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giugno 25, 2026

Sacripantina | La Mia Liguria

E qui è importante fare una distinzione rispetto a semifreddi e dolci al cucchiaio: la Liguria non ha una grande tradizione di "creme dolci" autonome come, per esempio, la crema pasticcera piemontese o la crema emiliana. Le creme liguri sono soprattutto componenti di dolci più complessi, oppure preparazioni domestiche in cui latte, uova e zucchero vengono trasformati in dessert.

Le preparazioni più significative da prendere in considerazione sono quindi:

  1. la crema della Sacripantina;
  2. la crema delle sciumette;
  3. la crema del latte dolce genovese;
  4. lo zabaione nelle preparazioni genovesi;
  5. le creme al burro e al cacao della pasticceria genovese;
  6. le creme utilizzate nella moderna Pànera e nei dessert freddi genovesi.azione sulla Sacripantina segnala infatti anche lo zabaione tra le possibili componenti della farcitura. il Marsala, il rum e altri vini liquorosi entrarono facilmente nella cucina di una città portuale

Fra queste, Sacripantina, sciumette e latte dolce sono le più importanti per una ricostruzione storica autenticamente ligure.


1. La crema della Sacripantina

La Sacripantina è probabilmente il dolce che meglio rappresenta la grande pasticceria genovese dell'Ottocento. Non è una crema in senso stretto, ma le sue creme sono talmente importanti da meritare di essere considerate autonomamente.

La torta fu ideata a Genova da Giovanni Preti nel 1851 ed è caratterizzata dalla forma a cupola, da strati di Pan di Spagna e da creme, tradizionalmente una chiara e una scura al cacao. VVisitgenoa+1

Origine e storia

La Sacripantina nasce nella Genova borghese dell'Ottocento, una città estremamente ricca di scambi commerciali e culturali.

Giovanni Preti la crea nel 1851 nella propria pasticceria. Il nome deriva da Sacripante, personaggio dell'Orlando furioso di Ludovico Ariosto. GGambero Rosso+1

È interessante perché rappresenta un cambiamento rispetto ai dolci liguri più antichi.

Il pandolce, i canestrelli e gli altri prodotti tradizionali sono basati soprattutto su ingredienti semplici e conservabili.

La Sacripantina appartiene invece alla pasticceria professionale urbana:

  • Pan di Spagna;
  • burro;
  • zucchero;
  • cacao;
  • liquori;
  • creme;
  • frutta secca.

È quindi una preparazione decisamente più ricca.

Che crema contiene?

La versione classica presenta principalmente:

  • crema al burro bianca;
  • crema al burro scura al cacao o cioccolato.

Le creme vengono alternate al Pan di Spagna, che viene generalmente bagnato con Marsala e/o rum, secondo le diverse ricostruzioni della ricetta. LLa Cucina Italiana+1

La crema chiara è morbida, grassa e vanigliata; quella scura aggiunge invece:

  • cacao;
  • cioccolato;
  • talvolta nocciole.

Il risultato è una crema molto più ricca e burrosa di una normale crema pasticcera.


2. Crema al burro della Sacripantina

Questa è probabilmente la crema più rappresentativa della pasticceria genovese ottocentesca.

Ingredienti

Una ricostruzione casalinga può utilizzare:

  • 250 g di burro morbido;
  • 180-200 g di zucchero a velo;
  • 2 tuorli;
  • vaniglia;
  • 1-2 cucchiai di Marsala.

Per la versione scura:

  • 25-30 g di cacao amaro;

oppure:

  • 50-60 g di cioccolato fondente fuso.
Preparazione

Il burro deve essere molto morbido ma non sciolto.

Si lavora con lo zucchero fino a ottenere una crema liscia e spumosa.

Si incorporano gradualmente i tuorli e infine la vaniglia e il Marsala.

Per ottenere la crema scura si incorpora il cacao setacciato oppure il cioccolato fondente precedentemente fuso e raffreddato.

Caratteristiche

È una crema:

grassa → vellutata → molto aromatica → poco acquosa.

Ed è proprio questa struttura che le permette di reggere il peso del Pan di Spagna e di creare la caratteristica cupola.


3. La crema delle sciumette

Se la crema della Sacripantina rappresenta la pasticceria professionale e borghese, quella delle sciumette rappresenta invece la cucina domestica genovese.

Le sciumette sono piccole nuvole di albume montato cotte nel latte e servite su una crema preparata utilizzando il latte di cottura e i tuorli. Sono una specialità oggi poco conosciuta e tradizionalmente legata anche al Carnevale. GGambero Rosso+1

È una preparazione particolarmente intelligente perché praticamente non spreca nulla dell'uovo:

albumi → sciumette

tuorli → crema

latte → cottura + base della crema

È una caratteristica tipica della cucina domestica tradizionale.


