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febbraio 11, 2026

I dolci e dessert al forno più popolari e rappresentativi del Piemonte: origine, caratteristiche e ricette

Krumiri | Idee in pasta

La tradizione dolciaria del Piemonte è fortemente legata a nocciole, mandorle, cacao e cioccolato, castagne, uova e burro, oltre a ingredienti e tecniche della pasticceria sabauda. Tra i dolci da forno più caratteristici spiccano:

  • Baci di dama – Tortona
  • Krumiri – Casale Monferrato
  • Torta di nocciole delle Langhe – Langhe
  • Bonèt (bunet) – tradizione piemontese
  • Paste di meliga – area delle Valli di Lanzo e del Cuneese
  • Canestrelli piemontesi – diverse aree del Piemonte
  • Torta Zurigo – tradizione novarese
  • Torta di castagne – soprattutto aree montane
  • Pesche di Volpedo – provincia di Alessandria
  • Torcetti al burro – Canavese e Biellese
  • Amaretti piemontesi – soprattutto zona di Mombaruzzo

Di seguito trovi origine, caratteristiche e una ricetta tradizionale o domestica per ciascuno.

1. Baci di dama

Origine: Tortona, nell'Alessandrino, probabilmente sviluppati nella seconda metà dell'Ottocento. Il nome deriva dalla forma: due biscotti accoppiati ricordano due labbra che si incontrano in un bacio.

Caratteristiche: sono costituiti da due semisfere friabili, tradizionalmente preparate con nocciole o mandorle, unite da uno strato di cioccolato fondente.

Ricetta indicativa:

  • 150 g farina 00
  • 150 g nocciole tostate macinate
  • 150 g zucchero
  • 150 g burro
  • 150 g cioccolato fondente

Impastare rapidamente farina, nocciole, zucchero e burro freddo. Far riposare l'impasto in frigorifero, formare piccole palline e cuocerle a circa 160-170 °C finché risultano appena dorate. Raffreddarle completamente e unirle a due a due con cioccolato fuso.

2. Krumiri

Origine: Casale Monferrato, dove la tradizione li attribuisce al pasticciere Domenico Rossi nella seconda metà dell'Ottocento.

Caratteristiche: biscotti friabili a forma di bastoncino leggermente ricurvo, con superficie rigata. L'impasto è particolarmente ricco di burro e uova e non prevede necessariamente lievito.

Ricetta:

  • 300 g farina
  • 150 g burro
  • 120 g zucchero
  • 2 tuorli + 1 uovo
  • vaniglia

Lavorare burro e zucchero, aggiungere uova e farina. Trasferire l'impasto in una sac à poche con bocchetta dentellata, formare i bastoncini incurvandoli leggermente e cuocere a 180 °C fino a doratura.

3. Torta di nocciole delle Langhe

Origine: Langhe, provincia di Cuneo. È una delle espressioni più immediate della cucina dolciaria del territorio, costruita intorno alla Nocciola Piemonte IGP, soprattutto della varietà Tonda Gentile Trilobata.

Caratteristiche: torta rustica, profumata e relativamente asciutta, nella quale la nocciola costituisce il vero ingrediente protagonista. Le versioni tradizionali possono essere molto semplici e contenere pochissima farina o addirittura esserne prive.

Ricetta:

  • 200 g nocciole tostate
  • 150 g zucchero
  • 3 uova
  • 80 g burro
  • 50-80 g farina
  • 1 cucchiaino di lievito
  • un pizzico di sale

Tritare finemente le nocciole. Montare uova e zucchero, incorporare burro fuso, nocciole e farina. Versare in uno stampo imburrato e cuocere a 170 °C per circa 30-35 minuti.

4. Bonèt

Origine: antica tradizione piemontese, particolarmente legata alle Langhe e al Monferrato. È un dessert al cucchiaio, ma viene cotto in forno a bagnomaria, quindi appartiene pienamente alla grande tradizione dei dolci cotti piemontesi.

Caratteristiche: budino compatto e cremoso a base di uova, latte, cacao, amaretti e zucchero, spesso profumato con rum. Il termine bonèt indica probabilmente uno stampo tradizionale dalla forma simile a un copricapo.

Ricetta:

  • 500 ml latte
  • 4 uova
  • 100 g zucchero
  • 30 g cacao amaro
  • 100 g amaretti
  • 2 cucchiai di rum
  • zucchero per il caramello

Preparare il caramello e distribuirlo nello stampo. Sbriciolare gli amaretti, mescolarli con cacao e zucchero, quindi incorporare uova, latte e rum. Versare nello stampo e cuocere a bagnomaria a 160 °C per circa 45-50 minuti. Raffreddare e sformare.

5. Paste di meliga

Origine: Valli di Lanzo, nel Torinese, con diffusione in varie zone del Piemonte.

