po’ di cognac.
  • Sul piano di lavoro disponete la farina a fontana, al centro sgusciate tre uova, aggiungete lo zucchero e un pizzico di sale.
  • Impastate e lavorate il composto per 30 minuti.
  • Dividete la pasta in due e tirate due sfoglie molto sottili.
  • Spalmatene una con il restante uovo sbattuto insieme a un po’ d’acqua, sopra, a uguale distanza, distribuite mucchietti di ripieno.
  • Ricoprite con l’altra sfoglia, premete bene intorno al ripieno e ritagliate i ravioli in forma rotonda o quadrata a piacere.
  • Friggeteli in abbondante olio caldo.
  • Sgocciolateli quando sono dorati e asciugateli su carta assorbente.
  • Trasferiteli sul piatto da portata, cospargeteli di zucchero a velo, cannella, garofano in polvere e miele.
  • Servite.

 

Quanto nutre una porzione: 315 calorie

 

Vino consigliato: Greco di bianco

greco di bianco

Greco di Bianco è il termine che indica il vitigno tipico della fascia costiera reggina sul versante ionico nel territorio del comune di Bianco (RC), nonché l'omonimo vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Reggio di Calabria ed in particolare principalmente nel territorio di Bianco, da cui prende il nome, e il comune limitrofo di Casignana, sulla Costa dei gelsomini.

Il Greco di Bianco è ritenuto il vino più antico d'Italia insieme al Moscato di Siracusa: la vite dalla quale si ricava il Greco di Bianco ha origini molto remote: si ritiene che il primo tralcio sia arrivato in Calabria, nel territorio di Bianco, già nel VII secolo a.C., quando i Greci sbarcarono presso il promontorio Zefirio (oggi chiamato Capo Bruzzano).

Il grappolo del vitigno Greco B. di Bianco è lungo, spargolo, può arrivare ad una lunghezza massima di 60 centimetri. Gli acini sono piccoli e rotondeggianti, vinaccioli molto sviluppati e, quindi, con poca polpa e la buccia sottilissima.

Il sistema di allevamento più utilizzato è il cordone speronato orizzontale bilaterale. I tralci arrivano fino a 7 metri di lunghezza e si adornano di foglie pentalobate, lucide nella pagina superiore e quasi tomentose nella pagina inferiore, tipiche di queste viti. Altro sistema di allevamento, oramai praticato solo su vecchi vigneti, è l'alberello.

Il vitigno ha una resa media in uva fresca di circa 100 q/ha. L’uva, prima di essere spremuta viene appassita su graticci di canne fino a quando non si è registrato un calo minimo del 35%.

Il Greco di Bianco non può essere messo in commercio prima di un anno dalla vendemmia.

La pianta trovò lungo questo tratto di terra caratteristiche climatiche simili a quelle d'origine.

Nel 1966 il Greco di Bianco ha raggiunto un livello molto basso di produzione, ragion per cui fu fondata a Bianco una cooperativa agricola, con il fine di valorizzarne e standardizzarne la produzione. L'obiettivo è stato raggiunto nel 1980, anno in cui il Greco di Bianco ha avuto il riconoscimento del marchio DOC.

Abbinamenti:

Pasticceria secca, dolci a base di pasta di mandorle (temperatura di servizio consigliata: 14°-16 °)

 

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2 commenti:

  1. Indicazioni chiare e dettagliate su come preparare questa ricetta. Complimenti

    RispondiElimina
  2. Sono dolci tipici della provincia di Cosenza. Si confezionano a Natale e si usa servirle accompagnate da un buon passito

    RispondiElimina

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