La crema delle sciumette

La crema può essere aromatizzata con:

Preparazione
Caratteristiche

È una crema:


3. La crema delle sciumette

tuorli → crema


La crema delle sciumette

  • vaniglia;
  • cannella;
  • scorza di limone;
  • pistacchio;
  • altra frutta secca.

Le versioni documentate della tradizione genovese prevedono in particolare pistacchi, vaniglia e cannella. GGambero Rosso

Ingredienti

Per circa 6 persone:

  • 1 litro di latte;
  • 4-6 tuorli;
  • 100-120 g di zucchero;
  • 30-40 g di pistacchi;
  • vaniglia;
  • cannella;
  • eventualmente 20-30 g di farina o amido per una crema più stabile.
Preparazione
  1. Si fa bollire il latte.
  2. Una parte viene utilizzata per cuocere le sciumette.
  3. Si prepara una miscela di tuorli e zucchero.
  4. Si aggiunge gradualmente il latte.
  5. Si aromatizza con vaniglia e pistacchio.
  6. Si cuoce dolcemente fino a raggiungere una consistenza cremosa.
  7. Si filtra.
  8. La crema viene versata nel piatto.
  9. Sopra vengono adagiate le sciumette.
  10. Si completa con cannella.

La cosa interessante è che non è una crema pasticcera classica: è una crema più fluida e delicata, concepita per accompagnare i fiocchi di albume. GGambero Rosso


4. Perché le sciumette sono così importanti

Dal punto di vista storico, sono forse più interessanti di molti dolci liguri oggi più famosi.

Il loro procedimento è vicino a quello delle îles flottantes francesi: albume montato cotto in un liquido e servito sopra una crema. Questo non significa però che le sciumette derivino necessariamente direttamente dalla cucina francese; la documentazione non permette di stabilire una derivazione precisa. GGambero Rosso

La loro struttura appartiene piuttosto a una famiglia europea di preparazioni a base di:

latte + uova + zucchero.

La versione ligure conserva però una propria identità attraverso gli aromi e la tecnica.


5. La crema del latte dolce genovese

Questa è un'altra preparazione fondamentale.

Il latte dolce genovese è una crema molto densa che, una volta raffreddata, viene tagliata a rombi, impanata e fritta.

Quindi il prodotto finale non è una crema al cucchiaio; la crema è però il cuore stesso del dolce. Il Comune di Genova lo definisce una preparazione della tradizione popolare genovese, croccante fuori e cremosa dentro. VVisitgenoa

Origine

È un dolce della cucina popolare genovese.

La logica è molto diversa da quella della Sacripantina.

Non abbiamo una sofisticata crema di pasticceria: abbiamo una preparazione basata su ingredienti semplicissimi:

  • latte;
  • farina;
  • uova;
  • zucchero;
  • limone.

La crema viene cotta fino a diventare così consistente da poter essere tagliata con il coltello. VVisitgenoa


6. Ricetta della crema per il latte dolce

La ricetta tradizionale riportata da Visit Genoa utilizza: VVisitgenoa

  • 1 litro di latte;
  • 150 g di farina;
  • 150 g di zucchero;
  • 6 uova;
  • scorza di 1 limone;
  • 100 g di pangrattato;
  • olio per friggere.
Preparazione

Si stempera la farina nel latte freddo.

Si porta il composto sul fuoco.

Si aggiungono:

  • zucchero;
  • scorza di limone;
  • quattro uova sbattute.

Si cuoce continuando a mescolare fino a ottenere una crema molto densa e consistente. VVisitgenoa

La crema viene quindi stesa a circa un centimetro di spessore e lasciata raffreddare.

Una volta solidificata:

Una volta solidificata:

  1. si taglia a rombi;
  2. si passa nell'uovo;
  3. si passa nel pangrattato;
  4. si frigge;
  5. si serve caldo.

Questa preparazione è un esempio straordinario di trasformazione della crema in dolce fritto.


7. Lo zabaione nella tradizione genovese

Lo zabaione non è un'invenzione esclusivamente ligure, quindi bisogna evitare di presentarlo come "crema tipica ligure" in senso stretto.

Tuttavia compare nella tradizione della pasticceria genovese, in particolare in alcune varianti della Sacripantina e di altre preparazioni ricche. La documentazione sulla Sacripantina segnala infatti anche lo zabaione tra le possibili componenti della farcitura. GGambero Rosso+1

Ricetta classica

Per 4 persone:

7. Lo zabaione nella tradizione genovese

Ricetta classica

Per 4 persone:

  • 4 tuorli;
  • 80 g di zucchero;
  • 80 ml di Marsala.

