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luglio 30, 2026

Cavagnetti liguri

Anche per la Pasqua ligure è utile fare una distinzione rispetto al Natale: qui il dolce simbolo della festa non è altrettanto nettamente identificato con una sola preparazione. La tradizione pasquale ligure è infatti dominata dalla Torta Pasqualina, che però è una preparazione salata. Nel repertorio propriamente dolce troviamo invece soprattutto canestrelli e canestrelletti pasquali, amaretti, dolci a base di mandorle e nocciole, spungata e cioccolato, oltre a specialità locali dell'entroterra. La stessa Regione Liguria, nella sua panoramica delle tradizioni pasquali, presenta un repertorio che va dal salato al dolce e include, tra le tappe gastronomiche, il canestrello di Brugnato e le uova di cioccolato. LLa mia Liguria+1

C'è poi un punto fondamentale: la Pasqua ligure è molto più caratterizzata dal significato simbolico delle uova, del grano, delle erbe primaverili e della rinascita che da un unico grande dessert dolce.

1. La Torta Pasqualina: non è un dolce, ma è il simbolo della Pasqua ligure

Torta Pasqualina

Comincio necessariamente da lei, anche se è una torta salata, perché sarebbe impossibile spiegare i dolci pasquali liguri senza capire il ruolo che occupa nella festa.

È una preparazione genovese, documentata almeno dal XVI secolo: la sua esistenza viene collegata anche a Ortensio Lando, che la cita nel suo Catalogo de gli inventori delle cose che si mangiano e bevono. LLa mia Liguria+1

La sua caratteristica più spettacolare era la sfoglia: le massaie più esperte riuscivano tradizionalmente a realizzare 33 sottilissime sfoglie, in riferimento ai 33 anni di Cristo. LLa mia Liguria+1

Il ripieno tradizionale comprende:

  • bietole;
  • prescinsêua;
  • Parmigiano;
  • uova;
  • maggiorana;
  • sale e pepe.

L'uovo intero inserito nel ripieno assume una forte valenza simbolica: la vita nuova e la Resurrezione. LLa mia Liguria

La Pasqualina veniva preparata per la domenica di Pasqua e poteva essere conservata per il Lunedì dell'Angelo, quando diventava perfetta per la tradizionale gita fuori porta. LLa mia Liguria+1

Questa consuetudine è importante anche per comprendere i dolci: la Pasqua ligure tradizionale non nasce come festa di pasticceria, ma come grande festa familiare e campestre, nella quale le preparazioni dovevano essere trasportabili e condivisibili.


2. Canestrello di Brugnato: il dolce più propriamente pasquale dell'entroterra

Canestrello di Brugnato

Se invece cerchiamo un vero dolce legato direttamente alla Pasqua, uno dei casi più interessanti è il Canestrello di Brugnato, in Val di Vara.

La tradizione racconta che durante il periodo pasquale, e in particolare nella Domenica delle Palme, i bambini portassero il canestrello in chiesa per farlo benedire. LLa mia Liguria

Questa usanza gli conferisce un carattere rituale molto più forte rispetto a quello di molti altri biscotti liguri.

Caratteristiche

È molto diverso dal piccolo canestrello di Torriglia.

Il canestrello di Brugnato è:

  • grande;
  • morbido;
  • a naturalmente, oggi è comunissima sulle tavole liguri, ma la sua origine è lombarda e il suo consumo in Liguria è relativamente forma di ciambella;
  • dorato;
  • moderatamente dolce;
  • profumato di anice.

La sua origine viene ricondotta alla necessità contadina di rendere più appetibile il pane portato nei campi. LLa mia Liguria

Quindi è un ottimo esempio della trasformazione:

pane quotidiano → pane arricchito → dolce rituale → alimento pasquale benedetto.

Ricetta tradizionale

Le proporzioni possono variare da forno a forno, ma una ricetta domestica può essere costruita con:

  • 500 g di farina;
  • 100-120 g di zucchero;
  • 100 g di burro;
  • 2 uova;
  • latte quanto basta;
  • lievito;
  • semi di anice;
  • un pizzico di sale.

Si impasta la farina con lievito, uova, zucchero e burro.

Si aggiungono i semi di anice.

Si lavora fino a ottenere un impasto morbido.

Si forma una grande ciambella.

Dopo la lievitazione si spennella con uovo e si cuoce fino a ottenere il caratteristico colore miele dorato.

È particolarmente buono a colazione o merenda, ma tradizionalmente è soprattutto un pane-dolce rituale.

Importanza pasquale: ⭐⭐⭐⭐⭐


3. Canestrelli: il grande repertorio della piccola pasticceria ligure

I canestrelli esistono in moltissime varianti territoriali.

Tra quelli più conosciuti ci sono:

  • Canestrelli di Torriglia;
  • Canestrelli di Chiavari;
  • Canestrelli di Finale;
  • Canestrello di Brugnato.

Non tutti sono specificamente pasquali, quindi è importante non attribuire loro una ritualità che non hanno.

I canestrelli sono però tradizionalmente presenti nel repertorio delle occasioni festive e della piccola pasticceria ligure. La Regione li inserisce inoltre nella propria panoramica dei prodotti dolciari regionali. LLa mia Liguria+1

Canestrelli di Torriglia

Sono piccoli biscotti di frolla:

  • a forma di fiore;
  • molto friabili;
  • ricchi di burro;
  • profumati;
  • spolverizzati di zucchero a velo.

La loro semplicità li rende perfetti per essere preparati in quantità e offerti durante le feste.

Ricetta

Una proporzione classica può essere:

  • 300 g farina;
  • 200 g burro;
  • 100 g zucchero;
  • 1 uovo;
  • scorza di limone;
  • zucchero a velo.

Si prepara una frolla, la si lascia riposare, la si stende e si ricavano i caratteristici biscotti a fiore.

Si cuociono senza farli scurire troppo e si completano con zucchero a velo.


4. Amaretti di Sassello: il dolce mandorlato delle feste

Amaretti di Sassello

Gli Amaretti di Sassello sono uno dei dolci più importanti della pasticceria ligure e vengono indicati dalla Regione fra le specialità dolciarie delle feste. LLa mia Liguria

Non sono esclusivamente pasquali, ma sono particolarmente adatti alle tavole festive.

Storia

La loro storia appartiene alla tradizione dolciaria di Sassello, nell'entroterra savonese.

