}
BoosterLink verification - bl-verification-31172 - HugoR

marzo 11, 2026

I dolci di Carnevale più popolari e rappresentativi del Piemonte: origine, caratteristiche e ricette

Friciò piemontesi di Carnevale | Pane e Gianduia blog

Il Carnevale piemontese ha una tradizione dolciaria molto ricca, nella quale prevalgono soprattutto i dolci fritti, preparati con ingredienti semplici: farina, uova, burro, zucchero, latte, liquori e, in alcune ricette, uvetta, mele, amaretti o confettura.

La specialità più famosa sono senza dubbio le bugie, ma non sono l'unico dolce tradizionale. Accanto a esse troviamo friciò, frittelle di Carnevale, bugie ripiene e canestrelli, oltre ad alcune specialità locali legate alle feste carnevalesche.

Una precisazione importante: non tutti questi dolci sono esclusivamente piemontesi. Il Carnevale italiano presenta numerose preparazioni comuni a più regioni, ma in Piemonte assumono nomi, forme, ingredienti e modalità di preparazione locali. Il Piemonte, per esempio, chiama tradizionalmente bugie quelle che altrove sono dette chiacchiere, frappe, crostoli ecc. CCucchiaio+1


1. Bugie piemontesi

Il dolce simbolo del Carnevale piemontese

Le bugie sono probabilmente il dolce di Carnevale più popolare e rappresentativo del Piemonte. Sono sottili sfoglie di pasta, generalmente fritte e cosparse di zucchero a velo.

Il nome bugie è il termine tradizionale piemontese per una famiglia di dolci che in altre regioni italiane prende nomi diversi. La ricetta di base è sostanzialmente quella delle chiacchiere, ma esistono differenze locali nella forma, nello spessore e negli aromi. CCucchiaio

Origine

L'origine precisa delle bugie non è documentata in modo definitivo. La loro storia viene generalmente collegata alla tradizione dei dolci fritti di Carnevale di origine antica, spesso ricondotta alle frictilia dell'antica Roma.

Nel corso dei secoli, la preparazione si è differenziata nelle varie regioni italiane, dando origine a una straordinaria varietà di nomi e versioni. In Piemonte il termine affermatosi è appunto bugie. CCucchiaio

Caratteristiche

Una buona bugia deve essere:

  • sottile;
  • friabile e croccante;
  • leggera;
  • poco unta;
  • ricoperta di zucchero a velo;
  • profumata di limone e/o liquore.

Tradizionalmente può essere aromatizzata con grappa, vino bianco o altri liquori.

Ricetta delle bugie piemontesi

Ingredienti per circa 6-8 persone

  • 250 g di farina 00
  • 1 uovo
  • 30-40 g di zucchero
  • 30 g di burro
  • 50-60 ml di latte o vino bianco
  • 15-20 ml di grappa
  • scorza grattugiata di mezzo limone
  • un pizzico di sale
  • olio di arachide per friggere
  • zucchero a velo
Preparazione
  1. Disporre la farina a fontana.
  2. Aggiungere uovo, zucchero, burro morbido, sale, scorza di limone e grappa.
  3. Impastare aggiungendo poco alla volta il latte o il vino fino a ottenere una pasta liscia ed elastica.
  4. Avvolgere e lasciare riposare 30 minuti.
  5. Stendere molto sottilmente con il mattarello o con la sfogliatrice.
  6. Tagliare strisce o rettangoli con la rotella dentellata.
  7. Friggere poche bugie alla volta in olio a circa 170-175 °C.
  8. Scolare su carta assorbente.
  9. Quando sono fredde, cospargere abbondantemente con zucchero a velo.

Una ricetta documentata per le chiacchiere utilizza farina, uovo, burro, latte, zucchero, liquore e limone; la versione piemontese viene comunemente chiamata bugie. CCucchiaio+1


2. Bugie ripiene

Le bugie ripiene sono una delle varianti più golose e interessanti della tradizione piemontese.

In questo caso la sfoglia viene farcita, chiusa e fritta, ottenendo una sorta di piccolo raviolo dolce.

Caratteristiche

Il ripieno può essere costituito da:

  • confettura di albicocche;
  • confettura di pesche;
  • marmellata;
  • crema di nocciole e cioccolato;
  • talvolta creme a base di frutta secca.

La versione con confettura è particolarmente interessante perché combina la croccantezza della pasta fritta con un cuore morbido e fruttato.

Ricetta

Per circa 20-25 bugie

Per la pasta:

  • 250 g di farina 00
  • 1 uovo
  • 10 g di burro
  • 50 ml di latte
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 15 g di grappa
  • scorza di limone
  • un pizzico di sale

Per il ripieno:

  • 150-200 g di confettura di albicocche o altra confettura

Per friggere:

  • olio di arachide
  • zucchero a velo
Procedimento

Preparare una pasta liscia con tutti gli ingredienti e lasciarla riposare circa 30 minuti.

