}
BoosterLink verification - bl-verification-31172 - HugoR

aprile 28, 2026

Antico Canestrello di Crevacuore - Comune di Crevacuore

Se parliamo dei dolci tradizionali più rappresentativi della provincia di Biella, bisogna fare una distinzione importante: il Biellese non ha una pasticceria dominata da grandi torte elaborate, ma conserva soprattutto cialde, biscotti, dolci da forno e preparazioni di origine contadina, legate alla vita delle vallate, ai forni comuni e alle feste paesane.

Le specialità più significative sono Canestrelli biellesi, canestrelli di Crevacuore, torcetti, miasce (o miasse), paste 'd melia e turcetùn. A queste si possono aggiungere alcune specialità più locali o relativamente moderne, come Coggiolini al Rhum, Navette di Biella e Pan d'Arbo. AATL Biella+1

1. Canestrelli biellesi: il dolce-simbolo

Canestrelli biellesi

Probabilmente sono il dolce più famoso associato alla città e alla provincia di Biella. E sono molto diversi dai canestrelli liguri, che sono biscotti friabili di pasta frolla.

Il canestrello biellese è formato da due sottili cialde croccanti, generalmente rettangolari, unite da una farcitura di cioccolato, spesso arricchita con nocciole o mandorle. La cialda contiene tradizionalmente farina di frumento e mais, burro, zucchero e uova. PPiemonte Agricoltura

Origine

La storia è particolarmente interessante. La tradizione dei canestrelli nel territorio biellese è molto antica e la documentazione ufficiale regionale fa risalire l'origine dei Canestrelli Biellesi intorno al Seicento. Un manoscritto conservato nella Biblioteca Reale di Torino, datato 1805, li descrive come una pasticceria al cioccolato già apprezzata e spedita in altre città. PPiemonte Agricoltura

Alla base c'è però una tradizione ancora più antica: quella delle cialde cotte fra piastre di ferro arroventate. Nel Biellese queste preparazioni erano legate alla cucina domestica e alle occasioni festive.

Una curiosità: il nome canestrello potrebbe essere collegato al canestro, cioè il recipiente nel quale venivano messi a raffreddare, oppure al disegno a graticcio lasciato dai ferri di cottura. PPiemonte Italia

Caratteristiche

Il risultato ideale deve essere:

  • molto sottile e croccante;
  • friabile ma non duro;
  • intensamente cioccolatoso;
  • con una farcitura abbastanza consistente da tenere unite le due cialde;
  • profumato di burro e, nelle varianti tradizionali, di nocciole o mandorle.

La versione riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale ha una forma rettangolare di circa 9 × 4,5 cm e un peso intorno ai 15 g. PPiemonte Agricoltura

Ricetta tradizionale

La ricetta ufficiale piemontese fornisce queste proporzioni indicative:

Per le cialde

  • 250 g di farina di frumento
  • 250 g di farina di mais
  • 200 g di burro
  • 200 g di zucchero
  • 2–3 tuorli
  • 15 g di lievito per dolci
  • vaniglia, facoltativa
  • un bicchierino di rum, facoltativo

Per la farcitura

  • 250 g di cioccolato fondente
  • 80 g di nocciole piemontesi, oppure mandorle
  • poco latte

Si lavora il burro morbido con le farine, lo zucchero, i tuorli e il lievito, formando un impasto morbido ma compatto. Si ricavano piccole porzioni che vengono schiacciate fra due piastre calde e leggermente unte. Una volta cotte, le cialde vengono raffreddate.

Per la crema si fonde il cioccolato con poco latte e si incorporano le nocciole tostate e tritate. Si spalma la crema su metà delle cialde e si chiude con le altre. PPiemonte Agricoltura

Nota storica: esiste anche un'altra famiglia di canestrelli, particolarmente legata alla Valsessera e a Crevacuore, che non va confusa con il moderno canestrello biellese rettangolare.


2. Canestrelli di Crevacuore: la versione antica

Canestrelli di Crevacuore

Questa è forse una delle specialità più affascinanti dell'intera tradizione dolciaria biellese.

A Crevacuore, nella Valsessera, sopravvive una tradizione domestica di canestrelli molto antica. Sono cialde sottili e croccanti cotte direttamente fra ferri arroventati, non i wafer rettangolari farciti che oggi si identificano normalmente con il "canestrello biellese". AATL Biella+1

Origine

Le ricette familiari documentate risalgono alla fine dell'Ottocento e all'inizio del Novecento, ma la tradizione locale è considerata molto più antica. Alcuni ferri da cialda tramandati dalle famiglie risalgono addirittura al Seicento. PPiemonte Agricoltura

Erano dolci da matrimonio, battesimo, Natale, feste patronali e feste di paese. Il fatto che venissero preparati con strumenti tramandati di generazione in generazione è significativo: non erano semplicemente biscotti, ma una vera tradizione familiare.

Ingredienti

La versione tradizionale piemontese può comprendere:

  • farina;
  • cacao amaro;
  • zucchero;
  • burro;
  • cacao zuccherato;
  • uovo;
  • vino rosso;
  • noce moscata;
  • rum.

Storicamente i chiodi di garofano furono sostituiti dalla noce moscata, mentre il rum sarebbe entrato nella ricetta soltanto più tardi, probabilmente dopo la metà dell'Ottocento. Alcune famiglie utilizzavano invece Marsala o vermut. PPiemonte Agricoltura

È quindi un dolce dal profilo aromatico sorprendentemente complesso: cacao + burro + spezie + vino + distillato.


