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luglio 17, 2013

Crema all’espresso.

Crema all’espresso

Ricetta per persone n.
6
Ingredienti:
1/2 l di panna fresca
1/2 l di latte
150 g di zucchero
10 tuorli
5 g di maizena
2 baccelli di vaniglia
35 g di caffè solubile
Preparazione: 
  • Versate in un pentolino il latte con la panna, aggiungete la vaniglia e portate a ebollizione.
  • A parte sbattete bene i tuorli insieme con lo zucchero fino a raddoppiare il volume del composto, quindi aggiungete la maizena e incorporatela con cura.
  • Versate il latte nel composto di uova, filtrandolo, e cuocete fino al “punto rosa” (83 °C), mescolando fino a cottura ultimata.
  • Unite il caffè solubile, mescolate e raffreddate subito immergendo il recipiente in acqua e ghiaccio.
  • Versate il tutto in un sifone (l’apposita bottiglia sotto pressione con cui si fa la panna montata) con due cariche di gas e fate riposare per un’ora in frigorifero.
  • Servite la crema in tazze di ceramica o di vetro e guarnite con zucchero grezzo di canna.
  • Potete cambiare il gusto a piacere semplicemente togliendo dalla ricetta base il caffè e aggiungendo, per esempio, cacao in polvere o scorze di arancia e limone.


Picolit dei Colli Orientali del Friuli
Il Picolit è un vino dolce ottenuto dalle uve dell’omonimo vitigno che, pur vantando un’origine antica, compare solo saltuariamente nel corso della storia enologica. Questo vitigno, con tutta probabilità autoctono, era già conosciuto in epoca romana. Ci sono pervenuti scritti del Settecento in cui si sottolineava quanto il vino da esso ricavato fosse apprezzato presso le corti reali francesi, tedesche e inglesi. Veniva commercializzato in ampolle da un quarto di litro; in quel periodo i produttori friulani pagavano parte delle imposte proprio con il Picolit. I grappoli di Picolit si caratterizzano per essere spogli, con acini radi e sparuti. Questo accade perché il polline che feconda i fiori femminili è quasi totalmente sterile: pertanto solo una minoranza di fiori genera acini.
Tale sterilità caratterizza la dolcezza del vino, perché il nutrimento della pianta, invece di distribuirsi fra molti acini, si concentra tutto nei pochi che giungono a maturazione: il tenore zuccherino ne risulta più elevato, così come l’ampiezza aromatica. Attualmente il Picolit è prodotto nei Colli Orientali del Friuli, nelle sottozone Cialla e Rosazzo dei Colli Orientali e nel Collio Goriziano.] Il Picolit è un vino dolce ottenuto dalle uve dell’omonimo vitigno che, pur vantando un’origine antica, compare solo saltuariamente nel corso della storia enologica. Questo vitigno, con tutta probabilità autoctono, era già conosciuto in epoca romana. Ci sono pervenuti scritti del Settecento in cui si sottolineava quanto il vino da esso ricavato fosse apprezzato presso le corti reali francesi, tedesche e inglesi. Veniva commercializzato in ampolle da un quarto di litro; in quel periodo i produttori friulani pagavano parte delle imposte proprio con il Picolit.
I grappoli di Picolit si caratterizzano per essere spogli, con acini radi e sparuti. Questo accade perché il polline che feconda i fiori femminili è quasi totalmente sterile: pertanto solo una minoranza di fiori genera acini. Tale sterilità caratterizza la dolcezza del vino, perché il nutrimento della pianta, invece di distribuirsi fra molti acini, si concentra tutto nei pochi che giungono a maturazione: il tenore zuccherino ne risulta più elevato, così come l’ampiezza aromatica. Attualmente il Picolit è prodotto nei Colli Orientali del Friuli, nelle sottozone Cialla e Rosazzo dei Colli Orientali e nel Collio Goriziano.
 
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