Si montano tuorli e zucchero fino a ottenere un composto chiaro.

Si aggiunge il Marsala.

Si cuoce a bagnomaria, montando continuamente con una frusta.

La crema deve diventare:

  • gonfia;
  • spumosa;
  • lucida;
  • sufficientemente densa da velare il cucchiaio.
Perché è interessante in Liguria?

Perché il Marsala, il rum e altri vini liquorosi entrarono facilmente nella cucina di una città portuale come Genova.

Lo zabaione rappresenta quindi bene l'aspetto cosmopolita della pasticceria genovese ottocentesca.


8. Crema al cacao e nocciole

Questa è un'altra componente importante della pasticceria genovese, soprattutto nella Sacripantina.

La ricetta tradizionale viene descritta come una crema al burro al cacao e nocciole. IIl Tigullio+1

È una crema particolarmente interessante perché mette insieme ingredienti caratteristici della pasticceria dell'Italia nord-occidentale:

burro + nocciola + cacao + zucchero.

Non è una moderna crema spalmabile alla nocciola: è una crema da farcitura, molto più burrosa e compatta.

Una versione tradizionale
  • 200 g di burro;
  • 120 g di zucchero a velo;
  • 30 g di cacao;
  • 50 g di nocciole tostate finemente macinate;
  • 1 tuorlo;
  • 1 cucchiaio di Marsala.

Si monta il burro con lo zucchero.

Si aggiungono cacao e nocciole.

Si incorpora il tuorlo e infine il Marsala.

Il risultato deve essere una crema densa e facilmente spalmabile, adatta a essere alternata al Pan di Spagna.


9. Crema pasticcera: importante, ma non propriamente "ligure"

Qui farei una distinzione molto netta.

La crema pasticcera è naturalmente presente nella pasticceria ligure, soprattutto moderna, e viene utilizzata in:

  • torte;
  • bignè;
  • crostate;
  • cannoncini;
  • dolci da pasticceria.

Ma non è una specialità originariamente ligure.

Perciò, se stiamo cercando le "creme dolci più rappresentative della Liguria", non la metterei allo stesso livello della crema della Sacripantina o delle sciumette.

È invece importante come tecnica di base della pasticceria regionale contemporanea.


10. Crema alla Pànera

Anche qui bisogna fare una distinzione.

La Pànera tradizionale è una preparazione fredda a base di panna, caffè e zucchero. Non è una "crema ligure" nel senso classico della crema pasticcera.

Il suo interesse risiede proprio nella sua struttura:

panna → infusione di caffè → zucchero → raffreddamento/mantecazione.

Quindi la Pànera può essere vista come una sorta di crema fredda montata/mantecata, ma storicamente è meglio conservarne il nome e l'identità specifici.

Il Comune di Genova la identifica infatti come specialità tipica genovese. VVisitgenoa


11. Una classificazione delle creme liguri

Se dovessimo ordinare le preparazioni per importanza storica, farei questa distinzione:

Preparazione
Zona
Periodo
Tipo
Importanza

Crema della Sacripantina
Genova
XIX sec.
Crema al burro
⭐⭐⭐⭐⭐

Crema delle sciumette
Genova
Tradizione antica
Crema al latte/uovo
⭐⭐⭐⭐⭐

Crema del latte dolce
Genova
Tradizione popolare
Crema al latte
⭐⭐⭐⭐⭐

Crema al cacao e nocciole
Genova
XIX-XX sec.
Crema al burro
⭐⭐⭐⭐

Zabaione
Genova/Liguria
Tradizione europea
Crema all'uovo
⭐⭐⭐

Pànera
Genova
XIX sec.
Crema fredda
⭐⭐⭐⭐⭐

Crema pasticcera
Liguria
Tradizione moderna
Crema all'uovo
⭐⭐⭐


12. Le tre creme che raccontano meglio la Liguria

Se l'obiettivo è una ricostruzione storica e gastronomica, io sceglierei soprattutto queste tre.

Crema della Sacripantina — Genova borghese

Burro + zucchero + uova + cacao + nocciole + liquore

Rappresenta la pasticceria cittadina dell'Ottocento, ricca e sofisticata.

La Sacripantina, nata nel 1851, è oggi considerata un'icona della pasticceria genovese. VVisitgenoa

Crema delle sciumette — Genova domestica

Latte + tuorli + zucchero + pistacchio + aromi

Rappresenta la cucina domestica, il recupero degli ingredienti e una concezione molto elegante del dolce povero.