Come molte preparazioni a base di mandorle, appartengono a una famiglia di dolci nella quale lo zucchero e la frutta secca trasformano pochi ingredienti in un prodotto molto concentrato e conservabile.

Caratteristiche

La peculiarità dell'amaretto di Sassello è la contrapposizione:

esterno leggermente croccante → interno morbido e umido.

Il sapore è caratterizzato dalle mandorle dolci e amare.

Ricetta
  • 250 g mandorle dolci;
  • 20-30 g mandorle amare;
  • 250 g zucchero;
  • 2 albumi;
  • scorza di limone.

Si tritano finemente mandorle e zucchero.

Si aggiungono gli albumi poco alla volta.

Si formano piccole palline.

Si dispongono sulla teglia e si cuociono a temperatura moderata, circa 160-170 °C, in modo da non seccare completamente il cuore.

Sono perfetti nel vassoio pasquale di piccola pasticceria.


5. Pinolate: mandorle e pinoli sulla tavola di festa

Pinolata

Le pinolate sono un altro dolce particolarmente rappresentativo di Genova.

La Regione le inserisce tra i dolci tradizionali genovesi. LLa mia Liguria

Il loro interesse pasquale sta soprattutto nella loro appartenenza alla pasticceria festiva a base di frutta secca.

Ingredienti
  • mandorle;
  • zucchero;
  • albume;
  • pinoli;
  • scorza di limone.

La pasta di mandorle viene modellata in piccoli pezzi e ricoperta di pinoli.

La cottura deve essere delicata.

Risultato

Devono essere:

4. Amaretti di Sassello: il dolce mandorlato delle feste

  • dorate;
  • profumate;
  • croccanti superficialmente;
  • morbide al centro;
  • ricchissime di aroma di mandorla e pinolo.

Sono particolarmente adatte a Pasqua perché appartengono a quella tradizione di dolci piccoli, conservabili e facilmente condivisibili.


6. Spungata di Sarzana: il grande dolce pasquale dell'estremo Levante

Spungata di Sarzana

Questa è una delle specialità che merita maggiore attenzione.

La Spungata appartiene alla tradizione di Sarzana e della Lunigiana ligure, territorio di confine gastronomico fra Liguria, Toscana ed Emilia.

La Regione descrive la Spungata come un dolce antico ripieno di frutta secca, miele e spezie. LLa mia Liguria

Perché è interessante per Pasqua?

Perché appartiene a quella famiglia di grandi dolci rituali e festivi dell'area appenninica, dove la tradizione ligure incontra quella della Lunigiana.

Non è però corretto definirla il dolce pasquale di tutta la Liguria.

È piuttosto:

uno dei grandi dolci festivi dell'estremo Levante ligure.

Caratteristiche

È composta da:

  • involucro di pasta;
  • ripieno ricco;
  • frutta secca;
  • miele;
  • spezie;
  • talvolta confettura.

La superficie può essere decorata.

Il contrasto fondamentale è:

pasta croccante → ripieno morbido, aromatico e speziato.

Ricetta semplificata

Per la pasta:

  • 300 g farina;
  • 100 g burro;
  • 100 g zucchero;
  • 1 uovo;
  • poca acqua.

Per il ripieno:

  • 150 g noci;
  • 100 g mandorle;
  • 100 g miele;
  • confettura;
  • scorza di agrumi;
  • cannella;
  • spezie.

Si prepara la pasta.

Si stende una parte in una tortiera.

Si prepara il ripieno amalgamando frutta secca, miele, confettura e spezie.

Si distribuisce sulla pasta.

Si copre con un secondo disco.

Si decora.

Si cuoce fino a doratura.

È un dolce straordinariamente interessante perché conserva l'impronta della cucina delle vie commerciali e dei territori di confine.


7. Uova di cioccolato: la tradizione pasquale moderna della Liguria

Qui entriamo in una categoria diversa.

L'uovo di cioccolato non nasce in Liguria, naturalmente, ma la città di Genova ha sviluppato una notevole tradizione artigianale nella produzione di cioccolato pasquale.

La Regione segnala, per esempio, tre storiche realtà genovesi — Viganotti, Zuccotti e Rossignotti — associate alla produzione artigianale delle uova di cioccolato pasquali. LLa mia Liguria

Questo è interessante perché dimostra come una tradizione nazionale/europea sia stata reinterpretata dalla cultura dolciaria genovese.

Il ruolo dell'artigianalità

Nelle produzioni tradizionali artigianali:

  • il cioccolato viene temperato;
  • viene colato negli stampi;
  • viene fatto cristallizzare;
  • le due metà vengono unite;
  • l'uovo viene decorato;
  • all'interno viene inserita la sorpresa.

Le versioni liguri artigianali possono utilizzare:

  • fondente;
  • latte;
  • gianduia;
  • nocciola;
  • mandorla;
  • frutta candita.

L'uovo è quindi oggi il dessert pasquale più universalmente diffuso, ma non è una specialità originaria ligure.


8. La tradizione delle uova e il significato della Pasqua

L'uovo è particolarmente importante per la simbologia pasquale.

Il suo significato è intuitivo:

guscio → apparente morte → nascita di una nuova vita.

Questo simbolismo si adatta perfettamente alla Pasqua cristiana e alla Resurrezione.

È significativo che nella stessa Torta Pasqualina l'uovo abbia un ruolo centrale: la Regione Liguria evidenzia proprio il suo significato legato alla rinascita. LLa mia Liguria

La moderna tradizione dell'uovo di cioccolato trasferisce quindi nel mondo dolciario un simbolismo molto più antico.


9. Baci di Alassio: non pasquali, ma perfetti per il repertorio festivo

Baci di Alassio

I Baci di Alassio non sono propriamente un dolce pasquale tradizionale.

Li inserirei quindi come specialità da festa, non come "dolce rituale di Pasqua".

Sono composti da due gusci morbidi/croccanti di nocciola e cacao, uniti da crema al cioccolato.

La Regione li considera una delle grandi specialità della Riviera delle Palme. LLa mia Liguria+1

A Pasqua possono facilmente comparire in una selezione di pasticceria insieme ad amaretti e canestrelli.


10. Canestrelletti e biscotti delle feste

La Pasqua ligure conserva anche un importante repertorio di biscotti tradizionali.

Tra quelli che possono accompagnare la tavola troviamo:

  • canestrelli;
  • canestrelletti;
  • biscotti all'anice;
  • biscotti alle mandorle;
  • amaretti;
  • biscotti del Lagaccio.

