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gennaio 30, 2016

Tiliccas tradizione dolciaria sarda legata alle mandorle.

Ricetta per persone n. 4

Ingredienti:
    250 g di farina 00
    80 g di zucchero
    80 g di burro
    sale
Per il ripieno:
    1/2 l di sapa (mosto di uva bianca)
    150 g di semola di grano duro
    100 g di mandorle
    1 arancia
    40 g di cacao amaro
    confettini colorati
    burro per la placca
    farina per la placca
tiliccas

    La tradizione dolciaria sarda si lega principalmente a due alimenti tipici della gastronomia locale: la saba e le mandorle. Entrambi gli ingredienti compaiono in un dolce che quasi dispiace mangiare vista la maestria che è necessario dimostrare per il suo confezionamento. Parliamo delle Tiliccas. Si tratta di finissime sfoglie di pasta candida,  ricolme di saba ( resa dalla cottura del mosto ), e di mandorle aromatizzate con della gradevole scorzetta di limone e arancia.

    Preparazione:  1 ora più il tempo di riposo + 1 ora e 20’ di cottura.
    • Mettete le mandorle in acqua bollente e lasciatele per circa 2 minuti, poi scolatele e distribuitele sulla placca.
    • Passatele in forno a 150 °C e fatele asciugare, senza farle tostare, quindi pelatele e tritatele finemente.
    • Pelate l’arancia ricavando solo la parte colorata della buccia; tritatela e unitela alle mandorle.
    • Versate la sapa in una casseruola e portatela a ebollizione, quindi unite la semola lasciandola cadere a pioggia, il cacao, il trito di mandorle e arancia e proseguite la cottura a fuoco dolce per 30 minuti, fino a quando il composto si sarà addensato.
    • Togliete dal fuoco e fate raffreddare.
    • Preparate la pasta: setacciate la farina sulla spianatoia insieme con un pizzico di sale, fate al centro la fontana e unite lo zucchero e il burro, ammorbidito e tagliato a pezzetti.
    • Lavorate bene il tutto incorporando l’acqua necessaria a ottenere un impasto omogeneo.
    • Formate con l’impasto una palla, avvolgetela in un canovaccio e fatela riposare per circa 30 minuti.
    • Tirate la pasta ottenendo una sfoglia molto sottile e ricavatene dei dischi di circa 10 cm di diametro usando la rotella dentata.
    • Distribuite al centro dei dischi un cucchiaio di composto di sapa, quindi rialzate i bordi ottenendo un orlo festonato.
    • Disponete i dolci su una placca imburrata e infarinata, poi passate in forno caldo a 170 °C per 30 minuti.
    • Sfornate, guarnite con i confettini colorati, fate raffreddare e servite.

    Vino consigliato: abbinate a questa preparazione il Monica di Cagliari dolce o il Recioto della Valpolicella.

    monica-di-sardegna-santamaria-della-palma-2009


    La zona vinicola che interessa la produzione del vino sotto la denominazione di origine controllata Monica di Cagliari comprende tutto il Campidano, nella parte sud occidentale dell'isola fino alla Piana di Terrealba.
    La zona ha un clima mediterraneo mite, interessato da venti carichi di salsedine, con suoli molto variegati a seconda della micro area interessata.
    L'area si è originata da una fossa tettonica con sedimenti di calcare e marne. La zona è relativamente pianeggiante con piovosità scarsa.
    La cultura della vite risale alla dominazione di Cartagine sull'isola, sostituita poi dalla Roma repubblicana e passata ancora di mano nei secoli successivi fino ai giorni nostri.
    La parte meridionale dell'isola però fu più influenzata dalla dominazione spagnola nella scelta dei vitigni piuttosto che dall'occupazione piemontese del settecento che a nord importò il Barbera e il Trebbiano.
    È quindi una zona a coltivazione prevalentemente autoctono e verace, dove si coltivano viti robuste e basse per proteggere i raccolti dai venti caldi e marini del sud, che spazzano questa parte del mediterraneo senza incontrare ostacoli naturali quali montagne e alte zone collinari..
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