3. Torcetti: il biscotto delle vallate

Torcetti

Il torcetto è probabilmente il secondo grande protagonista della tradizione dolciaria biellese.

È un biscotto dalla forma allungata, con le estremità unite, quasi una piccola goccia o anello attorcigliato, ricoperto di zucchero.

Nel Biellese è ancora prodotto secondo la tradizione, in particolare in zone come Andorno, Pollone e Biella. AATL Biella

Origine

Il torcetto nasce molto probabilmente dall'evoluzione della pasta di pane.

Un tempo, nei paesi piemontesi, il pane veniva cotto nei forni comuni. Quando il forno era già caldo, si potevano cuocere anche piccoli pezzi di pasta passati nello zucchero o nel miele.

I primi torcetti erano quindi molto più simili a pane dolce che al biscotto burroso che conosciamo oggi.

Nel Settecento erano chiamati torchietti; sono documentati nel Confetturiere Piemontese del 1790. Nell'Ottocento la ricetta si arricchì progressivamente di farina più raffinata, lievito e soprattutto burro, trasformandosi in un vero prodotto di pasticceria. PPiemonte Agricoltura

Caratteristiche

Il torcetto tradizionale deve essere:

  • dorato;
  • friabile;
  • burroso;
  • croccante in superficie;
  • leggermente caramellato grazie allo zucchero;
  • più morbido e fragrante internamente.
Ricetta

La ricetta PAT prevede:

  • farina 00;
  • acqua;
  • burro;
  • lievito;
  • malto;
  • sale;
  • zucchero semolato.

Si prepara un impasto liscio, lo si lascia lievitare, quindi si formano bastoncini di circa 10 cm. I bastoncini vengono passati nello zucchero e richiusi alle estremità.

Dopo una seconda lievitazione di circa due ore, vengono cotti per 10–20 minuti, a seconda della temperatura del forno. PPiemonte Agricoltura

Un dettaglio interessante

Tradizionalmente il torcetto veniva servito nelle occasioni familiari, anche accompagnato dalla fiòca, una sorta di panna montata/crema di latte tipica della tradizione locale, oppure dallo zabaglione. PPiemonte Agricoltura+1


4. Miasce o miasse: il dolce povero del Biellese

Miasce

Se i canestrelli rappresentano l'evoluzione "ricca" della cialda, le miasce rappresentano invece il suo lato più contadino e povero.

Sono sottilissime cialde preparate soprattutto con farina di mais, uova e latte e cotte fra due piastre calde. Appena tolte dal ferro vengono generalmente cosparse di zucchero. AATL Biella

Origine

Sono strettamente legate all'alimentazione delle comunità montane del Biellese, dove il mais era un ingrediente fondamentale.

L'aspetto interessante è proprio la semplicità: pochi ingredienti, nessuna crema elaborata e una tecnica di cottura elementare ma antichissima.

Ricetta casalinga

Non esiste una sola formula rigida, perché era una preparazione domestica.

Una base può essere costituita da:

  • farina di mais;
  • latte;
  • uova;
  • un pizzico di sale;
  • eventualmente pochissimo zucchero nell'impasto.

Si prepara una pastella piuttosto fluida, si versa una piccola quantità fra le piastre ben calde e si cuoce fino a ottenere una cialda sottile.

Si mangiano calde, con una spolverata di zucchero.

Sono ottime anche con miele o con una crema dolce, ma queste sono interpretazioni più moderne.


5. Paste 'd melia: il mais trasformato in biscotto

Un'altra specialità molto caratteristica del Biellese sono le paste 'd melia, cioè preparazioni dolci a base di farina di mais.

Il termine melia appartiene alla terminologia piemontese legata al mais e richiama quindi immediatamente la componente contadina della cucina biellese.

Le fonti turistiche locali le inseriscono esplicitamente fra i dolci tradizionali ancora prodotti nel territorio, insieme a torcetti e turcetùn. AATL Biella

Sono meno universalmente conosciute dei canestrelli, ma dal punto di vista della storia alimentare del territorio sono importanti perché mostrano quanto il mais abbia influenzato la cucina dolce delle vallate.

La consistenza tende a essere rustica e friabile, con il caratteristico aroma del mais.


6. Turcetùn: il "fratello povero" del torcetto

Il turcetùn è una variante tradizionale del torcetto.

La differenza fondamentale è già nel nome e nella descrizione locale: è un torcetto di dimensioni maggiori, realizzato con un impasto meno ricco. AATL Biella

In altre parole, se il torcetto moderno è un piccolo biscotto di pasticceria, il turcetùn conserva maggiormente la memoria dell'antico pane dolce da forno comune.

È interessante perché permette di leggere l'evoluzione della pasticceria piemontese:

pasta di pane → pane dolce → torcetto → biscotto di pasticceria.


7. Coggiolini al Rhum: la tradizione della pasticceria cittadina

Qui passiamo da dolci contadini e valligiani a una tradizione più propriamente pasticcera.

I Coggiolini al Rhum, associati alla storica pasticceria Coggiola di Biella, sono una specialità relativamente recente rispetto a canestrelli e torcetti.

