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gennaio 07, 2012

Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze tipicamente toscane.


Brigidini, copate, panepazzo, sommommoli, buccellato, ossi di morto. E ancora: cantucci, panforte, zuccotto, castagnaccio, cavallucci e melatelli. Sono tutti dolci tipici toscani che vengono tramandati da generazione in generazione.

L'elenco è molto lungo. In una regione con una grande varietà di paesaggi, di usi, di prodotti, di opere d'arte anche i dolci non potevano essere da meno: è presente, infatti, una vasta gamma di dolci che variano da provincia a provincia, da paese a paese a seconda delle festività locali.

E oltre a biscotti, torte e frittelle non bisogna dimenticare anche la marmellata e il miele. Nei forni e nei negozi toscani potrete trovare facilmente questi prodotti tipici delle tradizioni locali.

Il mio scopo è di farveli concoscere, apprezzare e insegnare a prepararli in modo da averli sempre freschi sulla vostra tavola.

Lo Zuccotto toscano, un classico della pasticceria italiana.


Lo zuccotto è sicuramente il primo dei semifreddi della storia.

Risale, secondo chi la sa lunga, al Buontalenti, l’inventore del gelato o meglio, del semifreddo, in quanto l’egregio Architetto pensò di usare la neve ed il ghiaccio natuli, conservati in quei tempi lontani quando mancavano i frigoriferi, in profonde buche esposte al nord, non tanto per migliorare i sorbetti ma proprio per ghiacciare una crema dolce.

Pare che, usando del comune sale da cucina riuscisse ad abbassare tanto la temperatura dello stesso ghiaccio da gelare quando lo si mettesse a contatto. Si dice che il primo zuccotto nascesse dentro un "elmo".

Da questo il termine "zuccotto" come si chiamavano allora quei piccoli elmi chiodati usati dalla fanteria dell’epoca.

La Ricetta.

I Cantucci rappresentano una delle migliori espressioni della biscotteria toscana.


I cantucci rappresentano una delle migliori espressioni della biscotteria toscana, ma non solo toscana, italiana.

La loro origine e storia non è così certa e chiara come si potrebbe pensare e lo stesso si può dire della ricetta che nel tempo ha subito non poche rivisitazioni.

Qualche nota storica però c’è: l’Accademia della Crusca nel 1691 ne diede la seguente definizione "biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d'uovo". A quel tempo i più famosi cantucci erano prodotti a Pisa e non contenevano mandorle che comparvero solo in un secondo momento in alcune varianti, quali i "biscottelli" dell'epoca di Caterina de' Medici, dalla seconda metà dell’800 però la mandorla divenne l’ingrediente caratterizzante dei cantucci.

La prima ricetta documentata è un manoscritto, conservato nell'archivio di stato di Prato, di Amadio Baldanzi, un erudito pratese del XVIII secolo.

La Ricetta.


Copate di Siena dolce a base di mandorle dall'aspetto e dal sapore vagamente conventuale.

E' uno dei dolci meno conosciuti tra i prodotti dolciari natalizi senesi, eppure è una squisitezza tra le più costose. Detta anche cupata (dall’arabo “qubbiat”, mandorlato), è un antichissimo, piccolo dolce rotondo toscano, specialità della zona di Siena.

Chiaro o scuro, è a base di croccante preparato con miele, noci e anice e racchiuso tra due ostie.
Con ricette poco variate si preparano dolci simili anche in altre regioni italiane: cubbaita in Sicilia ,copete in Basilicata, copeta o cupeta in Puglia, cuppet in Lombardia.

La Ricetta.

Brigidini tipici dolci di Lamporecchio, località in provincia di Pistoia.


I Brigidini sono dei tipici dolci di Lamporecchio, località in provincia di Pistoia. Sono delle cialde color giallo-arancio molto friabili e abbastanza grandi, circa sette centimetri di diametro. Gli ingredienti sono: zucchero, farina, uova ed essenza liquida di anice, anche se nelle ricette tradizionali e casalinghe si possono usare i semi.

Questo dolce è reperibile nella quasi totalità delle fiere, manifestazioni e sagre toscane, nei Luna Park, eccetera, venduto da ambulanti che lo preparano all'istante tramite apposita macchina confezionandolo in un tipico sacchetto trasparente dalla forma stretta e molto allungata.

L'origine di questo dolce pare derivi da uno sbaglio fatto durante le preparazione di ostie in un convento locale di monache devote a Santa Brigida, monache brigidine appunto, da cui anche l'origine del nome.

La Ricetta.




Panforte tipico dolce natalizio senese, dalle antiche origini.


Il panforte è un tipico dolce natalizio senese, dalle antiche origini (a quel tempo veniva chiamato Pane Natalizio o Pane Aromatico o Pan Pepatus).

Una delle tante leggende esistenti sulla creazione del panforte, narra che, nella notte della nascita di cristo, un povero pastorello giunse alla grotta e vedendo tutti porgere doni, porse il suo unico pezzo di pane nero a S Giuseppe, che ringraziandolo, lo spezzò restituendogliene metà. 

Tornato a casa il fanciullo posò sulla tavola, il pezzo di pane che si trasformò miracolosamente in un dolce di pregio ricco di miele, spezie e frutta. Un'altra leggenda ne attribuisce l'invenzione alla suora di un convento, che un giorno trovò tutti i sacchetti contenenti le mandorle, lo zucchero, le spezie,rosicchiati dai topi, con la conseguenza che tutti questi ingredienti si erano mescolati tra di loro.

Disperata la suora per rimediare e non subire un grave richiamo da parte della Superiora madre, raccolse il tutto, lo mise in un tegame sul fuoco, aggiunse il miele, poi dopo aver fatto amalgamare il tutto, versò il composto su di una grande ostia. La suora ricevette da parte della superiora e le altre sorelle infinite lodi, non solo per la bontà del dolce, ma anche per la bravura nel gestire l'imprevisto.

La Ricetta.


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1 commento:

  1. Bellissimo il post e il blog, non lo conoscevo. Da oggi in poi lo seguo tra i miei preferiti. Complimenti e auguri per il nuovo anno.

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