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dicembre 04, 2011

La cuccìa dolce tipico palermitano, a base di grano bollito e ricotta di pecora.


La cuccìa è un dolce tipico palermitano, a base di grano bollito e ricotta di pecora o crema di latte bianca o al cioccolato. Viene guarnito con zuccata, cannella e pezzetti di cioccolato, ed è tradizionalmente preparato e consumato in occasione della festa di Santa Lucia (13 dicembre). 

Secondo la tradizione, infatti, il 13 dicembre del 1646 approdò nel porto di Palermo una nave carica di grano, che pose fine ad una grave carestia. Per poterlo consumare immediatamente il grano non venne macinato, ma bollito e mangiato. Per ricordare quel giorno, i palermitani tradizionalmente non consumano cibo a base di farina, ma cuccia ed arancine.


La variante del trapanese consiste nel consumare il frumento bollito semplicemente con il cosiddetto "vino cotto", che altro non è che il mosto di vino cotto fino alla riduzione a circa 1/6 del volume originario e alla caramellizzazione.


Da notare che nome analogo, anche se di diversa origine e composizione, ha anche un piatto tipico della cucina cilentana; la Cuccìa cilentana è un piatto composto da vari legumi - fagioli, ceci, grano, farro, mais - cotti separatamente e poi riuniti insieme e serviti con una fetta di pane abbrustolito.

S. Lucia (13 dicembre) è santa venerata da molte parti. Insieme ad Agata (Catania) e Rosalia (Palermo) compone una triade molto venerata in Sicilia, e non solo. Tanto per dire: S. Lucia è venerata a Venezia, che per molto tempo ne ha conteso le reliquie a Siracusa, ma è venerata anche in Svezia. Stranamente, però, la sua fama culinaria si deve alla città di Palermo ed è legata al famoso episodio del carico di grano che arriva in città, dopo una lunga carestia, il 13 dicembre.

  • Ingredienti:
500 grammi di frumento tenero
Un pizzico di sale
1,5 chili di ricotta di pecora freschissima
450 grammi di zucchero semolato
300 grammi di capello d’angelo
150 grammi cioccolato fondente (a gocce o a pezzettini)
Granella di pistacchio q.b.
Cannella in polvere q.b.


  • Preparazione:

  • Il grano duro va messo a bagno tre giorni prima, cambiando l'acqua due volte al giorno.
  • Si mette poi sul fuoco coperto a filo con acqua e si lascia cuocere a fiamma bassissima fin quando è diventato tenero. 
  • A questo punto si scola e si fa raffreddare completamente. 
  • Si pesa. Si prende ricotta di pecora per una quantità equivalente a metà del peso del grano e si monta con zucchero semolato.
  • Si passa la prima volta al setaccio d’acciaio e la seconda al staccio di nylon. 
  • A questa che ormai è una nuvola dolcissima di ricotta, si aggiunge il grano cotto, scorza fresca di arancia grattugiata e canditi di arancia. 
  • Si amalgama bene e si mette in frigo a raffreddare. 
  • Si serve come un dolce al cucchiaio  in ciotoline decorandone la superficie, se si vuole, con scagliette minutissime di cioccolato fondente oppure con granella di pistacchio di Bronte.


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