Sono costituiti da due gusci di meringa al cacao, ricoperti di cioccolato fondente e farciti con una preparazione al cioccolato e rhum. La loro invenzione viene collocata negli anni Cinquanta. SSarah Scaparone | Giornalista

Non li metterei quindi sullo stesso piano storico dei canestrelli o delle miasce, ma sono importanti per capire l'altra faccia della tradizione dolciaria biellese: quella delle pasticcerie cittadine che, nel Novecento, trasformarono ingredienti tradizionali piemontesi — cioccolato, nocciole, cacao, castagne — in prodotti più raffinati.


8. Navette di Biella

Sempre legate alla tradizione della pasticceria Coggiola sono le Navette di Biella.

Il nome deriva dalla loro forma, che ricorda la navetta utilizzata nella tessitura, un riferimento particolarmente significativo per Biella, storicamente uno dei grandi distretti italiani della lana.

Sono preparate con noci e farina di castagne. SSarah Scaparone | Giornalista

Qui si incontrano quindi due elementi profondamente biellesi:

  • la castagna, alimento fondamentale delle popolazioni montane;
  • la tessitura, attività economica identitaria della città.

È un esempio molto bello di come un dolce possa raccontare la storia economica di un territorio.


9. Pan d'Arbo: il castagno delle montagne biellesi

Un'altra specialità della tradizione Coggiola è il Pan d'Arbo, il cui nome richiama Arbo, termine locale associato al castagno.

È un dolce che celebra quindi uno degli alberi e degli alimenti più importanti delle comunità alpine biellesi. SSarah Scaparone | Giornalista

Anche questo appartiene più alla tradizione dolciaria locale del Novecento che alla categoria dei dolci contadini antichi, ma è interessante perché conserva nella ricetta e nel nome la memoria dell'economia montana.


In sintesi: quali sono davvero i più importanti?

Se dovessi costruire una classifica storico-gastronomica dei dolci biellesi, la farei così:

Dolce
Area
Antichità della tradizione
Caratteristica

Canestrello biellese
Tutta la provincia, soprattutto Biella/Cossato
★★★★★
Cialde + cioccolato + nocciole

Canestrello di Crevacuore
Valsessera
★★★★★
Cialda antica cotta nei ferri

Torcetto
Vallate biellesi
★★★★★
Pasta lievitata, burro e zucchero

Miasce/miasse
Biellese montano
★★★★★
Cialda povera di mais

Paste 'd melia
Biellese
★★★★☆
Dolce rustico al mais

Turcetùn
Biellese
★★★★☆
Grande torcetto, impasto meno ricco

Navette
Biella
★★☆☆☆
Noci e castagne

Coggiolini al Rhum
Biella
★★☆☆☆
Meringa al cacao, cioccolato e rhum

Pan d'Arbo
Biella
★★☆☆☆
Tradizione dolciaria legata al castagno

Una cosa particolarmente interessante: la "famiglia" delle cialde

La cosa che distingue maggiormente il Biellese, a mio avviso, è la tradizione delle cialde cotte fra ferri roventi.

Si può quasi ricostruire una genealogia:

antiche cialde → canestrelli di Crevacuore → miasce → canestrelli biellesi moderni.

La tecnica è la stessa — una pastella o un impasto schiacciato fra due superfici metalliche calde — ma cambiano gli ingredienti e il grado di ricchezza.

Nel caso delle miasce, prevalgono mais, latte e uova: è il mondo della cucina povera.

Nel canestrello antico, compaiono cacao, burro, spezie e vino: è una preparazione festiva più ricca.

Nel canestrello biellese moderno, infine, arrivano la pasticceria professionale, la cialda standardizzata e soprattutto la farcitura al cioccolato e nocciole. AATL Biella+2

E questo spiega bene perché il canestrello sia diventato il dolce più rappresentativo della provincia di Biella.

Fonti principali

Per ricostruire storia e ricette ho privilegiato le schede della Regione Piemonte/Piemonte Agri e dell'ATL Terre dell'Alto Piemonte, che sono particolarmente utili perché distinguono le specialità riconosciute come PAT dalle preparazioni locali. AATL Biella+3

Se vuoi, posso anche prepararti una seconda parte molto più pratica, con le ricette tradizionali complete e dosate (ingredienti in grammi, procedimento, tempi e temperatura del forno) di 5–6 dolci biellesi, cercando di ricostruire le versioni più autentiche possibili.

0

aprile 25, 2026

Pensare ai biscotti d'avena significa pensare a centinaia di combinazioni di sapori, almeno per me. I biscotti d'avena si abbinano bene a diversi sapori, per non parlare della loro consistenza, che si adatta bene a quasi tutto. Pensare all'avena significa pensare a qualcosa di sano, grazie alle fibre e agli altri nutrienti che contiene. Pensare all'avena spesso significa pensare a certi frutti, come le fragole, da consumare come frullati, biscotti o torte.

A casa, mi piace preparare i biscotti d'avena con la cannella. Avevo delle fragole a disposizione e volevo dare loro un tocco speciale, e devo dire che sono molto soddisfatta del risultato. Di solito, i biscotti d'avena che preparo sono croccanti, ma quando ho aggiunto le fragole, i biscotti erano croccanti in superficie e piuttosto umidi al centro, come se fosse stato aggiunto del miele all'impasto. Questo è molto diverso dall'aggiungere la mela, che non aggiunge la stessa umidità.