Il loro ruolo non è quello del grande dessert conclusivo, ma quello della piccola pasticceria da condividere.

La tradizione ligure è particolarmente ricca di questo tipo di dolci proprio perché la loro lunga conservabilità li rendeva adatti alle feste e alle visite familiari. La Regione descrive, per esempio, i biscotti del Lagaccio come prodotti croccanti e leggermente dolci, storicamente apprezzati anche da marinai e viaggiatori per la loro conservabilità. LLa mia Liguria


11. Un dolce pasquale particolarmente interessante: il Canestrello di Brugnato benedetto

Questo merita un approfondimento perché rappresenta qualcosa di molto diverso dal moderno uovo di cioccolato.

Nella tradizione di Brugnato, il dolce non era soltanto:

"qualcosa di buono da mangiare".

Era un oggetto che entrava nel rito religioso.

Il bambino:

  1. riceveva il canestrello;
  2. lo portava in chiesa;
  3. il dolce veniva benedetto;
  4. veniva riportato a casa;
  5. veniva consumato.

Questa pratica è documentata per il periodo pasquale, soprattutto per la Domenica delle Palme. LLa mia Liguria

È quindi uno dei migliori esempi di dolce rituale ligure.


12. La Pasqua ligure e la frutta secca

Anche qui ritorna una caratteristica fondamentale della pasticceria regionale.

La Liguria ha una grande tradizione di:

  • mandorle;
  • pinoli;
  • nocciole;
  • noci;
  • uvetta;
  • miele;
  • canditi.

Questi ingredienti sono particolarmente adatti ai dolci delle feste perché:

  • si conservano;
  • sono energetici;
  • sono concentrati;
  • erano relativamente preziosi;
  • permettono di preparare dolci senza ricorrere necessariamente a grandi quantità di frutta fresca.

Per questo amaretti, pinolate, Baci di Alassio e Spungata sono perfettamente coerenti con il repertorio pasquale ligure, anche quando non sono esclusivamente pasquali.


13. Che cosa NON è propriamente tradizionale ligure

È importante fare anche un po' di "pulizia" dal repertorio moderno.

Non definirei propriamente liguri:


9. Baci di Alassio: non pasquali, ma perfetti per il repertorio festivo

  • colomba pasquale;
  • pastiera napoletana;
  • casatiello dolce;
  • pastatelle;
  • pinza veneta;
  • ciaramicola umbra.

Sono tutti dolci pasquali italiani, ma appartengono ad altre tradizioni regionali.

La colomba, naturalmente, oggi è comunissima sulle tavole liguri, ma la sua origine è lombarda e il suo consumo in Liguria è relativamente moderno rispetto alla tradizione locale.

La Liguria possiede invece un repertorio più antico e meno standardizzato, fondato su:

dolci di mandorle + biscotti + pani dolci + miele + frutta secca + cioccolato + specialità territoriali.


14. La grande differenza fra Natale e Pasqua in Liguria

È interessante confrontare le due feste.

Natale
Pasqua

Pandolce protagonista
Torta Pasqualina protagonista

Dolce prevalentemente dolce
Forte predominanza del salato

Uvetta
Uova

Canditi
Bietole/carciofi primaverili

Pinoli
Prescinsêua

Frutta secca
Erbe aromatiche

Dolce rituale
Torta rituale

Prosperità
Rinascita

Tavola invernale
Tavola primaverile

Il pandolce è il grande simbolo dolciario del Natale.

La Pasqualina è il grande simbolo gastronomico della Pasqua.

E questo spiega perché sia più difficile individuare un unico "pandolce pasquale" ligure.


15. La dimensione primaverile

La Pasqua ligure è legata anche alla stagionalità.

La Pasqualina utilizza infatti verdure primaverili, soprattutto bietole e, in alcune versioni, carciofi. LLa mia Liguria+1

La cucina pasquale si sposta quindi dalla logica invernale del Natale — frutta secca, canditi, spezie, dolci energetici — verso:

  • verdure fresche;
  • erbe aromatiche;
  • uova;
  • formaggi freschi;
  • prodotti primaverili.

È un cambiamento che rispecchia perfettamente il ciclo agricolo.


16. Una possibile ricostruzione della tavola dolce pasquale ligure

Se volessimo ricostruire una tavola pasquale ligure tradizionale, senza trasformarla in un generico buffet italiano, potremmo immaginare:

Dopo il pranzo

1. Canestrello di Brugnato

Il dolce rituale dell'entroterra.

2. Amaretti di Sassello

Piccola pasticceria mandorlata.

3. Pinolate

Dolcetti genovesi a base di mandorle e pinoli.

4. Canestrelli

Biscotti di frolla.

5. Spungata

Per la tradizione del Levante e della Lunigiana ligure.

6. Frutta secca e candita

Noci, mandorle, nocciole, pinoli e canditi.

7. Cioccolato

Oggi soprattutto sotto forma di uova pasquali artigianali.

8. Vino dolce

Per esempio uno Sciacchetrà, soprattutto nel contesto delle Cinque Terre e del Levante.


17. La classifica dei dolci pasquali più rappresentativi

Se devo distinguere importanza pasquale vera e propria da semplice notorietà regionale, la classifica sarebbe:

Posizione
Preparazione
Importanza pasquale
Area


Canestrello di Brugnato
⭐⭐⭐⭐⭐
Val di Vara


Uova di cioccolato artigianali
⭐⭐⭐⭐
Genova


Amaretti di Sassello
⭐⭐⭐⭐
Sassello

4
Canestrelli
⭐⭐⭐⭐
Diverse aree

5
Pinolate
⭐⭐⭐
Genova

6
Spungata
⭐⭐⭐
Sarzana/Lunigiana

7
Baci di Alassio
⭐⭐
Alassio

8
Biscotti all'anice e specialità locali
⭐⭐
Ponente/Levante

Ma se allarghiamo la classifica alla gastronomia pasquale complessiva, allora la graduatoria cambia radicalmente:

Torta Pasqualina

Il simbolo assoluto della Pasqua ligure.

Canestrello di Brugnato

Il più interessante esempio di vero dolce pasquale rituale.

Amaretti di Sassello

Il grande dolce mandorlato delle feste.

4. Uova di cioccolato artigianali

La forma moderna della tradizione pasquale.

5. Canestrelli

La piccola pasticceria tradizionale.