Crema del latte dolce — Genova popolare

Latte + farina + uova + zucchero + limone

Rappresenta la cucina popolare genovese, dove una semplice crema diventa qualcosa di completamente diverso attraverso la frittura. VVisitgenoa


13. La vera peculiarità delle creme liguri

La cosa più interessante, secondo me, è che la Liguria non costruisce la propria identità dolciaria intorno alla crema.

In altre regioni troviamo dolci in cui la crema è il protagonista assoluto.

In Liguria, invece, la crema tende a essere uno strumento di trasformazione:

  • nella Sacripantina, unisce gli strati di Pan di Spagna;
  • nelle sciumette, accoglie le "nuvole" di albume;
  • nel latte dolce, diventa una massa da tagliare e friggere;
  • nella Pànera, diventa un dessert freddo al caffè;
  • nello zabaione, diventa una farcitura o un accompagnamento.

È una concezione molto ligure: pochi ingredienti, trasformati attraverso tecnica e contrasto di consistenze.

E c'è un'altra caratteristica comune: l'uovo viene sfruttato quasi integralmente. Nelle sciumette, per esempio, l'albume diventa il componente soffice e il tuorlo la crema; nel latte dolce l'uovo contribuisce invece alla struttura della crema e alla panatura finale. GGambero Rosso+1

In sintesi

Se dovessi preparare una "carta delle creme dolci tradizionali liguri" realmente fedele alla storia regionale, non metterei una lunga lista di creme moderne. Metterei:

  1. Crema al burro bianca della Sacripantina
  2. Crema al cacao e nocciole della Sacripantina
  3. Crema al latte, tuorli e pistacchio delle sciumette
  4. Crema del latte dolce genovese
  5. Zabaione al Marsala della tradizione genovese
  6. Pànera, considerata come specialità cremosa fredda autonoma.

La Sacripantina rappresenta la Liguria elegante e borghese dell'Ottocento; le sciumette la cucina domestica antica; il latte dolce la cucina popolare; la Pànera la cultura genovese dei dessert freddi. Insieme raccontano molto meglio l'identità dolciaria ligure di una generica lista di creme pasticcere.

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marzo 25, 2026

Crema Gianduja – Maison della Nocciola

La tradizione piemontese delle creme dolci è particolarmente interessante perché nasce dall'incontro di due grandi filoni gastronomici: da una parte la pasticceria di corte e dei caffè storici di Torino, dall'altra la cultura contadina delle Langhe e delle colline, basata su nocciole, latte, uova, miele e vini aromatici.

Il Piemonte possiede infatti una tradizione dolciaria costruita intorno a ingredienti come latte e latticini, uova, miele, nocciole, castagne, frutta e vini aromatici. PPiemonte Italia

Se dobbiamo individuare le creme più rappresentative, metterei al primo posto:

  1. Crema Gianduja
  2. Zabaione piemontese (Sambajon)
  3. Crema pasticcera piemontese
  4. Crema di nocciole
  5. Crema al cioccolato piemontese
  6. Crema di marroni
  7. Crema al Moscato
  8. Creme a base di panna e latte utilizzate nella panna cotta e nella pasticceria piemontese

Una precisazione: alcune di queste preparazioni sono specificamente piemontesi, mentre altre appartengono alla pasticceria italiana generale ma in Piemonte hanno sviluppato caratteristiche e abbinamenti propri. È soprattutto il caso della crema pasticcera.


1. Crema Gianduja

La crema che più di tutte rappresenta il Piemonte

Se dovessimo scegliere una sola crema come simbolo della pasticceria piemontese, sceglierei la crema Gianduja.

Il suo carattere deriva dall'incontro di:

cioccolato + cacao + nocciole piemontesi.

È l'espressione cremosa della stessa tradizione che ha prodotto il giandujotto, nato a Torino nel XIX secolo.

La storia del gianduia è legata alla difficoltà di approvvigionamento del cacao durante il periodo napoleonico: i cioccolatieri torinesi iniziarono a utilizzare una maggiore quantità di nocciole tostate e macinate per integrare il cacao. Il giandujotto venne ufficialmente creato a Torino nel 1865. TTurismo Torino+1

Caratteristiche

La vera crema Gianduja deve essere:

  • liscia;
  • molto aromatica;
  • cremosa;
  • con intenso profumo di nocciola tostata;
  • equilibrata tra cacao e nocciola;
  • non eccessivamente dolce.

La nocciola non è semplicemente un'aggiunta: è parte fondamentale dell'identità del gianduia.

