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aprile 19, 2013

Gelato allo zenzero con salsa alla cannella.

gelato allo zenzero con salsa alla cannella
Tipici del periodo estivo, ma piacevoli da gustare in ogni momento dell'anno se ben preparati: scegli tra i nostri gelati quello più buono per te.
Ricetta per persone n.
6

Ingredienti:

Per il gelato:
latte g 300
panna fresca g 200
zucchero g 120
5 tuorli
zenzero fresco (da grattugiare)

Per la salsa e per completare: panna fresca g 300
una mela
una pera
un cestino di lamponi
burro
zucchero
una stecca di cannella


Preparazione: 60’
  • Sbucciate le pere lasciandole intere. Mettetele dritte nella pentola a pressione, con 4 cucchiai di zucchero, coperte per 3/4 di vino.
  • Aggiungete un paio di stecche di cannella, una scorzetta di limone e cuocetele per 10' da quando la pentola va sotto pressione.
  • Sgocciolatele, quindi servitele con le nocciole tostate e tritate e con la mousse pronta ai frutti di bosco.

  • Quanto nutre una porzione: 503 calorie.

  • Vini consigliati: Moscato di Noto
moscatodinoto
Il Moscato di Noto è frutto del lavoro di tanti viticoltori che non hanno voluto dimenticare secoli di storia continuando caparbiamente a coltivare il vitigno che ne è la base. Elorina ne ha raccolto e valorizzato l’impegno vinificando le loro uve e producendo un vino dolce e morbido, caldo e avvolgente.
La leggenda narra che il nome delle uve, da cui si produce il Moscato, trae origine da quanto accadde ad un dei servi della gleba di Falaride, tiranno in Sicilia, il quale era stato messo dal suo padrone a guardia di certe uve dai grappoli succosi dolcissimi di cui andava ghiotta la figlia cieca del tiranno. Il poveretto aveva l’incarico di passare per i vigneti con una verga per scacciare le mosche. Un giorno, stremato dalla calura e dalla stanchezza, il servo si appisolò e al suo risveglio scoprì che gli acini erano stati tutti punti dagli insetti. La figlia del tiranno trovò che quell’uva era di gran lunga migliore del solito così spiegò che il sonno era stato voluto dalla dea Demetra , affinché le api addolcissero la sua uva lasciando su ogni acino un segno per poterla riconoscere. Al di là della legenda, studi condotti dall’archeologo dott. Santocono Russo sulle ceramiche e sui vasi potori ritrovati nella grotta di Sbirulia , a pochi chilometri da Noto, hanno portato alla conclusione che nella zona il vino fosse già conosciuto circa 200 anni prima di Cristo.
Il Dalmasso ricorda nella "Storia della vite e del vino d’Italia" che i moscati hanno origini remotissime e provengono sicuramente (Gallesio) dal bacino orientale del Mediterraneo. Essi sono comunque da identificare con l’Apicia o Apianae di Catone, così chiamate per indicarne la predilezione da parte delle api. Da tanto culto per il vino ed i vini dolci in particolare e dalla geniale sensibilità enologica del dott. Montoneri – direttore della Cantina Sperimentale di Noto dal 1902-1943 - nasce all’inizio del novecento il Moscato di Noto. All’inizio degli anni settanta la stessa Cantina, si fece portavoce degli interessi e della volontà dei produttori ed elaborò il disciplinare di produzione della D.O.C. Moscato di Noto approvato il 14 Marzo 1974.

 
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