6. Pinolate

Grande classico genovese di mandorle e pinoli.

7. Spungata

La grande specialità festiva del Levante.


18. La ricetta più significativa: il Canestrello di Brugnato

Se dovessi scegliere una sola ricetta dolce per rappresentare la Pasqua ligure, sceglierei questa, proprio perché possiede una ritualità pasquale documentata che manca a molti dolci regionali.

Canestrello di Brugnato

Ingredienti

  • 500 g farina;
  • 100 g burro;
  • 100-120 g zucchero;
  • 2 uova;
  • 80-100 ml latte;
  • 15-20 g lievito di birra;
  • 1 cucchiaino di semi di anice;
  • scorza di limone;
  • 1 pizzico di sale;
  • 1 tuorlo per spennellare.
Procedimento
  1. Sciogliere il lievito nel latte tiepido.
  2. Disporre la farina a fontana.
  3. Aggiungere zucchero, uova e burro morbido.
  4. Incorporare il latte con il lievito.
  5. Aggiungere sale, anice e scorza di limone.
  6. Impastare fino a ottenere una massa liscia.
  7. Lasciare lievitare.
  8. Formare una grande ciambella.
  9. Lasciare nuovamente lievitare.
  10. Spennellare con tuorlo.
  11. Cuocere a circa 180 °C fino a completa doratura.

Il risultato deve essere morbido e dorato, non croccante come il canestrello di frolla.

La sua caratteristica più importante, tuttavia, non è gastronomica: è la sua funzione nella Domenica delle Palme, quando veniva portato dai bambini in chiesa per la benedizione. LLa mia Liguria


19. La vera identità della Pasqua dolce ligure

La cosa più interessante è che la Liguria non ha bisogno di inventarsi una "colomba ligure".

La sua tradizione è diversa.

Il Natale ligure è dominato dalla ricchezza:

uvetta + canditi + pinoli + burro + spezie → pandolce.

La Pasqua ligure è dominata dalla rinascita:

uova + verdure primaverili + formaggio fresco + sfoglie → Pasqualina.

E sul versante dolce:

mandorle + pinoli + miele + anice + biscotti → piccola pasticceria pasquale.

Il Canestrello di Brugnato è forse il caso più emblematico perché unisce tutte queste dimensioni: è un dolce semplice di origine rurale, legato al territorio, preparato per una ricorrenza religiosa e addirittura benedetto in chiesa. LLa mia Liguria

In conclusione

Per una selezione realmente rappresentativa dei dolci e dessert pasquali liguri, quindi, sceglierei:

4. Canestrelli

5. Spungata

6. Frutta secca e candita

  • Canestrello di Brugnato — il vero dolce rituale pasquale dell'entroterra;
  • Amaretti di Sassello — la grande tradizione mandorlata;
  • Canestrelli liguri — la piccola pasticceria delle feste;
  • Pinolate genovesi — mandorle e pinoli, ingredienti identitari;
  • Spungata di Sarzana — frutta secca, miele e spezie nel Levante;
  • Uova di cioccolato artigianali genovesi — la moderna tradizione pasquale;
  • Baci di Alassio — specialità festiva, anche se non specificamente pasquale.

E, accanto a tutti questi, la Torta Pasqualina, che non è un dessert ma è la preparazione che più di ogni altra identifica la Pasqua ligure: documentata già nel XVI secolo, costruita tradizionalmente con moltissime sfoglie e con uova che richiamano simbolicamente la rinascita.

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luglio 26, 2026

I dolci migliori per l’estate sono quelli freschi, leggeri e spesso senza cottura: semifreddi, cheesecake allo yogurt, crostate di frutta e tiramisù rivisitati con gusti esotici come cocco o limone.

Idee di dolci estivi irresistibili

  • Semifreddi e gelati Perfetti per combattere il caldo, si possono preparare al cioccolato, al caffè o alla frutta. Il semifreddo al cioccolato è un grande classico.

  • Cheesecake fredde Senza forno, con base di biscotti e crema di yogurt o mascarpone. Una variante molto amata è la cheesecake ai frutti di bosco.

  • Crostate di frutta fresca Guscio di pasta frolla con crema leggera e frutta di stagione (pesche, fragole, lamponi). Colorata e scenografica.

  • Tiramisù estivi Versioni rivisitate come il tiramisù al cocco o al limone, più freschi e leggeri rispetto alla ricetta tradizionale.

  • Dolci al cucchiaio Panna cotta, budini e mousse allo yogurt o alla frutta: facili da preparare e servire freddi.

  • Torte gelato Una soluzione scenografica e rinfrescante, ideale per feste o compleanni estivi.

Confronto rapido

Dolce estivo
Caratteristica principale
Difficoltà
Occasione ideale

Semifreddo al cioccolato
Cremoso e fresco
Media
Cena elegante

Cheesecake ai frutti di bosco
Senza cottura, fruttata
Facile
Merenda o compleanno

Crostata di frutta
Colorata e scenografica
Media
Pranzo estivo

Tiramisù al cocco
Rivisitazione esotica
Facile
Dopo cena

Panna cotta
Veloce e versatile
Facile
Dessert quotidiano

Torta gelato
Spettacolare e rinfrescante
Media
Festa con amici

⚠️ Consigli pratici

  • Preferisci dolci senza forno: ideali quando le temperature sono alte.

  • Usa frutta di stagione: pesche, albicocche, ciliegie, fragole e lamponi rendono i dolci più freschi e naturali.

  • Scegli ricette leggere: yogurt, ricotta e creme senza burro sono perfette per non appesantire.

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luglio 23, 2026

 

A volte la felicità si trova in piccole confezioni da 100 grammi. Forse penserete che sono pazza, ma ci sono sapori o cibi integrali che si trasformano in pura felicità e uno di questi per me sono i mirtilli rossi. Trovare mirtilli rossi in Venezuela non è comune, qui possiamo trovare frutti tropicali come ananas, mango o frutto della passione, ma trovare una varietà di bacche è piuttosto difficile.

Sono andato al supermercato e, passando per il reparto frutta secca, è stato inevitabile non vedere questa confezione di mirtilli rossi secchi. Per un attimo ho dimenticato perché stessi andando al supermercato, volevo solo prenderne il maggior numero possibile. Questi tipi di bacche li troviamo solo così, essiccati, perché vengono importati. È curioso che non vengano prodotti nelle zone fredde del Venezuela, dove possiamo trovare fragole o le tradizionali more.