Ricetta casalinga della crema Gianduja

Ingredienti

  • 150 g di nocciole piemontesi tostate
  • 150 g di cioccolato al latte
  • 50 g di cioccolato fondente
  • 80 g di zucchero a velo
  • 30 g di burro di cacao oppure 30 gontese viene utilizzata nella produzione di cioccolato, praline e creme e costituisce uno degli elementi più caratteristici della di burro
  • 1 cucchiaino di cacao amaro
  • vaniglia
Preparazione
  1. Tostare le nocciole a circa 160 °C per 10-15 minuti.
  2. Strofinarle per eliminare parte della pellicina.
  3. Frullarle a lungo fino a trasformarle in una pasta oleosa.
  4. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria.
  5. Unire la pasta di nocciole, il cacao e lo zucchero.
  6. Aggiungere il burro di cacao.
  7. Frullare fino a ottenere una crema perfettamente liscia.
  8. Lasciare raffreddare.

La crema può essere utilizzata per farcire torte, bignè, crostate, biscotti e pan di Spagna, oppure semplicemente spalmata sul pane.

La cultura torinese contemporanea continua a considerare la crema Gianduja e le creme spalmabili alla nocciola una parte importante della tradizione cioccolatiera locale. TTurismo Torino+1


2. Zabaione piemontese: il "Sambajon"

La crema storica di Torino

Lo zabaione, in piemontese sambajon, è probabilmente la crema dolce piemontese con la storia più affascinante.

È preparato con:

  • tuorli;
  • zucchero;
  • vino dolce.

Nella versione piemontese il vino tradizionalmente più caratteristico è il Moscato.

Origine

La sua origine è oggetto di diverse interpretazioni e racconti.

Una famosa tradizione torinese collega lo zabaione a San Pasquale Baylon, frate spagnolo giunto a Torino nel XVI secolo. Secondo la leggenda, Baylon avrebbe suggerito alle donne una crema a base di tuorli, zucchero e vino.

Da San Baylon sarebbe derivato il nome piemontese Sambajon.

La stessa fonte istituzionale piemontese precisa però che si tratta di una leggenda: è invece documentata la relazione tradizionale tra il nome e San Baylon. PPiemonte Italia

Caratteristiche

È una crema:

La crema storica di Torino

Da San Baylon sarebbe derivato il nome piemontese Sambajon.

Caratteristiche
  • calda;
  • spumosa;
  • vellutata;
  • intensamente aromatica;
  • leggermente alcolica;
  • caratterizzata dal profumo del vino.

A Torino lo zabaione appartiene anche alla cultura dei caffè storici, insieme a cioccolata calda e bicerin. TTurismo Torino

Ricetta tradizionale

Per 4 persone

  • 4 tuorli
  • 80 g di zucchero
  • 80 ml di Moscato d'Asti
Preparazione
  1. Mettere i tuorli in una ciotola.
  2. Aggiungere lo zucchero.
  3. Montare con una frusta.
  4. Aggiungere gradualmente il Moscato.
  5. Cuocere a bagnomaria, continuando a montare.
  6. Quando la crema diventa gonfia e vellutata, togliere dal fuoco.
  7. Servire immediatamente.

È straordinario con:

  • torta di nocciole;
  • savoiardi;
  • biscotti;
  • panettone;
  • frutta;
  • gelato alla vaniglia.

3. Crema pasticcera piemontese

La crema pasticcera non è un'invenzione esclusivamente piemontese, quindi sarebbe scorretto definirla una specialità nata in Piemonte.

Tuttavia ha un ruolo fondamentale nella pasticceria piemontese, soprattutto nella tradizione delle pasticcerie torinesi.

Viene utilizzata per:

  • bignè;
  • crostate;
  • cannoncini;
  • torte;
  • diplomatici;
  • pasticceria mignon;
  • frittelle ripiene.

La pasticceria piemontese comprende storicamente una grande varietà di torte, bignè, pasticcini e creme. TTurismo Torino

Ricetta
  • 500 ml di latte intero
  • 4 tuorli
  • 120 g di zucchero
  • 40 g di amido di mais
  • vaniglia
  • scorza di limone
Preparazione

Scaldare il latte con vaniglia e scorza di limone.

Lavorare i tuorli con lo zucchero, aggiungere l'amido e versare lentamente il latte caldo.

Riportare tutto sul fuoco e cuocere mescolando continuamente fino a quando la crema si addensa.

Raffreddare rapidamente coprendo con pellicola a contatto.

Versione piemontese

Per renderla più caratteristica del territorio si può aggiungere:

  • nocciola Piemonte;
  • cioccolato gianduia;
  • Moscato;
  • liquore piemontese.

4. Crema di nocciole

Questa è un'altra preparazione fondamentale per capire la cultura dolciaria piemontese.

La crema di nocciole nasce dalla straordinaria importanza della nocciola delle Langhe nella pasticceria regionale.