Anche se non aggiungo cioccolato, questa ricetta di biscotti si sposa perfettamente con delle gocce di cioccolato fondente, che contrastano con la dolcezza dell'impasto e l'acidità delle fragole. Adoro mangiare le fragole e, anche se le adoro fresche, quando le cuocio al forno acquisiscono una consistenza morbidissima e succosa. Lo so che lo dico sempre, ma quando una ricetta riesce bene, non vedo l'ora di condividerla con voi.

Se vuoi imparare a preparare questa ricetta, procurati gli ingredienti e prepara il piano di lavoro, perché è il momento di infornare.

Ingredienti / Ingredienti

  • 8-10 fragole, tagliate a dadini
  • 120 grammi di zucchero
  • 150 grammi di burro
  • 1 uovo
  • 60 grammi di fiocchi d'avena
  • 250 grammi di farina di grano tenero
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 1 cucchiaino di vaniglia
  • cannella in polvere a piacere.
  • 8-10 fragole tagliate a quadratini
  • 120 grammi di zucchero
  • 150 grammi di burro
  • 1 uovo
  • 60 grammi di fiocchi d'avena
  • 250 grammi di farina di grano tenero
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 1 cucchiaino di vaniglia
  • cannella in polvere a piacere.

Preparazione

  • In una ciotola, aggiungete il burro, lo zucchero, la cannella e la vaniglia. Mescolate bene fino a ottenere un composto liscio.
  • Aggiungere l'uovo e mescolare fino a quando non sarà ben amalgamato al composto di burro e zucchero.
  • Aggiungere la farina e mescolarla al composto, quindi aggiungere i fiocchi d'avena e mescolare delicatamente.
  • Aggiungete le fragole già tagliate a quadratini o a pezzetti al composto e mescolate molto delicatamente in modo che i pezzi siano il più interi possibile.
  • Su una teglia imburrata e infarinata per evitare che i biscotti si attacchino, distribuite l'impasto a piacere. La dose che ho usato è stata di circa 2 cucchiai per biscotto, per un totale di 12 biscotti grandi.
  • Mettete la teglia in forno preriscaldato a 180 °C per 25-30 minuti, o fino a doratura. Lasciate raffreddare e gustate.

I biscotti sono pronti. Considero questa preparazione semplice; non richiede particolari conoscenze o precisione in nessuno dei passaggi. Se vi state chiedendo quanto costa questa ricetta, facendo una rapida conversione degli ingredienti utilizzati e considerando che acquisto tutto al chilo, il costo approssimativo di questa ricetta si aggira sui 5 dollari.

Quando uso la frutta in biscotti, muffin o torte, non mi piace prepararne grandi quantità, così posso assicurarmi che la frutta sia nelle migliori condizioni possibili per essere servita. Tenetelo a mente se volete preparare grandi quantità di questi biscotti e non ci vorranno giorni per consumarli. Quello che consiglio è di preparare alcuni biscotti con le fragole e altri senza, così ne avrete a sufficienza per diversi giorni e risparmierete tempo e denaro. Se avete già provato questa combinazione di sapori, fatemelo sapere nei commenti.

fonte

0

aprile 21, 2026

Aree Protette Astigiane: Dolci: Polentina Astigiana alle Mandorle PAT -  Prodotti Agroalimentari Tradizionali

La provincia di Asti è uno dei territori piemontesi dove il rapporto fra dolci, vino e prodotti agricoli è particolarmente forte. Il cuore della tradizione è il Monferrato Astigiano, caratterizzato da colline vitate, noccioleti e coltivazioni di frutta.

La pasticceria astigiana può essere divisa in due grandi filoni: da una parte i dolci contadini e casalinghi, basati su nocciole, mandorle, mais, mele, pere e uva; dall'altra i dolci della pasticceria cittadina di Asti, più elaborati e spesso nati tra Otto e Novecento. Una guida del Monferrato Astigiano cita infatti, tra le specialità tradizionali, torte di nocciole, Krumiri, brut e bun, amaretti, baci di dama, canestrelli e paste di meliga. MMonferrato Astigiano

I dolci che meritano maggiore attenzione sono:

  1. Polentina Astigiana / Polentina delle Tre Mandorle
  2. Torta del Palio
  3. Amaretti di Mombaruzzo e di Canelli
  4. Torta di nocciole del Monferrato Astigiano
  5. Bonet o Bunet
  6. Finocchini di Castelnuovo Don Bosco
  7. Canestrelli di Cinaglio
  8. Torta di mele di Pum Marcun
  9. Pesche ripiene alla piemontese
  10. Torta Monferrina
  11. Brut e bun
  12. Antico Mon di Mongardino
  13. Pesche al Ruchè di Castagnole Monferrato

Tra questi, alcuni sono veri e propri simboli della provincia, mentre altri sono specialità locali meno conosciute ma importantissime dal punto di vista della tradizione.


1. La Polentina Astigiana o Polentina delle Tre Mandorle

Il dolce simbolo della città di Asti

Se parliamo specificamente della città di Asti, la Polentina Astigiana è probabilmente il dolce più rappresentativo.

Non bisogna confonderla con una polenta dolce preparata con farina di mais: il nome deriva soprattutto dalla forma e dall'aspetto, che ricordano una piccola polenta.

La Regione Piemonte la riconosce come PAT – Prodotto Agroalimentare Tradizionale e la descrive come una piccola torta morbida. PPiemonte Agricoltura

Origine

La Polentina Astigiana ha un'origine relativamente recente rispetto ai dolci contadini piemontesi.