Come previsto, ne ho comprate alcune confezioni e ho iniziato a pensare a ricette che avrei potuto preparare con esse. Ho pensato a biscotti, cupcake, granola e altre cose che si potevano fare con la frutta secca, ma con il vantaggio dell'acidità dei mirtilli rossi. Ogni volta che trovo ingredienti come questi, inizio a pensare a cosa posso preparare e a come gustarli al meglio.

Ho preparato dei biscotti e dei muffin ai mirtilli rossi, di cui condividerò la ricetta più tardi. Confesso che non volevo condividerli con nessuno, è stato il mio momento di egoismo hahaha. Ho adorato questa marca, è un prodotto colombiano, i mirtilli rossi non erano duri come a volte succede con l'uvetta, anzi erano morbidi, con un tocco dolce che risaltava nell'acidità.

Non so se tutti i prodotti di questa marca siano buoni, ma per quanto riguarda i mirtilli rossi, sì. Ho visto altra frutta secca di questa marca e ora voglio provarla anch'io, ma nel frattempo ne approfitterò per continuare ad acquistare questi 100 g di felicità, perché in questi piccoli bocconi di sapore, mi ritrovo a rivivere ricordi felici. Se avete provato questa marca, fatemelo sapere nei commenti.

fonte

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luglio 16, 2026

Panettone genovese: cos'è, ricette e dove acquistarlo - Molo modo21

Per il Natale e il Capodanno liguri bisogna partire da una precisazione: rispetto ad altre regioni italiane, la Liguria ha una tradizione dolciaria festiva relativamente concentrata. Il protagonista assoluto è il pandolce genovese, ma intorno a esso esiste una costellazione di biscotti, dolci di frutta secca, canditi e specialità locali. Alcuni sono propriamente natalizi; altri erano e sono dolci delle feste, presenti anche a Capodanno.

Le fonti ufficiali liguri definiscono infatti il pandolce il dessert per antonomasia delle festività natalizie, mentre nella tradizione delle tavole genovesi compaiono anche cobeletti, biscotti, frutta fresca e secca, torrone, cioccolato e canditi. LLa mia Liguria+1

1. Pandolce genovese: il vero dolce del Natale ligure

Pandolce genovese

È senza dubbio il dolce natalizio ligure più rappresentativo.

Non è semplicemente un equivalente regionale del panettone: ha una storia, una struttura e soprattutto un'identità molto diverse.

Origine e storia

Le sue origini sono molto antiche e vengono tradizionalmente ricondotte alla storia della Repubblica di Genova, anche se non è possibile documentare come fatto storico la celebre leggenda secondo cui sarebbe nato da un concorso indetto nel Cinquecento da Andrea Doria.

Secondo la leggenda, il dolce avrebbe dovuto essere:

  • nutriente;
  • energetico;
  • facilmente conservabile;
  • trasportabile durante i viaggi per mare;
  • rappresentativo della ricchezza di Genova.

La tradizione ufficiale di Visit Genoa presenta questa storia proprio come leggenda, mentre considera molto probabile un'origine antica collegata alla storia della Repubblica. VVisitgenoa+1

Il rapporto con il commercio marittimo è invece gastronomicamente molto plausibile: uvetta, canditi, pinoli e spezie erano ingredienti preziosi e conservabili. L'Accademia Italiana della Cucina sottolinea proprio la componente "orientale" del pandolce e il ruolo delle merci giunte via mare. AAccademia Italiana della Cucina

Perché è natalizio?

Il pandolce è diventato il dolce rituale del Natale genovese.

Un'antica usanza prevedeva che fosse il più giovane della famiglia a portarlo in tavola, decorato con un rametto di alloro o ulivo, e che fosse il più anziano a tagliarlo.

Una parte doveva essere destinata al primo povero che avesse bussato alla porta e un'altra conservata fino a San Biagio, il 3 febbraio. VVisitgenoa+1

Quindi il pandolce non è soltanto gastronomia: è un dolce rituale, familiare e propiziatorio.

La tradizione lo associa infatti a:

  • salute;
  • fortuna;
  • prosperità;
  • condivisione;
  • carità.

2. Pandolce alto e pandolce basso

La distinzione è fondamentale.

Pandolce alto

È la versione più antica e tradizionale.

È:

  • alto;
  • morbido;
  • lievitato;
  • relativamente asciutto;
  • profumato;
  • molto ricco di uvetta, canditi e pinoli.

La preparazione tradizionale richiede una lunga lievitazione con pasta madre/crescente. VVisitgenoa+1

Pandolce basso

È più recente.

È:

  • basso;
  • compatto;
  • friabile;
  • più ricco di burro;
  • più veloce da preparare.

La differenza ricorda, in qualche modo, quella tra un pane dolce e una frolla ricchissima.

Visit Genoa identifica esplicitamente il pandolce basso come una versione più recente e burrosa rispetto all'antico pandolce alto. VVisitgenoa


3. Ricetta del pandolce alto

Ingredienti

Per una preparazione familiare:

  • 500 g di farina;
  • 150-180 g di burro;
  • 150 g di zucchero;
  • 200 g di uvetta;
  • 100 g di cedro e arancia canditi;
  • 80-100 g di pinoli;
  • 1 uovo, secondo la variante;
  • semi di finocchio;
  • acqua di fiori d'arancio;
  • lievito madre oppure pasta madre;
  • acqua tiepida;
  • un pizzico di sale.

La versione tradizionale può presentare variazioni familiari: noci, differenti canditi e diverse proporzioni degli ingredienti sono documentati nella pratica domestica. LLa mia Liguria

Preparazione
  1. Preparare l'impasto con farina, lievito madre, acqua e una parte dello zucchero.
  2. Lasciare lievitare a lungo.
  3. Incorporare burro, zucchero e aromi.
  4. Aggiungere uvetta, canditi e pinoli.
  5. Formare una pagnotta.
  6. Lasciare nuovamente lievitare.
  7. Incidere una una delle specialità dolciarie regionali e li inserisce fra i dolci particolarmente legati al periodo festivo. però un prodotto genovese fondamentale e possono entra tradizione li lega al quartiere genovese del Lagaccio e la loro lunga conservabilità li rese Struttura | Più compattaovese, più da festa importante cheAccademia Italiana della Cucina considera infatti il pandolce il più importante dolce ligure e ne evidenzia la croce sulla superficie.
  8. Cuocere in forno fino a completa cottura.
  9. Lasciare raffreddare prima di tagliare.