La nocciola piemontese viene utilizzata nella produzione di cioccolato, praline e creme e costituisce uno degli elementi più caratteristici della cultura dolciaria torinese e delle Langhe. TTurismo Torino+1

Ricetta tradizionale casalinga
  • 200 g di nocciole tostate
  • 100 g di zucchero
  • 100 g di cioccolato fondente
  • 50 g di cioccolato al latte
  • 100 ml di latte
  • 20 g di burro

Frullare le nocciole fino a ottenere una pasta. Sciogliere i cioccolati con il latte e il burro, aggiungere la pasta di nocciole e frullare fino a ottenere una crema omogenea.

La differenza rispetto a una semplice crema al cioccolato è evidente: la nocciola deve essere protagonista.


5. Crema al cioccolato piemontese

Torino ha una tradizione secolare nella lavorazione del cioccolato: il cacao arrivò alla corte sabauda già nel XVII secolo, mentre nell'Ottocento la città divenne uno dei grandi centri della cioccolateria italiana. TTurismo Torino+1

Per questo le creme al cioccolato sono particolarmente rappresentative della pasticceria torinese.

Ricetta
  • 500 ml di latte
  • 4 tuorli
  • 100 g di zucchero
  • 40 g di amido
  • 100 g di cioccolato fondente
  • 20 g di cacao amaro
  • vaniglia

Preparare una crema pasticcera classica, aggiungendo cacao e cioccolato durante la cottura.

Il risultato è una crema densa, lucida e molto intensa.

Variante piemontese

Per trasformarla in una crema decisamente più territoriale:

100 g di cioccolato + 50 g di pasta di nocciole piemontesi.

In questo modo ci si avvicina alla famiglia delle creme gianduia.


6. Crema di marroni

La crema di marroni è legata alla tradizione piemontese delle castagne, soprattutto nelle zone montane e del Cuneese.

È particolarmente interessante perché permette di trasformare un prodotto tradizionalmente autunnale in un ingrediente per dessert invernali.

Ingredienti
  • 500 g di marroni cotti e pelati
  • 250 g di zucchero
  • 150 ml di acqua
  • vaniglia
  • scorza d'arancia
Preparazione

Cuocere zucchero e acqua fino a ottenere uno sciroppo. Aggiungere i marroni precedentemente lessati e passati al setaccio.

Cuocere lentamente per circa 30 minuti, aggiungendo vaniglia e scorza d'arancia.

Frullare fino a ottenere una crema liscia.

È ideale per:

  • tronchetto di Natale;
  • crostate;
  • bicchierini;
  • panna montata;
  • marron glacé.

7. Crema al Moscato

È una crema più semplice e meno "iconica" delle precedenti, ma molto interessante perché valorizza uno dei vini più importanti del Piemonte.

La si può preparare come una crema pasticcera aromatizzata al Moscato d'Asti.

Ricetta
  • 4 tuorli
  • 100 g di zucchero
  • 30 g di amido
  • 250 ml di latte
  • 100 ml di Moscato d'Asti
  • vaniglia

Scaldare latte e vaniglia.

Lavorare tuorli, zucchero e amido. Aggiungere latte caldo e Moscato, quindi cuocere lentamente fino ad addensamento.

È particolarmente indicata con:

  • torta di nocciole;
  • pesche;
  • pere;
  • biscotti piemontesi;
  • panettone e colomba.

8. Crema Chantilly al cioccolato

Nella pasticceria torinese moderna troviamo anche creme a base di panna e cioccolato.

Un esempio significativo è la tradizione delle pasticcerie storiche di Torino: Pfatisch Torino propone, tra le proprie specialità, pasticceria fresca e torte; tra le creazioni storiche viene ricordato il Festivo, torta nata negli anni Sessanta con meringa al cacao e crema chantilly al cioccolato. TTurismo Torino

Ricetta base
  • 250 ml di panna
  • 100 g di cioccolato fondente
  • 20 g di zucchero a velo

Frullare fino a ottenere una crema liscia.

È ideale per:


Sciogliere il cioccolato, lasciarlo intiepidire e incorporarlo delicatamente alla panna montata.

È una crema molto adatta a torte al cioccolato, meringhe e dessert moderni.


9. Crema e panna nella tradizione della panna cotta

La panna cotta è oggi uno dei dessert italiani più conosciuti, e il Piemonte è tradizionalmente indicato come una delle sue terre d'origine.

È una preparazione completamente diversa dallo zabaione: non contiene uova e si basa principalmente su panna, zucchero e gelificante.

Ricetta piemontese

Per 4 persone

Sciogliere il cioccolato, lasciarlo intiepidire e incorporarlo delicatamente alla panna montata.

