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luglio 23, 2013

Torta di Mantova, legata alla vicenda che ha per metà il sapore di leggenda e per metà quello della storia.

Torta di Mantova

La torta mantovana è un dolce il cui nome non è legato al territorio bensì, probabilmente, a vicende storiche. È relativamente diffuso in Toscana e la zona tradizionale di produzione è Prato. Famosa è quella sfornata dallo stesso biscottificio che produce i Biscotti di Prato. È un dolce a pasta soffice e profumata, di un colore giallo intenso, ricca di mandorle, burro e spolverata abbondantemente di zucchero a velo. È ottima come dessert ma anche come dolce da prima colazione o da merenda. La si accompagna benissimo con il caffè, il latte o il the.
Gli eventi che riconducono al particolare nome sono legati alla vicenda che ha per metà il sapore di leggenda e per metà quello della storia. Si racconta che la ricetta della "mantovana" fosse un lascito, alla corte De'Medici, di Isabella d'Este che a 16 anni nel 1490 sposò Francesco II Gonzaga, divenendo cosi Marchesa di Mantova.
La Marchesa nel 1514 fu ospite di Papa Leone X a Roma, città in cui tornò più volte negli anni a venire. In quelle occasioni Isabella d'Este scelse Firenze come città di transito.
Prato, come la città di Mantova, fu dominio dei longobardi: potrebbe essere un'altra spiegazione del nome, ricondotto a quel particolare periodo storico.
Ricetta per persone n.
6
Ingredienti:
1 uovo
200 g di zucchero
1 bustina di vanillina
200 g di burro
100 g di fecola
100 g di farina
1 limone
120 g di mandorle sgusciate
burro e farina per lo stampo
5 tuorli

Preparazione: 30’ + 45’ di cottura
  • Lavorate 5 tuorli e un uovo intero in una terrina fino a ottenere una crema omogenea.
  • Unitevi lo zucchero e la bustina di vanillina, poi mescolate bene il tutto fino ad avere un composto bianco e spumoso.
  • Incorporate alla crema di uova il burro, che avrete precedentemente fatto fondere e lasciato raffreddare, la fecola e la farina setacciate.
  • Profumate con un cucchiaio di succo filtrato di limone e la buccia grattugiata dello stesso agrume; impastate bene il tutto con un cucchiaio di legno, mescolando con cura.
  • Versate l’impasto in uno stampo di 24 cm di diametro imburrato e infarinato, poi completate il dolce distribuendovi sopra le mandorle tritate grossolanamente.
  • Passate in forno caldo a 180 °C e fate cuocere per circa 45 minuti.
  • Sfornate e fate raffreddare prima di servire.  

Vino consigliato:  con questo dolce servite il Lambrusco Mantovano Rosato amabile o l’Elba Aleatico amabile.

lambruscomantovanoviola
Il vino rosato Lambrusco Mantovano Rosato Doc, la cui produzione nel territorio italiano si distingue in maniera particolare in Lombardia, il Rosato Secco è un vino ad indicazione DOC. Il vino rosato Lambrusco Mantovano Rosato Doc viene prodotto specialmente in in alcune zone d'Italia e soprattutto nei vitigni di S. Benedetto Po, Sabbioneta, Gonzaga, Viadana, Moglia, dove il vino Lambrusco Mantovano Rosato Doc è riuscito a conquistare il suo antico prestigio.Questo in quanto anche il Lambrusco Mantovano Rosato Doc patisce, come tutte le diverse tipologie di produzioni che appartengono alla categoria dei rosè, di un declassamento ingiustificato determinatosi con il passare degli anni che ha portato i vini della categoria rosè ad essere considerati di qualità e di gusto inferiore rispetto ai più diffusi vini bianchi e rossi. In verità i vini rosati vantano una lunghissima tradizione, tradizione che da alcuni anni a questa parte , in numerose zone d'Italia ma anche in tanti paesi d'Europa, Francia in primis, stariscoprendo le indubbie qualità e le specifiche caratteristiche dei vini rosati.

Caratteristiche Lambrusco Mantovano Rosato Doc
La prima cosa da dire in relazione ai vini rosati è che si parla di vini prodotti intenzionalmente, ovvero attraverso specifiche tecniche raggruppabili in tre distinte categorie: il salasso, la pressatura diretta e la macerazione carbonica. Questi sono procedimenti abbastanza articolati ma danno come prodotto finale vini di straordinaria qualità, il cui valore non può quindi essere sottovalutato rispetto ai vini bianchi o ai vini rossi che si distinguono per una vinificazione spontanea . Le uve usate per i vini rosati sono, per grandi linee, le stesse usate per i vini rossi, mentre come ambito geografico la coltivazione dei vini rosati predilige zone calde, cosa che da ai vini rosè un gusto meno pungente rispetto ai vini bianchi. La vinificazione dei vini rosati deve assicurare determinate fasi, dovendo specialmente difendere l'intensità dei profumi e la persistenza del sapore, molto tenue. In merito a questo aspetto si deve tener conto di un altro importante aspetto dei vini rosati: visto che questi vini sono contrassegnati da un basso contenuto di polifenoli, hanno la tendenza a perdere rapidamente acidità, il che comporta che i rosati non sono indicati peraffinamento in bottiglia e devono per questo motivo essere consumati come limite massimo entro due anni dall'imbottigliamento. Con il passare del tempo, infatti, i vini rosati hanno la tendenza a perdere in freschezza aromatica e il loro gusto morbido di fiori e frutta , per questo il consiglio è di consumarli al massimo entro due anni.


Ricette consigliate con Lambrusco Mantovano Rosato Doc
Il vino rosato Lambrusco Mantovano Rosato Doc date le caratteristiche accennate in relazione ai i vini rosè si presta in maniera particolare a differenti abbinamenti culinari, sebbene il suo essere un vino morbido sia particolarmente esaltato dai seguenti abbinamenti: carne di vitello alla pizzaiola, frittata di spaghetti al pomodoro con mozzarella vongole e gamberetti
 
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1 commento:

  1. La Torta Mantovana, non è assolutamente da confondere con la Sbrisolona, del tutto diversa nella forma ed in molti ingredienti, oltre che per zona di produzione che è quella di Mantova.

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