Il risultato corretto non deve essere soffice come un panettone industriale: deve conservare una certa consistenza compatta e pane-dolce.


4. La simbologia del pandolce a Capodanno

È particolarmente interessante perché il pandolce non termina con il Natale.

La sua funzione rituale si prolunga nel periodo delle feste e nell'inizio del nuovo anno.

La tradizione ligure lo considera infatti un rito propiziatorio di salute, fortuna e denaro per l'anno che viene. LLa mia Liguria

Per questo è perfettamente appropriato inserirlo anche nella tavola di Capodanno.

Il suo significato è quasi quello di un augurio commestibile:

mangiare il pandolce significa entrare nel nuovo anno con abbondanza, salute e prosperità.


5. Sacripantina

Sacripantina

La Sacripantina è un altro grande dolce genovese, ma bisogna distinguere il suo ruolo.

È un dolce genovese storico, non esclusivamente natalizio.

Durante le feste può comparire accanto al pandolce, ma non ha lo stesso valore rituale.

Origine

Fu creata a Genova da Giovanni Preti nel 1851.

Il nome deriva da Sacripante, personaggio dell'Orlando furioso di Ludovico Ariosto. La tradizione e le fonti liguri collocano quindi la sua nascita nel pieno Ottocento. LLa mia Liguria

Caratteristiche

È una torta elaborata costituita da:

  • Pan di Spagna;
  • crema al burro;
  • cacao;
  • liquore;
  • zucchero;
  • talvolta frutta secca.

Ha la caratteristica forma a cupola.

La sua struttura è molto più raffinata rispetto a quella rustica del pandolce.

Ricetta semplificata

Pan di Spagna

  • 4 uova;
  • 120 g zucchero;
  • 120 g farina.

Crema

  • 250 g burro;
  • 180 g zucchero a velo;
  • tuorli;
  • vaniglia;
  • Marsala.

Crema al cacao

  • parte della crema precedente;
  • 30-40 g cacao amaro.

Si prepara il Pan di Spagna, lo si taglia a dischi, si inumidiscono leggermente con liquore e si alternano con le creme.

Si costruisce progressivamente la cupola, la si riveste di crema e si completa con cacao.

È dunque il dolce ideale per un pranzo festivo elegante, mentre il pandolce è il dolce identitario della famiglia.


6. Gobeletti

Gobeletti

I gobeletti, o cobeletti, sono piccoli dolci di pasta frolla ripieni di marmellata.

Non sono esclusivamente natalizi, ma appartengono alla tradizione dei dolci delle feste e compaiono anche nella documentazione relativa alle tavole natalizie genovesi. LLa mia Liguria

Perché sono importanti a Natale?

Perché rappresentano il tipo di pasticceria casalinga che accompagnava il grande dolce principale.

Mentre il pandolce veniva portato in tavola come dolce rituale, i gobeletti erano perfetti:

  • a fine pasto;
  • per la merenda;
  • da offrire agli ospiti;
  • da regalare.
Ripieni

Le varianti possono comprendere:

  • albicocca;
  • pesca;
  • mela cotogna;
  • frutti di bosco.
Ricetta
  • 300 g farina;
  • 200 g burro;
  • 100 g zucchero;
  • 1 tuorlo;
  • 200 g confettura;
  • scorza di limone.

Si prepara la frolla.

Si fodera lo stampino.

Si inserisce la confettura.

Si copre con un altro strato di frolla.

Si sigilla.

Si cuoce a circa 180 °C per 20 minuti.

Una volta raffreddati, si spolverizzano di zucchero a velo.


7. Canestrelli e canestrelletti

Canestrelletti di Torriglia

I canestrelli non sono specificamente natalizi, ma sono perfettamente inseriti nella biscotteria delle feste liguri.

Sono particolarmente importanti quelli di Torriglia.

Sono biscotti:

  • molto friabili;
  • burrosi;
  • delicati;
  • generalmente a forma di fiore;
  • spolverizzati con zucchero a velo.

A Natale possono accompagnare:

  • vino dolce;
  • caffè;
  • liquori;
  • tè;
  • cioccolata calda.

Non hanno però il valore simbolico del pandolce.


8. Amaretti di Sassello

Amaretti di Sassello

Gli amaretti di Sassello sono un altro grande dolce delle feste.

La Regione Liguria li definisce una delle specialità dolciarie regionali e li inserisce fra i dolci particolarmente legati al periodo festivo. LLa mia Liguria

Caratteristiche

Sono:

  • piccoli;
  • morbidi;
  • leggermente croccanti all'esterno;
  • umidi all'interno;
  • fortemente mandorlati.

Il loro gusto deriva dall'equilibrio tra mandorle dolci e amare.

Ricetta
  • 250 g mandorle dolci;
  • una piccola quantità di mandorle amare;
  • 250 g zucchero;
  • 2 albumi;
  • scorza di limone.

Si macinano le mandorle con lo zucchero.

Si aggiungono gli albumi.

Si formano piccole palline.

Si cuociono a circa 160-170 °C, mantenendo il cuore morbido.

Sono perfetti per il vassoio dei dolci natalizi.


9. Pinolate

Le pinolate sono particolarmente interessanti perché utilizzano due ingredienti profondamente legati alla pasticceria genovese:

mandorle + pinoli.

Visit Genoa le include fra i dolci tradizionali genovesi. VVisitgenoa

Ingredienti

9. Pinolate

Ingredienti
  • 200 g mandorle;
  • 200 g zucchero;
  • 100 g pinoli;
  • 2 albumi;
  • scorza di limone.
Preparazione

Si macinano mandorle e zucchero.

Si incorporano gli albumi.

Si formano piccoli mucchietti.

Si ricoprono abbondantemente di pinoli.

Si cuociono a 160-170 °C.

Devono essere:

morbide al centro + leggermente croccanti e tostate all'esterno.

Sono ottime per Natale perché si conservano bene e possono essere preparate in anticipo.


10. Biscotti del Lagaccio

Biscotti del Lagaccio

Anche questi non sono esclusivamente natalizi.

Sono però un prodotto genovese fondamentale e possono entrare nel repertorio dei dolci delle feste.

Sono biscotti ottenuti da un impasto lievitato che viene cotto e poi nuovamente tostato.

Il risultato è simile a una fetta biscottata dolce.