Fu creata nel 1928 da un maestro pasticcere astigiano ed è considerata dalla Regione Piemonte la più antica specialità originale della città di Asti. PPiemonte Agricoltura

La sua storia è legata alla Pasticceria Giordanino, aperta ad Asti nel 1912. La documentazione turistica piemontese ricorda che proprio questa pasticceria diede origine alla Polentina delle Tre Mandorle e alla Torta del Palio. PPiemonte Italia

Caratteristiche

È una piccola torta:

  • morbida;
  • profumata;
  • ricca di burro;
  • arricchita dall'uvetta;
  • aromatizzata al maraschino;
  • decorata con mandorle.

Gli ingredienti ufficialmente indicati sono:

  • farina di frumento;
  • zucchero;
  • uova;
  • burro;
  • burro di mandorle;
  • uvetta;
  • maraschino. PPiemonte Agricoltura

Dopo la cottura, le tortine vengono inzuppate con maraschino e decorate con granella di mandorle. PPiemonte Agricoltura

Ricetta casalinga ispirata alla Polentina Astigiana

Ingredienti
  • 150 g di farina 00
  • 120 g di zucchero
  • 100 g di burro
  • 3 uova
  • 70 g di uvetta territorio del Monferrato, il loro inventore avrebbe successivamente portato la ricetta a Mombaruzzo. Questa ric dolciarie astigiane mostra quanto la provincia possieda una quantità di dolci locali che raramente hanno raggiunto la fama nazionale
  • 50 g di mandorle tritate
  • 30 ml di maraschino
  • scorza di limone
  • vaniglia
  • ½ bustina di lievito
Preparazione
  1. Ammollare l'uvetta.
  2. Montare il burro con lo zucchero.
  3. Aggiungere le uova una alla volta.
  4. Incorporare farina e lievito.
  5. Aggiungere mandorle, uvetta e scorza di limone.
  6. Distribuire l'impasto in piccoli stampi.
  7. Cuocere a 175 °C per circa 20-25 minuti.
  8. Quando sono ancora tiepide, spennellarle con poco maraschino.
  9. Decorare con mandorle tritate.

Il risultato deve essere morbido e profumato, non secco come un biscotto.


2. La Torta del Palio

La Torta del Palio è l'altro grande dolce legato alla città di Asti.

Il suo nome richiama il celebre Palio di Asti, una delle manifestazioni storiche più importanti della città.

Anche questa torta è legata alla Pasticceria Giordanino, dove nacque insieme alla Polentina delle Tre Mandorle. PPiemonte Italia

Caratteristiche

È una torta più vicina alla moderna pasticceria rispetto ai dolci rurali del Monferrato.

La caratteristica più riconoscibile è la copertura di cioccolato fondente. Italia.it la indica esplicitamente fra i dolci tipici da gustare ad Asti. IItalia.it

La sua identità è quindi legata all'incontro fra:

pasticceria astigiana + cioccolato + tradizione cittadina del Palio.

Ricetta casalinga indicativa

Per una torta di circa 22 cm:

  • 180 g di farina
  • 150 g di zucchero
  • 120 g di burro
  • 3 uova
  • 80 g di mandorle
  • 80 g di cioccolato fondente
  • ½ bustina di lievito
  • vaniglia
  • scorza di limone

Preparare un impasto montando burro e zucchero, aggiungere uova, mandorle e farina.

Cuocere a 175 °C per 30-35 minuti.

Una volta raffreddata, ricoprire con una glassa di cioccolato fondente.

La ricetta sopra è una versione domestica ispirata alla specialità; la ricetta professionale originale della pasticceria non va confusa con questa reinterpretazione.


3. Amaretti di Mombaruzzo

Gli Amaretti di Mombaruzzo sono probabilmente il dolce più famoso dell'area meridionale della provincia di Asti.

Mombaruzzo si trova nel Monferrato meridionale, in una zona di passaggio verso l'Alessandrino.

Origine

La tradizione degli amaretti è antica e le leggende locali collegano la loro origine al Settecento e alla corte sabauda. Secondo una delle tradizioni riportate dal territorio del Monferrato, il loro inventore avrebbe successivamente portato la ricetta a Mombaruzzo. Questa ricostruzione va considerata una tradizione storica locale, non una certezza documentaria assoluta. GGran Monferrato

Caratteristiche

Il vero protagonista è la mandorla.

Gli amaretti possono essere:

  • morbidi;
  • leggermente croccanti all'esterno;
  • intensamente profumati;
  • dolci con una nota amarognola.

La nota amara deriva dall'utilizzo di mandorle amare o da ingredienti aromatici che ne richiamano il gusto.

Ricetta tradizionale semplificata

  • 200 g di mandorle dolci
  • 30 g di mandorle amare
  • 200 g di zucchero
  • 2 albumi
  • zucchero a velo
Preparazione

Macinare finemente le mandorle insieme allo zucchero.

Aggiungere gli albumi poco alla volta fino a ottenere un impasto morbido.

Formare piccole palline, passarle nello zucchero a velo e sistemarle sulla teglia.

Cuocere a 160 °C per circa 15-20 minuti.

Il segreto è non cuocerli eccessivamente: il centro deve rimanere morbido e umido.


4. La Torta di nocciole del Monferrato Astigiano

È uno dei dolci più rappresentativi dell'intero territorio collinare.

