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giugno 23, 2014

Pere cotte nel vino con zabaione.

Ingredienti: per 6 persone

    6 grosse pere ruggini
    zucchero
    un pezzetto di cannella
    chiodi di garofano
    pinoli
    2 tuorli
    Marsala secco
    vino rosso

    Tutte le specie di pere, benché come abbiamo visto siano veramente tante, vantano numerose proprietà benefiche: la pera è molto ricca di fibra ( soprattutto nella buccia ), la pectina in particolare che, una volta assunta ed essendo questa solubile, forma una sostanza viscosa che ha la proprietà di legarsi al colesterolo cattivo presente nel nostro organismo che viene così espulso più facilmente attraverso le feci.

    pere cotte nel vino con zabaione

Preparazione: 90’

  • Portate a bollore mezzo litro di vino rosso insieme con un pezzetto di cannella, alcuni chiodi di garofano e g 80 di zucchero.
  • Accomodate nel vino le pere con la buccia (accuratamente lavate) e passatele in forno a 200° per circa un'ora.
  • Nel frattempo raccogliete in una ciotola i tuorli, 2 cucchiaiate di zucchero e 6 mezzi gusci d'uovo colmi di Marsala.
  • Immergete il recipiente in un bagnomaria caldo tenuto su fuoco al minimo e montate il composto con la frusta elettrica finché sarà gonfio e sodo (zabaione).
  • Quando le pere saranno cotte, sistematele nei piatti da porzione, su un velo di zabaione, guarnito con una manciata di pinoli.
  • Filtrate il vino delle pere, portatelo su fuoco vivo e fatelo ridurre a sciroppo che colerete sulle pere prima di servirle.

 

Quanto nutre una porzione: 200 calorie

 

Vino consigliato: Montefalco Sagrantino passito.

 

Montefalco Sagrantino passito

Le colline di Montefalco, a sud della città di Perugia, nel cuore dell'Umbria, costituiscono la zona vitivinicola più ricca e varia di questa regione. La tradizione vinicola di questa terra ha origine nel Medioevo grazie ai monaci benedettini che, con la loro opera, bonificarono queste terre impiantandovi alcuni dei più antichi vitigni umbri. Uno di questi è il celebre Sagrantino, reputato di origine locale nonostante siano state formulate numerose ipotesi riguardo la sua comparsa.
Alcuni, infatti, lo ritengono importato dai primi frati francescani che lo diffusero nelle terre circostanti; altri invece, lo considerano proveniente dalla Spagna, se non addirittura introdotto in Italia dai Saraceni.


Già nel Rinascimento i vini prodotti in questa zona erano così apprezzati che venivano serviti alle ricche mense dei Papi e dei nobili dell'epoca. Nei secoli successivi la loro fama rimase inalterata, anche se spesso confinata nel ristretto ambito locale, finché, nel 1980, con il riconoscimento della Doc e successivamente, nel 1992, con la Docg, anche per questi vini si sono presentate opportunità di successo commerciale tanto sul mercato italiano che su quello estero. Anche se attualmente nel Sagrantino prevale la versione "secco", il vino è nato come "passito". Un tempo, infatti, il Sagrantino veniva prodotto quasi esclusivamente in quest'ultima tipologia, ed ottenuto dall'appassimento delle uve su graticci di legno. Questa tecnica di produzione era assai congeniale alle uve di Sagrantino, capaci di appassire per mesi senza marcire e con gli acini che conservano a lungo intatta la componente zuccherina.

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