La tradizione li lega al quartiere genovese del Lagaccio e la loro lunga conservabilità li rese particolarmente adatti anche a marinai e viaggiatori. Una pubblicazione ufficiale di Visit Genoa li definisce anche "biscotto della salute". VVisitgenoa

Ingredienti
  • 500 g farina;
  • 100 g burro;
  • 100 g zucchero;
  • lievito;
  • acqua;
  • sale;
  • semi di finocchio.
Preparazione

Si impasta.

Si lascia lievitare.

Si formano dei filoni.

Si cuociono.

Una volta raffreddati, si tagliano a fette.

Le fette vengono nuovamente cotte fino a diventare croccanti.


11. Quaresimali

I quaresimali genovesi sono ovviamente legati alla Quaresima, quindi non sono propriamente dolci natalizi.

Li includerei soltanto in una panoramica generale della pasticceria festiva ligure, non in una selezione stretta di Natale e Capodanno.

Il nome deriva infatti dalla Quaresima e la loro funzione rituale appartiene alla primavera.

Questa distinzione è importante: non tutto ciò che è "dolce tradizionale ligure" è automaticamente un dolce natalizio.


12. Frutti e fiori canditi

Questo è uno dei capitoli più raffinati della tradizione genovese.

Visit Genoa cita esplicitamente frutti e fiori canditi, compresi petali di rose e violette, tra i prodotti dolciari tradizionali genovesi. VVisitgenoa+1

Storia

La tradizione della confetteria genovese è legata anche alle grandi famiglie aristocratiche e alla disponibilità di zucchero e prodotti importati.

Una pubblicazione ufficiale di Visit Genoa sottolinea come, accanto alla tradizione popolare, le grandi famiglie rinascimentali abbiano favorito lo sviluppo di una raffinata arte della confetteria e delle canditure. VVisitgenoa

Come si preparano

La frutta viene progressivamente immersa in sciroppi di zucchero sempre più concentrati.

In questo modo:

l'acqua del frutto viene progressivamente sostituita dallo zucchero.

Si ottiene un prodotto:

Si cuociono.

Una volta raffreddati, si tagliano a fette.


11. Quaresimali

Il nome deriva infatti dalla Quaresima e la loro funzione rituale appartiene alla primavera.


12. Frutti e fiori canditi

Questo è uno dei capitoli più raffinati della tradizione genovese.

Visit Genoa cita esplicitamente frutti e fiori canditi, compresi petali di rose e violette, tra i prodotti dolciari tradizionali genovesi.

Storia
Come si preparano

La frutta viene progressivamente immersa in sciroppi di zucchero sempre più concentrati.

In questo modo:

l'acqua del frutto viene progressivamente sostituita dallo zucchero.

Si ottiene un prodotto:

  • lucido;
  • dolcissimo;
  • aromatico;
  • conservabile.

A Natale possono essere serviti come piccola confetteria, oppure accompagnati da vino dolce.


13. Sciacchetrà e canditi

Un abbinamento particolarmente ligure è quello tra frutta/fiori canditi e Sciacchetrà delle Cinque Terre.

Visit Genoa segnala esplicitamente questa consuetudine. VVisitgenoa

Sciacchetrà delle Cinque Terre

Non è una "ricetta" nel senso tradizionale, ma è un vero dessert da festa:

13. Sciacchetrà e canditi

Un abbinamento particolarmente ligure è quello tra frutta/fiori canditi e Sciacchetrà delle Cinque Terre.

Visit Genoa segnala esplicitamente questa consuetudine.

  • piccoli canditi;
  • frutta secca;
  • eventualmente cioccolato;
  • un bicchiere di Sciacchetrà.

È una conclusione del pasto molto più vicina alla tradizione storica ligure di molte moderne torte natalizie.


14. Castagnaccio ligure

Castagnaccio ligure

Il castagnaccio è soprattutto un dolce dell'entroterra.

Non è esclusivamente natalizio, ma appartiene alla grande tradizione dei dolci invernali.

Perché è adatto all'inverno?

Perché la castagna è stata per secoli una delle risorse alimentari fondamentali delle zone appenniniche.

La trasformazione in farina permetteva di conservarla per lunghi periodi.

Ingredienti

14. Castagnaccio ligure

Perché è adatto all'inverno?

La trasformazione in farina permetteva di conservarla per lunghi periodi.

Ingredienti
  • 300 g farina di castagne;
  • 400 ml circa di acqua;
  • 50 g uvetta;
  • 40-50 g pinoli;
  • olio extravergine;
  • rosmarino.

Si crea una pastella fluida.

Si aggiungono uvetta e pinoli.

Si versa in una teglia unta.

Si completa con olio, pinoli e rosmarino.

Si cuoce a circa 180 °C fino alla caratteristica superficie screpolata.

È un dolce molto diverso dal pandolce:

castagnaccio = povero, rurale, invernale

pandolce = festivo, urbano, mercantile, rituale


15. Pane del marinaio

Un'altra specialità interessante è il Pane del marinaio, inserito dalla Regione Liguria nella rassegna dei dolci delle feste.

È una variante della famiglia del panettone genovese, legata in particolare alla tradizione di Alassio; viene descritto come un dolce friabile e delicato. LLa mia Liguria

È particolarmente interessante perché, come il pandolce, richiama la dimensione marinara della cultura ligure.

Non ha però la stessa notorietà regionale del pandolce.


16. Amaretti di Gavenola

Nel Ponente ligure troviamo anche gli amaretti di Gavenola, specialità della Valle Arroscia.

Sono descritti come piccoli dolci rotondi e leggermente appiattiti, dal colore dorato e dal caratteristico gusto mandorlato. LLa mia Liguria

Sono un esempio importante di come il repertorio natalizio ligure non sia esclusivamente genovese.

La Liguria presenta infatti una vera geografia dei dolci delle feste:

Si completa con olio, pinoli e rosmarino.

È un dolce molto diverso dal pandolce:

  • Genova → pandolce, pinolate, gobeletti;
  • Savonese → amaretti di Sassello;
  • Ponente → amaretti di Gavenola, specialità locali;
  • Riviera → Baci di Alassio e altre produzioni dolciarie;
  • entroterra → castagnaccio e dolci a base di frutta secca.

17. La tavola dolce del Natale genovese

Una ricostruzione della tradizione natalizia genovese mostra qualcosa di molto interessante.