La guida del Monferrato Astigiano sottolinea proprio il ruolo della Nocciola Piemonte IGP nella tradizione dolciaria locale e cita le numerose versioni della torta di nocciole. MMonferrato Astigiano

Origine

È un tipico esempio di dolce contadino.

La nocciola era una materia prima disponibile nelle colline del Monferrato e poteva essere conservata a lungo.

La torta nasce quindi dalla combinazione di:

nocciole + uova + zucchero + burro/farina.

Con il tempo ogni famiglia e ogni paese ha sviluppato la propria variante.

Caratteristiche

Una buona torta di nocciole deve essere:

  • profumata;
  • morbida;
  • leggermente umida all'interno;
  • croccante in superficie;
  • intensamente nocciolata.

Può essere preparata con poca farina oppure, in alcune versioni, quasi esclusivamente con frutta secca.

Ricetta
  • 200 g di nocciole tostate
  • 150 g di zucchero
  • 100 g di burro
  • 3 uova
  • 80 g di farina
  • ½ bustina di lievito
  • vaniglia
  • un pizzico di sale

Tritare le nocciole.

Montare burro e zucchero, aggiungere i tuorli e poi la farina e le nocciole.

Incorporare delicatamente gli albumi montati.

Cuocere a 175 °C per circa 30-35 minuti.

È eccellente accompagnata da zabaione, panna o Moscato d'Asti.


5. Il Bonet o Bunet

Il Bonet è uno dei dessert più antichi e importanti della cucina piemontese e trova una forte presenza anche nell'Astigiano.

Il sito turistico ufficiale di Asti lo definisce addirittura "il dessert più antico della tradizione piemontese", indicando testimonianze risalenti al XIII secolo. VVisit Asti | Feeling Good

Origine

È un dolce al cucchiaio della famiglia dei budini cotti a bagnomaria, simile per tecnica al crème caramel.

Il nome deriva probabilmente dallo stampo tradizionale chiamato in piemontese bonèt ëd cusin-a, cioè "cappello da cuoco". La forma dello stampo ricordava infatti un copricapo. VVisit Asti | Feeling Good

Caratteristiche

Il Bonet tradizionale contiene:

  • latte;
  • uova;
  • zucchero;
  • amaretti.

Nelle versioni moderne si aggiungono:

  • cacao;
  • rum;
  • talvolta Fernet.

La tradizione astigiana segnala proprio rum o Fernet come aromatizzanti. VVisit Asti | Feeling Good

Il risultato è un dessert:

  • morbido;
  • compatto;
  • cremoso;
  • intensamente aromatico;
  • con gusto di cacao e amaretto.

Ricetta tradizionale

Ingredienti
  • 500 ml di latte
  • 4 uova
  • 100 g di zucchero
  • 100 g di amaretti
  • 30 g di cacao amaro
  • 30 ml di rum
  • 80 g di zucchero per il caramello
Preparazione

Preparare il caramello e versarlo nello stampo.

Sbriciolare gli amaretti.

Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere cacao, amaretti, latte e rum.

Versare nello stampo.

Cuocere a bagnomaria a circa 160 °C per 45-60 minuti.

Lasciare raffreddare completamente e sformare.

Il Bonet va servito freddo.


6. Finocchini di Castelnuovo Don Bosco

Questo è uno dei dolci più caratteristici dell'Astigiano settentrionale.

Castelnuovo Don Bosco è particolarmente conosciuto per la Malvasia, e i Finocchini sono biscotti tradizionali che vengono abbinati proprio a questo vino dolce. Italia.it li indica esplicitamente tra le specialità del territorio. IItalia.it

Perché si chiamano Finocchini?

La risposta è semplice: nell'impasto vengono utilizzati i semi di finocchio.

Il finocchio conferisce un aroma molto particolare, che distingue questi biscotti dalla normale biscotteria piemontese.

Caratteristiche

Sono:

  • secchi;
  • croccanti;
  • profumati;
  • leggermente aromatici;
  • adatti all'inzuppo.

Sono perfetti con:

Finocchino + Malvasia di Castelnuovo Don Bosco.

Ricetta
  • 300 g di farina
  • 100 g di zucchero
  • 80 g di burro
  • 2 uova
  • 1 cucchiaino di semi di finocchio
  • ½ bustina di lievito
  • scorza di limone
  • un pizzico di sale

Impastare tutti gli ingredienti.

Formare dei filoncini.

Cuocere a 180 °C per circa 20 minuti.

Tagliare a fette quando sono ancora tiepidi e rimettere in forno per qualche minuto per completare l'asciugatura.


7. Canestrelli di Cinaglio

I Canestrelli di Cinaglio rappresentano molto bene la tradizione dolciaria dei piccoli comuni del Monferrato Astigiano.

Sono sottili cialde preparate con un antico ferro e tradizionalmente associate alle occasioni speciali. La documentazione territoriale racconta che venivano preparati per matrimoni, nascite, fidanzamenti e feste patronali. Hhttps://www.visitlmr.it

Caratteristiche

Sono:


  • sottilissimi;
  • friabili;
  • croccanti;
  • leggermente dolci;
  • caratterizzati dalla decorazione impressa dal ferro.

L'impasto comprende:

  • burro;
  • farina;
  • lievito;
  • zucchero;
  • tuorli;
  • eventualmente vaniglia;
  • eventualmente rum. Hhttps://www.visitlmr.it

Ricetta

  • 250 g di farina
  • 100 g di burro
  • 100 g di zucchero
  • 3 tuorli
  • ½ cucchiaino di lievito
  • vaniglia
  • poco rum, facoltativo

Impastare rapidamente.

