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settembre 18, 2013

Strudel ai semi di papavero una prelibatezza che racchiude in sé il gusto antico di paesi lontani.

Una prelibatezza nordica, lo strudel, che racchiude in sé il gusto antico di un paese lontano quale la Turchia.

Ebbene sì, accomunato ad un dolce ancora preparato nelle cucine turche, la baklavia, le origini del nostro strudel si identificano decisamente più a sud del Sudtirol.

Probabilmente la connessione, nell’assonanza di gusto, tra il dolce turco (baklavia) ed il dolce tirolese (strudel) si ebbe intorno al XVI secolo con l’invasione dei balcani ad opera dei Turchi, invasione durata fin quasi alle soglie della Prima Guerra Mondiale in cui l’Ungheria e tutta l’Europa centrale risentì di tale tirannia. Si sa bene però che ogni invasione porta con se anche abitudini e costumi locali, nonché il gusto di certe preparazioni.

Ricetta per persone n.

6

Ingredienti:

350 g di farina 00
100 g di zucchero
20 g di lievito di birra fresco
latte
1 uovo
60 g di burro
olio di oliva
sale
farina per la spianatoia
burro per la placca

Strudel ai semi di papavero

Preparazione: 40’ più il tempo di lievitazione e riposo + 1 ora.

  • Setacciate la farina con una presa di sale e lo zucchero in una terrina.
  • In una tazza sbriciolate il lievito, scioglietelo in 1,2 dl di latte tiepido e versatelo nella farina, mescolando bene per amalgamare gli ingredienti.
  • Incorporate l’uovo leggermente sbattuto e il burro fuso.
  • Trasferite la pasta sulla spianatoia infarinata e lavoratela con forza per 10 minuti, fino a quando sarà perfettamente elastica.
  • Formate una palla e ponetela a lievitare per un’ora in una terrina leggermente unta di olio fino a quando avrà raddoppiato il suo volume.
  • Preparate il ripieno: mettete a bagno per 15 minuti i semi di papavero in una terrina coperti di acqua calda, quindi scolateli.
  • Fate fondere il burro in un tegamino, unite i semi di papavero e fateli cuocere a fuoco dolce per 2 minuti.
  • Aggiungete una presa di cannella, l’uvetta, precedentemente ammollata e ben strizzata, e lo zucchero. Mescolate bene, togliete dal fuoco e fate raffreddare.
  • Stendete la pasta sulla spianatoia in una sfoglia non troppo sottile, formando un rettangolo.
  • Distribuite sopra in modo uniforme il ripieno, lasciando libero il bordo esterno, poi arrotolatela nel senso della lunghezza; premete bene le estremità e i bordi per sigillare lo strudel.
  • Disponetelo sulla placca imburrata, bagnatelo con poco latte e fatelo cuocere in forno a 180 °C per 50 minuti, finché sarà ben dorato.
  • Sfornatelo e fatelo raffreddare prima di servire.

Vino consigliato: proponete vini dolci come l’Alto Adige Moscato Giallo o il Moscato di Noto.

 

moscato-giallo trentino

Il Moscato Giallo è un prodotto estremamente singolare anche se poco noto nel mondo enologico italiano.

Il Trentino Moscato Giallo Doc è parte della famiglia dei bianchi ed è prodotto primariamente in Trentino dove il Moscato Giallo ha trovato un ambiente idoneo per la sua maturazione. Il Trentino Moscato Giallo Doc viene fatto soprattutto nei comuni di Val Lagarina, Besenello, Calliano, Mori, Avio, Rovereto, Val Sarca , San Michele e nella zona DOC Trentino, esso viene estratto non solo da Moscato Giallo ma anche da ed è valutato un tipo di vino DOC.

Caratteristiche.
Il Trentino Moscato Giallo Doc presenta particolarità comuni agli altri vini di color bianco i quali relativamente alla tipologia possono variare da un colore giallo oro all'ambrato ed in certe tipologie come in quelli dei vini giovani possono offrire dei riflessi verdolini. Ulteriore peculiarità dei vini bianchi è il tipo di odore che in sostanza può presentare un predominio di aromi di fiori bianchi e gialli di erba appena tagliata e frutta fresca non ancora matura e quest'ultima peculiarità diventa sempre più pronunciata con l'intensificazione della colorazione.

I vini bianco/dorati che in sostanza mostrano sapori morbidi e caldi mentre i vini bianchi che al contrario sono ambrati mostrano un'aroma più simile a liquirizia e cannella. I vini bianchi variano anche riguardo il bicchiere in cui devono essere serviti, infatti in base alla tipologia sono richiesti calici, flute, bicchieri panciuti o coppe. La coppa è ideale per il moscato dolce ed aromatico diversamente per i vini importanti, affinati in barrique o Champagne millesimati è usato un bicchiere panciuto.

Il calice è richiesto primariamente per i vini bianchi freschi diversamente per i vini frizzanti è consigliato l'uso della flute. Si sa che il singolare vino abbia una sua conservazione e nel caso dei vini bianchi vanno consumati entro un anno dalla vendemmia, mentre per quanto riguarda gli spumanti e gli Champagne non millesimati che hanno durata breve. Ad ogni modo esistono vini che più vecchi sono e meglio è ed è il caso dei vini detti millesimati i quali dopo un paio di anni e più di conservazione acquistano maggiormente le caratteristiche organolettiche. Per concludere le caratteristiche dei vini bianchi possiamo dire che la temperatura ideale vale a dire circa 7° C in bottiglia e nel bicchiere tra i 9 e 11° C.

Ricette consigliate.
Si sa che la regione Trentino decanti una rigorosa tradizione culinaria, un po' come capita per il resto della penisola e per tale ragione il Moscato Giallo Bianco Secco Superiore presenta dei stabiliti abbinamenti con le ricette della nostra tradizione culinaria, il che vale a dire che in generale si è liberi di servirlo quando e come si vuole ma se vogliamo decantarlo proprio all'ennesima potenza allora va abbinato a zuppa di ricotta e cipollotti, knodel agli spinaci, asparagi con le uova, caprini freschi. Un'ultima puntualizzazione che dobbiamo fare sul Trentino Moscato Giallo Doc è che nonostante sia prodotto da varie etichette, come qualsiasi vino presenta numerosi produttori d'eccellenza.

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