Accanto al pandolce compaiono:

  • cobeletti;
  • frutta fresca;
  • frutta secca;
  • torrone;
  • cioccolata;
  • canditi.

Questa varietà è documentata anche nella ricostruzione del pranzo di Natale genovese proposta dalla Regione. LLa mia Liguria

Quindi il dessert natalizio ligure tradizionale non consiste necessariamente in un'unica torta.

È piuttosto una tavola di piccola confetteria e dolci da condividere.


18. E il torrone?

Il torrone merita una precisazione.

È certamente presente nella tradizione delle feste liguri e nella ricostruzione della tavola natalizia genovese, ma non è un dolce originariamente ed esclusivamente ligure.

Perciò non lo metterei nella stessa categoria del pandolce.

Può però essere assolutamente presente nel vassoio dei dolci di Natale insieme ad amaretti, pinolate, canditi e frutta secca. LLa mia Liguria


19. E il panettone?

Anche qui è importante non fare confusione.

Il panettone milanese è ormai diffusissimo in Liguria, come nel resto d'Italia, ma non è il dolce tradizionale ligure del Natale.

Il dolce identitario è il pandolce genovese.

La somiglianza esteriore può trarre in inganno, ma le storie sono differenti.

Pandolce
Panettone

Origine identitaria
Genova/Liguria
Milano/Lombardia

Struttura
Più compatta
Molto alveolata

Lievitazione
Tradizionalmente lunga nell'alto
Lunga

Uvetta
Centrale
Centrale

Pinoli
Caratteristici
Non tradizionali

Semi di finocchio
Caratteristici
No

Canditi

Simbolo natalizio
Liguria
Milano/Italia


20. Capodanno: quali dolci sono davvero tradizionali?

Qui dobbiamo fare un'altra distinzione.

In Liguria non esiste un dolce di Capodanno altrettanto specifico e universalmente riconosciuto quanto il pandolce per Natale.

Il pandolce attraversa però entrambe le festività.

Per Capodanno il suo significato diventa addirittura particolarmente appropriato, perché è associato alla fortuna e alla prosperità dell'anno nuovo. LLa mia Liguria

Il repertorio può quindi comprendere:


18. E il torrone?

Il torrone merita una precisazione.

Perciò non lo metterei nella stessa categoria del pandolce.


19. E il panettone?

Anche qui è importante non fare confusione.

Il dolce identitario è il pandolce genovese.

Pandolce
Panettone

Origine identitaria
Genova/Liguria
Milano/Lombardia

Struttura
Più compatta
Molto alveolata

Lievitazione
Tradizionalmente lunga nell'alto
Lunga

Uvetta
Centrale
Centrale

Pinoli
Caratteristici
Non tradizionali

Semi di finocchio
Caratteristici
No

Canditi

Simbolo natalizio
Liguria
Milano/Italia


20. Capodanno: quali dolci sono davvero tradizionali?

Qui dobbiamo fare un'altra distinzione.

Il pandolce attraversa però entrambe le festività.

  • pandolce;
  • frutta secca;
  • canditi;
  • amaretti;
  • pinolate;
  • canestrelli;
  • gobeletti;
  • torrone;
  • cioccolato;
  • vino dolce.

21. La frutta secca come augurio

La presenza della frutta secca nella tavola ligure delle feste non è casuale.

Troviamo:

  • noci;
  • mandorle;
  • nocciole;
  • pinoli;
  • uvetta.

Sono alimenti:

  • energetici;
  • conservabili;
  • preziosi;
  • facilmente condivisibili.

E soprattutto rappresentano abbondanza.

Nel pandolce, nella pinolata, negli amaretti e nella frutta secca servita a fine pasto si trova dunque una concezione antica del dolce festivo: non necessariamente una grande torta, ma una concentrazione di ingredienti preziosi.


22. La vera gerarchia dei dolci natalizi liguri

Se dovessi ordinarli considerando insieme importanza storica, diffusione, ritualità e rappresentatività, farei questa classifica:

1. Pandolce genovese

Il simbolo assoluto del Natale ligure.

Ha una dimensione storica, familiare, rituale e propiziatoria.

2. Amaretti di Sassello

Il grande dolce mandorlato delle feste.

3. Gobeletti

La piccola pasticceria ripiena tradizionale, perfetta per le feste.

4. Pinolate

Uno dei dolci più autenticamente genovesi per l'uso dei pinoli.

5. Canestrelli/canestrelletti

Il grande biscotto ligure da accompagnamento.

6. Frutti e fiori canditi

Espressione raffinata dell'antica confetteria genovese.

7. Castagnaccio

Il dolce invernale dell'entroterra.

8. Sacripantina

Grande torta storica genovese, più da festa importante che propriamente natalizia.

9. Amaretti di Gavenola

Importante specialità del Ponente.

10. Pane del marinaio

Interessante variante della tradizione dolciaria delle Riviere.


23. La cosa più importante: Natale ligure ≠ "panettone ligure"

Il modo migliore per capire la tradizione è non cercare un equivalente ligure del panettone.

Il pandolce appartiene a una cultura differente.

È figlio di:

Genova → porto → commercio → frutta secca → canditi → spezie → conservazione → viaggio → famiglia → rituale.

L'Accademia Italiana della Cucina considera infatti il pandolce il più importante dolce ligure e ne evidenzia la presenza di frutta secca, frutta passita, canditi e pinoli, prodotti fortemente legati alle rotte commerciali. AAccademia Italiana della Cucina

E la tradizione natalizia ufficiale genovese conferma che il pandolce è il protagonista assoluto del dessert di Natale. VVisitgenoa

In sintesi

La tavola dolce ligure di Natale e Capodanno può essere idealmente ricostruita così:

Pandolce genovese
→ il grande protagonista rituale.

Gobeletti
→ la piccola frolla con confettura.

Amaretti di Sassello
→ la mandorla e la pasticceria delle feste.

Pinolate
→ mandorle e pinoli, simbolo della tradizione genovese.

Canestrelli
→ il biscotto da accompagnamento.

Frutta secca e canditi
→ l'antica confetteria e l'idea di abbondanza.

Torrone e cioccolato
→ componenti della più ampia tavola festiva.

Sciacchetrà
→ il vino dolce delle Cinque Terre con cui accompagnare la piccola pasticceria.

E soprattutto il pandolce rimane il vero centro della tradizione: a Natale perché è il dolce rituale della famiglia; a Capodanno perché porta con sé l'idea di salute, fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

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