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luglio 15, 2013

Pere e prugne al vino.

Pere e prugne al vino

Ricetta per persone n.
4
Ingredienti:
200 g di prugne nere fresche
200 g di pere piccole
100 g di zucchero di canna
2 chiodi di garofano
1 stecca di cannella
5 dl di vino rosso


Preparazione: 10’ + 35’ di cottura.

  • Lavate le pere e le prugne.
  • Raccogliete in una casseruola il vino con lo zucchero, i chiodi di garofano e la cannella, quindi mettete il recipiente su un fornello e portate a bollore.
  • Unite le pere e le prugne, fate riprendere nuovamente l’ebollizione, quindi regolate la fiamma e lasciate sobbollire, a recipiente scoperto, per circa circa 30 minuti o fin quando saranno tenere.
  • Sgocciolatele, lasciatele raffreddare e nel frattempo fate restringere il vino fino a ottenere uno sciroppo.
  • Tagliate le pere a spicchi liberandole del torsolo e le prugne a metà eliminando il nocciolo.
  • Disponete la frutta cotta su un piatto da portata, versate sopra qualche cucchiaio dello sciroppo ottenuto e servite.
  • Per questa preparazione dovete scegliere pere a pasta dura, in modo che si possano affettare con facilità.
  • Diversamente tagliate la frutta prima di cuocerla e, anziché impiegare uno sciroppo di vino rosso, che le colorirebbe in modo eccessivo, utilizzate uno sciroppo di acqua o di vino bianco.
    vino cagnina di romagna
    Il vino "Cagnina di Romagna" deve essere ottenuto per almeno l'85% dalle uve del vitigno "Refosco" localmente denominato "Terrano".
    La zona della DOC Cagnina di Romagna comprende i comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza e Riolo Terme in provincia di Ravenna, e quelli di Bertinoro, Castrocaro-Terra del Sole, Cesena, Forlimpopoli, Longiano, Montiano, Modigliana, Dovadola, Predappio, Mercato Saraceno, Meldola, Roncofreddo, Savignano sul Rubicone, Gatteo e San Mauro Pascoli in provincia di Forlì-Cesena.
    Il Cagnina di Romagna è un vino rosso amabile, pronto da bere poco tempo dopo la vendemmia in seguito a una breve maturazione in botte. Viene prodotto dalle uve del vitigno Refosco, localmente detto Terrano (minimo 85%), con l’eventuale aggiunta di altri vitigni raccomandati o autorizzati nelle province di Ravenna e Forlì-Cesena (massimo 15%).
    Le origini del vitigno sono friulane e probabilmente è stato introdotto in Romagna verso il XIII secolo, quando, per la costruzione dei più importanti monumenti bizantini ravennati, si importavano grandi quantità di pietra calcarea dal Carso e dalla Dalmazia. Nel dialetto locale al nome Cagnina viene comunemente aggiunta la specifica de grasp ros (dal raspo rosso), evidente richiamo al Refosco che, in Friuli, viene definito “dal peduncolo rosso”.
    Possono inoltre concorrere le uve di altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione per la regione Emilia-Romagna, fino ad un massimo del 15%. Per i nuovi impianti la densità minima di piante non dovrà essere inferiore a 3.300 ceppi per ettaro.
    Si può bere a temperatura di degustazione 10-12 ° quando si è tavola,secondo la tradizione romagnola , la Cagnina dolce si abbina alla ciambella casereccia, alle castagne e marroni arrostiti,
     
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    1 commento:

    1. Ma che buone!!!! Io le appoggerei su un letto di crema inglese e le divorerei! :-)

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