Formare piccole palline.

Sistemarle nell'antico ferro per canestrelli e cuocerle fino a doratura.

Tradizionalmente la cottura avveniva sulle stufe di campagna utilizzando ferri di ghisa. Hhttps://www.visitlmr.it


8. Torta di mele di Pum Marcun

È una specialità particolarmente interessante perché lega il dolce a una varietà locale di mela.

Nel Monferrato la torta viene preparata con le mele chiamate Pum Marcun ed è considerata uno dei simboli gastronomici di Rosignano Monferrato. GGran Monferrato

Caratteristiche

È una torta rustica:

  • morbida;
  • profumata;
  • ricca di mele;
  • poco elaborata;
  • adatta alla cucina domestica.
Ricetta

8. Torta di mele di Pum Marcun

Caratteristiche

È una torta rustica:

  • 3-4 mele
  • 200 g di farina
  • 120 g di zucchero
  • 2 uova
  • 80 g di burro
  • 100 ml di latte
  • ½ bustina di lievito
  • scorza di limone
  • cannella, facoltativa

Tagliare le mele a fettine.

Montare uova e zucchero, aggiungere burro, latte, farina e lievito.

Incorporare parte delle mele nell'impasto e disporre le rimanenti sulla superficie.

Cuocere a 175 °C per 35-40 minuti.


9. Pesche ripiene alla piemontese

Sono uno dei dessert più caratteristici della cucina estiva del Monferrato.

La ricetta tradizionale è molto semplice e rappresenta perfettamente la filosofia della cucina contadina: utilizzare la frutta matura e trasformarla in un dessert con pochi ingredienti.

La versione monferrina prevede pesche aperte a metà, private del nocciolo e farcite con cacao e amaretti, quindi cotte al forno. GGran Monferrato

Ricetta

  • 4 pesche gialle mature
  • 80 g di amaretti
  • 30 g di cacao
  • 40 g di zucchero
  • 1 tuorlo
  • 20 g di burro
  • poco liquore, facoltativo

Tagliare le pesche a metà.

Scavare leggermente la polpa.

Schiacciare la polpa con amaretti, cacao, zucchero e tuorlo.

Riempire le pesche.

Aggiungere una piccola noce di burro.

Cuocere a 180 °C per circa 25-30 minuti.

Il contrasto tra pesca calda, cacao e amaretto è uno dei sapori più tipici della tradizione monferrina.


10. Torta Monferrina

La Torta Monferrina è un dolce rustico particolarmente interessante perché utilizza la zucca.

La versione territoriale può essere preparata con la zucca di Castellazzo Bormida, nell'area alessandrina, ma appartiene alla più ampia cultura dolciaria monferrina. La ricetta viene descritta come una torta di zucca arricchita da cioccolato e amaretti. GGran Monferrato

Caratteristiche

È:


10. Torta Monferrina

La Torta Monferrina è un dolce rustico particolarmente interessante perché utilizza la zucca.

  • morbida;
  • umida;
  • profumata;
  • poco sofisticata nell'aspetto;
  • molto ricca di sapore.
Ricetta
  • 500 g di zucca cotta
  • 150 g di amaretti
  • 100 g di zucchero
  • 100 g di cioccolato fondente
  • 2 uova
  • 50 g di burro
  • 50 g di farina
  • scorza di limone
  • cannella

Cuocere la zucca e lasciarla raffreddare.

Schiacciarla e unirla agli amaretti sbriciolati.

Aggiungere uova, zucchero, farina, burro e cioccolato tritato.

Versare in uno stampo e cuocere a 175 °C per 40-45 minuti.


11. Brut e bun

I Brut e bun, cioè "brutti e buoni", appartengono alla grande tradizione piemontese dei biscotti di frutta secca.

Sono presenti anche nella tradizione dolciaria del Monferrato Astigiano, dove vengono citati insieme ad amaretti, Krumiri, baci di dama e paste di meliga. MMonferrato Astigiano

Caratteristiche

Il nome descrive perfettamente il prodotto:

brutti nell'aspetto, buoni nel sapore.

La superficie è irregolare perché non si cerca una forma perfetta.

La base è costituita da:

  • nocciole o mandorle;
  • zucchero;
  • albume.
Ricetta
  • 200 g di nocciole tostate
  • 150 g di zucchero
  • 2 albumi
  • vaniglia

Montare gli albumi con lo zucchero.

Incorporare le nocciole tritate.

Formare mucchietti irregolari.

Cuocere a 160 °C per 20-25 minuti.

Devono diventare croccanti all'esterno e conservare un minimo di morbidezza all'interno.


12. Antico Mon di Mongardino

L'Antico Mon — pronunciato più o meno mun — è una specialità molto particolare di Mongardino, nelle colline vicino ad Asti.

Il nome piemontese viene associato all'idea di un mattone dolce.

È meno conosciuto dei grandi dolci piemontesi, ma proprio per questo è interessante in una ricerca sul patrimonio gastronomico locale.

La sua presenza nell'elenco delle specialità dolciarie astigiane mostra quanto la provincia possieda una quantità di dolci locali che raramente hanno raggiunto la fama nazionale. WWikipedia


13. Pesche al Ruchè di Castagnole Monferrato

Questa preparazione è particolarmente interessante perché mette in relazione frutta e vino, due elementi fondamentali dell'Astigiano.