  • 500 ml di panna fresca
  • 80 g di zucchero
  • vaniglia
  • 6-8 g di gelatina alimentare
Preparazione
  1. Ammollare la gelatina in acqua fredda.
  2. Scaldare la panna con zucchero e vaniglia senza farla bollire.
  3. Strizzare la gelatina.
  4. Scioglierla nella panna calda.
  5. Versare negli stampini.
  6. Refrigerare per almeno 4-5 ore.

Tradizionalmente può essere accompagnata da:

  • caramello;
  • frutti di bosco;
  • cioccolato;
  • nocciole;
  • miele.

10. Quali sono davvero le creme più "piemontesi"?

È utile fare una distinzione tra creme nate o fortemente caratterizzate in Piemonte e creme semplicemente molto utilizzate nella pasticceria regionale.

Crema
Legame con il Piemonte
Ingrediente caratterizzante

Gianduja
⭐⭐⭐⭐⭐
Nocciole + cacao

Zabaione/Sambajon
⭐⭐⭐⭐⭐
Tuorlo + zucchero + Moscato

Crema di nocciole
⭐⭐⭐⭐⭐
Nocciole delle Langhe

Crema al cioccolato
⭐⭐⭐⭐
Cioccolato torinese

Crema di marroni
⭐⭐⭐⭐
Castagne

Crema al Moscato
⭐⭐⭐⭐
Moscato d'Asti

Panna cotta
⭐⭐⭐⭐
Panna

Crema pasticcera
⭐⭐⭐
Tradizione delle pasticcerie

Chantilly al cioccolato
⭐⭐⭐
Pasticceria torinese moderna

Le tre creme fondamentali

Se il tuo lavoro riguarda l'identità gastronomica piemontese, concentrerei l'attenzione soprattutto su queste tre:

Crema Gianduja

È la crema che meglio rappresenta il rapporto tra Torino, cioccolato e nocciola. Il gianduia è infatti uno dei simboli assoluti della cioccolateria torinese. TTurismo Torino+1

Zabaione / Sambajon

È la crema storica legata alla tradizione torinese, ai caffè storici e al vino piemontese. La tradizione la collega alla figura di San Pasquale Baylon. PPiemonte Italia+1

Crema di nocciole

È quella che meglio rappresenta il territorio delle Langhe, perché valorizza direttamente una delle materie prime più importanti della regione.

In definitiva, la storia delle creme piemontesi può essere letta attraverso tre grandi ingredienti:

Nocciola → Gianduja → Torino/Langhe

Uovo + zucchero + vino → Zabaione → tradizione sabauda e torinese

Latte + panna → creme e panna cotta → cultura lattiero-casearia piemontese

Ed è proprio questo legame tra materia prima, territorio e pasticceria che rende la crema piemontese particolarmente interessante: non è soltanto una preparazione dolce, ma il punto d'incontro tra la tradizione delle Langhe, la cultura della corte sabauda e la grande scuola dei pasticceri e cioccolatieri di Torino.

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marzo 23, 2022

Una torta ricca ha bisogno di un ripieno spettacolare.

Quindi oggi condivido una ricetta abbastanza semplice da realizzare e perfetta per farcire.

Persino per coprire le torte.

Al posto della farina possono essere utilizzati altri addensanti come l'amido di mais o di riso. 

Può essere servita come dolce al cucchiaio oppure utilizzata come guarnizione o farcitura per torte, pan di spagna, cannoli, bignè e svariati altri prodotti di pasticceria.

La Ricetta.

Ecco la ricetta della Crema Pasticcera al Cioccolato passo a passo.

Ne esistono molte varianti: la crema diplomatica, che si ottiene amalgamando panna montata, la crema al limone, profumata con una scorza di agrume, la crema alla vaniglia, aromatizzata con vaniglia (o in alternativa con vanillina), crema inglese (come la pasticcera ma senza farina o altri addensanti) o, infine, la crema al cacao.

  • 60 g di farina
  • 300 ml di latte
  • 100 g di zucchero
  • 30 g di cacao in polvere
  • 20 g di burro
  • 1 cucchiaino di vaniglia

  • Aggiungere il cacao in polvere e lo zucchero al latte e mescolare.
  • Portare a ebollizione a fuoco molto basso.
  • In una piccola ciotola mescolate 30 ml di acqua con i 60 g di farina.
  • Aggiungere la miscela di acqua e farina nella pentola e mescolare bene con una frusta.
  • La crema si addenserà e quando sarà bollente è ora di spegnerla. 
  • Aggiungere l'essenza di vaniglia e il burro per dare lucentezza alla crema.

Ti mostro anche come viene farcita e ricoperta una torta con questa deliziosa crema.