Caratteristiche: biscotti friabili e burrosi preparati con farina di mais fioretto, elemento che conferisce il caratteristico aroma e una consistenza leggermente granulosa. Sono ottimi con tè, caffè o vino dolce.

Ricetta:

  • 150 g farina 00
  • 150 g farina di mais fine
  • 150 g burro
  • 120 g zucchero
  • 2 tuorli
  • scorza di limone
  • vaniglia
  • sale

Impastare burro e zucchero, aggiungere i tuorli e poi le farine. Formare le ciambelline o i biscotti con una sac à poche e cuocere a 170-180 °C per 12-15 minuti.

6. Torcetti al burro

Origine: Canavese e Piemonte settentrionale; sono diffusi anche in altre regioni alpine.

Caratteristiche: piccoli biscotti lievitati, attorcigliati e ricoperti di zucchero. La caratteristica fondamentale è il contrasto tra l'esterno caramellato e l'interno morbido e burroso.

Ricetta:

  • 250 g farina
  • 100 ml acqua
  • 10 g lievito di birra
  • 100 g burro
  • 100 g zucchero
  • sale

Preparare un impasto con farina, acqua e lievito; lasciarlo lievitare. Incorporare il burro, formare cordoncini, passarli nello zucchero e richiuderli a forma di goccia. Cuocere a 180 °C per circa 15-20 minuti.

7. Amaretti di Mombaruzzo

Origine: Mombaruzzo, nell'Astigiano. Sono tra i più celebri amaretti italiani e rappresentano bene la tradizione dolciaria del Monferrato.

Caratteristiche: dolcetti morbidi preparati principalmente con mandorle, zucchero e albume. A differenza dei comuni amaretti secchi, quelli piemontesi di questa tradizione rimangono morbidi e umidi all'interno.

Ricetta:

  • 200 g mandorle pelate
  • 180 g zucchero
  • 2 albumi
  • qualche goccia di estratto di mandorla amara, facoltativa

Tritare le mandorle con lo zucchero, incorporare gradualmente gli albumi e formare piccole palline. Disporle sulla teglia e cuocere a 160-170 °C, evitando di asciugarle eccessivamente.

8. Pesche di Volpedo

Origine: Volpedo, nell'Alessandrino, celebre anche per la produzione della pesca. Il dolce nasce dall'incontro fra la tradizione pasticcera locale e la valorizce, generalmente simili a piccole brioche o biscotti morbidi, unite da una farciturazazione di questo frutto.

Caratteristiche: due mezze sfere di pasta dolce, generalmente simili a piccole brioche o biscotti morbidi, unite da una farcitura e decorate in modo da ricordare una pesca. Le versioni tradizionali possono utilizzare confettura, crema o cioccolato.

Preparazione: si realizza una pasta morbida con farina, burro, zucchero e uova, si formano piccole semisfere e si cuociono. Una volta fredde, vengono accoppiate con la farcitura, quindi immerse o spennellate con liquore e passate nello zucchero.

9. Canestrelli piemontesi

Il nome canestrello identifica diverse preparazioni regionali. In Piemonte esistono varianti particolarmente diffuse nel Biellese, nel Canavese e nelle aree montane.

Caratteristiche: sono biscotti o cialde rustiche, spesso caratterizzati da una consistenza croccante e da una marcata presenza di burro. Alcune versioni vengono cotte in appositi ferri.

Una versione semplice prevede farina, burro, zucchero, uova e scorza di limone; l'impasto viene steso, tagliato e cotto fino a ottenere una leggera doratura.


Una particolarità piemontese: il rapporto con il cioccolato

Non si può parlare della pasticceria piemontese senza ricordare Torino e la sua straordinaria cultura del cioccolato. Il Piemonte è storicamente associato alla lavorazione del cacao e alla combinazione fra cioccolato e nocciola, culminata in specialità come il gianduiotto e il gianduia.

Questo spiega perché molti dolci piemontesi abbiano un carattere particolarmente nocciolato, burroso e cioccolatoso, mentre i dolci delle zone alpine incorporano maggiormente mais, castagne e miele.

I 5 da conoscere assolutamente

Se l'obiettivo è costruire una selezione rappresentativa della pasticceria piemontese, sceglierei:

  1. Torta di nocciole delle Langhe – per il legame con il territorio.
  2. Baci di dama – per la tradizione ottocentesca e la combinazione nocciola-cioccolato.
  3. Krumiri – per la grande tradizione della pasticceria monferrina.
  4. Paste di meliga – per l'uso caratteristico della farina di mais.
  5. Bonèt – perché rappresenta uno dei dessert piemontesi più celebri e identitari, pur essendo un dolce al cucchiaio cotto al forno.

Se vuoi, posso anche prepararti una scheda gastronomica completa del Piemonte con 20-30 dolci tradizionali, indicando per ciascuno zona d'origine, periodo storico, ingredienti, tecnica di preparazione, abbinamento con vini piemontesi e ricetta tradizionale con dosi professionali.

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