Le pesche vengono aromatizzate con il Ruchè, il celebre vino del territorio di Castagnole Monferrato.

È un esempio perfetto della filosofia gastronomica monferrina:

frutta locale + vino locale = dessert del territorio.

Il Ruchè viene prodotto in un'area molto circoscritta comprendente Castagnole Monferrato e altri sei comuni. MMonferrato Astigiano


Una specialità da non dimenticare: lo zabaione al Moscato o alla Barbera

Lo zabaione non è esclusivamente astigiano, ma nell'Astigiano assume una caratterizzazione particolare grazie ai grandi vini locali.

Può essere preparato utilizzando:

  • tuorli;
  • zucchero;
  • Moscato d'Asti;
  • oppure Barbera.

Il risultato è una crema calda, soffice e molto aromatica.

È particolarmente interessante perché esprime uno dei tratti fondamentali della gastronomia astigiana: il vino non viene considerato soltanto una bevanda, ma anche un ingrediente della cucina e della pasticceria.


La geografia dei dolci della provincia di Asti

Zona
Dolce
Elemento principale

Asti città
Polentina Astigiana
Mandorle, uvetta, maraschino

Asti città
Torta del Palio
Cioccolato

Monferrato Astigiano
Torta di nocciole
Nocciola Piemonte

Mombaruzzo
Amaretti
Mandorle

Canelli
Amaretti
Mandorle

Castelnuovo Don Bosco
Finocchini
Semi di finocchio

Cinaglio
Canestrelli
Burro e cialda

Rosignano Monferrato
Torta di Pum Marcun
Mela locale

Castagnole Monferrato
Pesche al Ruchè
Pesche e vino

Mongardino
Antico Mon
Tradizione locale

Monferrato
Bonet
Cacao e amaretti

Monferrato
Pesche ripiene
Pesche, amaretti e cacao


Quali sono i 7 più rappresentativi?

Se dovessi costruire una selezione veramente rappresentativa della provincia di Asti, sceglierei:

1. Polentina Astigiana

È il dolce che rappresenta più direttamente la città di Asti. È nato nel 1928 ed è riconosciuto come PAT. PPiemonte Agricoltura

2. Torta di nocciole

È il dolce che rappresenta meglio il paesaggio agricolo del Monferrato, dove la nocciola è una materia prima fondamentale. MMonferrato Astigiano


12. Antico Mon di Mongardino

L'Antico Mon — pronunciato più o meno mun — è una specialità molto particolare di Mongardino, nelle colline vicino ad Asti.

Il nome piemontese viene associato all'idea di un mattone dolce.

La sua presenza nell'elenco delle specialità dolciarie astigiane mostra quanto la provincia possieda una quantità di dolci locali che raramente hanno raggiunto la fama nazionale.


13. Pesche al Ruchè di Castagnole Monferrato

Questa preparazione è particolarmente interessante perché mette in relazione frutta e vino, due elementi fondamentali dell'Astigiano.

3. Amaretti di Mombaruzzo

Una specialità da non dimenticare: lo zabaione al Moscato o alla Barbera

  • tuorli;
  • zucchero;
  • Moscato d'Asti;
  • oppure Barbera.
2. Torta di nocciole

Rappresentano il Monferrato meridionale e la grande tradizione piemontese della mandorla.

4. Bonet

È il grande dessert al cucchiaio della tradizione piemontese e ha radici storiche antichissime. VVisit Asti | Feeling Good

5. Finocchini

Rappresentano Castelnuovo Don Bosco e il rapporto tra biscotto e vino dolce locale. IItalia.it

6. Canestrelli di Cinaglio

Sono importantissimi per capire la tradizione domestica e festiva dei piccoli comuni monferrini. Hhttps://www.visitlmr.it

7. Pesche ripiene

Sono forse il miglior esempio della cucina contadina monferrina, nella quale frutta, amaretti e cacao diventano un dessert semplice ma molto caratteristico. GGran Monferrato


Che cosa distingue la pasticceria astigiana?

Il tratto più interessante è il rapporto fra dolce, territorio e vino.

Nella provincia di Asti troviamo infatti una vera "trilogia" gastronomica:

Nocciola → torte e biscotti

Mandorla → amaretti, polentine e dolci secchi

Vino → zabaione, pesche al Ruchè, dessert al Moscato

A questo si aggiungono mele, pesche, zucca e mais, che ricordano la componente contadina della cucina.

La guida del Monferrato Astigiano sottolinea proprio la presenza di nocciole, torte di nocciole, Krumiri, brut e bun, amaretti, baci di dama, canestrelli e paste di meliga, mentre i vini da dessert, in particolare le Malvasie, vengono indicati come accompagnamento naturale di queste preparazioni. MMonferrato Astigiano

In questo senso, la provincia di Asti è diversa da Torino: Torino è soprattutto la capitale piemontese del cioccolato e della grande pasticceria urbana; l'Astigiano è invece il territorio della pasticceria monferrina, delle nocciole, delle mandorle, della frutta e del dialogo strettissimo fra dolce e vino.

Ed è proprio questo rapporto con il paesaggio vitivinicolo del Monferrato a rendere la tradizione dolciaria astigiana particolarmente riconoscibile.

0

Random Ricette

follow us in feedly My Ping in TotalPing.com Feedelissimo

Il Mondo dei Dolci in Pinterest

Il Mondo dei Dolci su Facebook