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dicembre 21, 2017

I Dolci al Cucchiaio un modo creativo per lasciare tutti a bocca aperta

Per concludere nel più dolce dei modi la cena di Vigilia o  il Pranzo di Natale perché non preparare un buonissimo dessert al cucchiaio?

Ricotta, mascarpone, crema di ricotta, un pizzico di fantasia e creatività e naturalmente le ricette facili e veloci che abbiamo preparato per voi: scoprile tutte, scegli la tua preferita e farai un figurone!

Leggi consigli, ingredienti, tempi e modalità di preparazione delle nostre gustosissime ricette dolci al cucchiaio facili e veloci.
dolci-al-cucchiaio

Speciale Dolci al Cucchiaio Natalizi.

10 ricette veloci e semplici per un dessert natalizio raffinato.
Leggi anche: I Dolci Tradizionali del Natale: Fruit Pizza Dolce crema, ricotta e prugne caramellate.

Stelle di cheesecake al mascarpone e cioccolato.

Stelle di cheesecake al mascarpone e cioccolato

Budino di pane e fichi.

budino di pane e fichi

Charlotte al caffè e cioccolato, una sublime bontà.

charltte al caffè e cioccolato



Tiramisù ai lamponi con armagnac.

tiramisu ai lamponi

Mousse di cioccolato e melanzana.

mousse, cioccolato e melanzana

Cheesecake alla mela verde.

Cheesecake alla mela verde

Monte Bianco, un classico della pasticceria francese in versione veloce.


Semifreddo alla vaniglia e cioccolato.

semifreddo_alla_vaniglia_e_cioccolato

Cremosa arancia e caramello.

Budino di mele golden al Calvados e mandorle


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Speciale Dolci al Cucchiaio Natalizi, 10 ricette veloci e semplici per un dessert raffinato.Twitta
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dicembre 14, 2017

Ecco la ricetta della Crema in Coppa Geraldine, arricchita con amarene e croccante di mandorle.

Luci, colori, regali, incenso profumato e tavole imbandite…

Le festività di fine anno sono un periodo meraviglioso per stare al calduccio e darsi da fare in cucina per preparare dolci tipici e tradizionali come il panettone o il tronchetto.

E per farti assaporare tutta la dolcezza del Natale,  abbiamo raccolto deliziose ricette di torte o dolcetti che puoi preparare per tutta la famiglia, così quest’anno, scambiarsi gli auguri sarà un momento ancora più gustoso.

Siete curiosi di provarla?


La Ricetta.

Il Natale 2017 è ormai alle porte!





In questa pagina troverete la ricetta per preparare una golosissima crema in coppa Geraldine.

Ingredienti.

per 8 persone
350 g di mascarpone
5 uova
75g di zucchero
200g di amarene con scriroppo
160g di croccante con mandorle
50g di cioccolato fondente
25g di Kirsch
4/5 savoiardi
Come preparare delle belle e gustosissime fragole al cioccolato e rum.Twitta

Preparazione.

 30'
  • Prima di iniziare a preparare la ricetta, è importante adottare qualche piccolo accorgimento per avere il miglior risultato:
  • assicuratevi di tirar fuori dal frigo il mascarpone circa 30 minuti prima della preparazione;
  • assicuratevi che le uova siano a temperatura ambiente prima di iniziare la preparazione.
  • Distribuire sul fondo delle coppe le amarene con lo sciroppo, tenendone 7 a parte.
  • Amalgamare bene il mascarpone con le uova e lo zucchero.
  • Poi mescolate il cioccolato fondente a pezzettini.
  • Dosare 1/3 della crema sopra le amarene, posizionarvi mezzo savoiardo inzuppato di Kirsch allungato con poco sciroppo di zucchero e terminare con la crema rimasta.
  • Cospargere con una granella di croccante e decorare con mezza amarena.
  • Servire ben freddo.


    Cottura.

    10’
    • Fate cuocere per 10 minuti a 200°.
    • Quando sarà pronto, cospargete la superficie con 50 g di zucchero a velo e ricoprite con la pellicola a contatto lasciando freddare.
    • In una ciotola versate la ricotta, unite il restante zucchero a velo e le gocce di cioccolato; amalgamate bene il tutto.
    • Spalmate la crema sul pan di spagna al cioccolato e aiutandovi con la carta forno, arrotolate su sé stesso, poi avvolgete il tutto nella pellicola e ponete in frigorifero a far raffreddare per 2 ore.
    • Sciogliete a bagnomaria il cioccolato bianco, mescolando con cura fino al completo scioglimento, poi tenete da parte.
    • Servite il vostro rotolo al cioccolato facendo colare con un cucchiaio il cioccolato bianco a zig zag.

      Leggi anche: Come preparare il Moelleux au Choccolat fatto seguendo scrupolosamente la ricetta originale.






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