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gennaio 05, 2013

Ricette segrete per fare i liquori in casa.

liquori
Da sempre la casa di mia nonna pa­terna ha esercitato su di me una grande attrazione.
Pur essendo abbastanza vicina alla otri, è un'antica, piccola oasi di ver­de creata da vecchie piante da frutto che si mescolano a cespugli dai fio­ri profumatissimi e a roseti che co­steggiano le aiuole, tra le quali si in­tersecano sentieri inghiaiati.

Fin da bambina la passione per la manipolazione dei frutti, che allora crescevano sani e belli, senza i pro­blemi di oggi che costringono all'u­so di presidi contro le diverse malat­tie e i parassiti, mi ha sempre spinta a osservare le anziane prozie che si dedicavano alla creazione di scirop­pi e marmellate e all'essiccazione delle erbe e dei fiori da utilizzare per le tisane invernali.

Una delle prime ricette che speri­mentai fu lo sciroppo di ribes rosso, che ebbe molto successo in famiglia, al punto da incoraggiarmi ad altri esperimenti, sia con gli sciroppi sia con le confetture.

Con il trascorrere del tempo, le mie conoscenze botaniche si andavano ampliando e la passione cresceva: è suro questo il periodo della raccolta delle erbe e dei fiori da far essiccare per la produzione di tisane e infusi medicinali.
Nel frattempo, essendomi sposata e avendo l'abitudine di ricevere in casa molti amici, fui spinta da questi, che reclamavano dopo le cene piuttosto ricche qualcosa di più forte delle mie tisane, alla produzione di liquori.

Cominciai con alcuni liquori digesti­vi quasi per scherzo e senza molta convinzione. Tuttavia, l'inatteso quanto gratificante successo ottenu­to mi spinse alla ricerca di sempre nuove ricette da aggiungere a quelle tradizionali ricavate dai ricettari di fa­miglia.
liquori-alle-erbe
Fu così che scoprii le antiche tradi­zioni e la nobiltà della produzione domestica di liquori; basti pensare che il primo amaro d'erbe fu creato dal medico di corte di Luigi XIV, per lenire le sofferenze del vecchio so­vrano (come si legge nel Grand Dic-tionnaire de Cuisine di Alexandre Dumas).

Imparai anche che esistono notevoli differenze tra le bevande alcoliche più famose, dalla grappa al cognac, dal whisky alla vodka, cioè tra quei distillati che in casa è difficile pro­durre, sia perché è necessario l'alam­bicco, sia perché il procedimento è spesso complesso, senza contare che esiste una normativa molto severa per quanto riguarda la distillazione abusiva di questi prodotti.

Presi allora in considerazione tutti quei liquori che si potevano produr­re attraverso la fusione alcolica a freddo, con l'impiego di erbe, fiori, frutta, bacche e radici. Il rosolio, liquore antico oggi risco­perto, dal forte profumo di fiori fre­schi, è quello a minore gradazione alcolica.
  
Nasce come liquore da conversazione, particolarmente adatto alle signore, e si trasforma oggi in un simpatico liquore indica­to per accompagnare i dessert.

Il ratafià, prodotto dalla macerazio­ne di frutti freschi, ha una gradazio­ne alcolica più elevata e una corposita più sostenuta. Si accompagna molto bene con la piccola pasticce­ria secca ed è ottimo per profumare macedonie e gelati.

L'elisir era il liquore conventuale per antonomasia, ricavato dalla macera­zione di erbe e utilizzato come pa­nacea per tutti i mali. Oggi è molto usato come digestivo o, servito con ghiaccio oppure allungato con ac­qua, come aperitivo.
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