Stenderla a uno spessore leggermente maggiore rispetto alle bugie normali. Distribuire piccoli mucchietti di confettura sulla sfoglia, ripiegare la pasta e premere bene intorno al ripieno per eliminare l'aria.

Tagliare dei piccoli rettangoli con la rotella dentellata.

Friggere a 170 °C, scolare e completare con zucchero a velo.

La versione ripiena è documentata proprio come preparazione carnevalesca: involucro di pasta friabile, cuore di confettura, frittura e zucchero a velo. CCucchiaio


3. Friciò piemontesi

Se le bugie rappresentano la pasticceria fritta e croccante, i friciò rappresentano quella morbida e soffice.

Il Friciò è esplicitamente riconosciuto dal Turismo di Torino come tipico dolce piemontese di Carnevale. TTurismo Torino

Origine e tradizione

È una preparazione di carattere molto più rustico rispetto alle bugie. Appartiene alla tradizione familiare piemontese e nasce dall'utilizzo di ingredienti semplici.

La ricetta cambia da famiglia a famiglia. Una caratteristica interessante è proprio la sua variabilità.

Ingredienti caratteristici

Secondo la tradizione possono comparire:

3. Friciò piemontesi

Se le bugie rappresentano la pasticceria fritta e croccante, i friciò rappresentano quella morbida e soffice.

Il Friciò è esplicitamente riconosciuto dal Turismo di Torino come tipico dolce piemontese di Carnevale. è un "dolce di Carnevale" nel senso tradizionale delle bugie o delle frittelle. Tutt uomo bonario, amante della buona tavola e oppure, per una degustazione analcolica, da caffè, cioccolata calda o

Origine e tradizione
  • uova;
  • farina;
  • zucchero;
  • latte;
  • uvetta;
  • scorza di limone;
  • lievito;
  • talvolta mele o altri ingredienti disponibili in casa.

Il Turismo Torino li descrive come soffici frittelle della tradizione, con uova e uvetta e/o scorza di limone a seconda della ricetta familiare. TTurismo Torino

Ricetta dei friciò

Ingredienti per 4-6 persone

  • 250 g di farina 00
  • 2 uova
  • 50 g di zucchero
  • 150 ml circa di latte
  • 50 g di uvetta
  • scorza grattugiata di un limone
  • 8 g di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • olio di arachide
  • zucchero a velo
Preparazione
  1. Mettere l'uvetta in acqua tiepida per circa 10 minuti.
  2. Sbattere le uova con lo zucchero.
  3. Incorporare farina, lievito e sale.
  4. Aggiungere gradualmente il latte fino a ottenere una pastella densa.
  5. Unire l'uvetta strizzata e la scorza di limone.
  6. Scaldare abbondante olio a circa 170 °C.
  7. Versare piccole cucchiaiate di impasto.
  8. Friggere girando le frittelle fino a completa doratura.
  9. Scolare e cospargere con zucchero a velo.

Risultato: esterno dorato e leggermente croccante, interno morbido e profumato.


4. Frittelle di Carnevale piemontesi

Le frittelle costituiscono una famiglia molto ampia di dolci carnevaleschi piemontesi.

A differenza delle bugie, che sono realizzate con una sfoglia, le frittelle partono generalmente da un impasto o da una pastella che viene versata direttamente nell'olio.

Varianti tradizionali

A seconda della zona e della famiglia possono essere preparate con:

  • uvetta;
  • mele;
  • scorza d'arancia;
  • limone;
  • crema;
  • riso;
  • ricotta;
  • liquore.

La loro origine è legata alla tradizione popolare del Carnevale, quando la disponibilità di grassi e uova consentiva di preparare cibi più ricchi prima del periodo quaresimale.

Frittelle di mele

Una variante particolarmente adatta alla tradizione piemontese è quella con le mele.

Ingredienti

  • 3 mele
  • 150 g di farina
  • 1 uovo
  • 100 ml di latte
  • 30 g di zucchero
  • ½ bustina di lievito
  • scorza di limone
  • un pizzico di sale
  • olio per friggere
  • zucchero a velo

Preparazione: tagliare le mele a rondelle e privarle del torsolo. Preparare una pastella con farina, uovo, latte, zucchero, lievito e limone. Immergere le rondelle di mela nella pastella e friggerle a 170-175 °C. Scolare e spolverizzare con zucchero a velo.


5. Canestrelli del Canavese e della Valle di Susa

I canestrelli piemontesi sono particolarmente interessanti perché hanno una storia molto antica.

Non sono esclusivamente dolci di Carnevale, ma sono documentati come preparazioni tradizionalmente associate anche al Carnevale e alle occasioni festive. Turismo Torino li fa risalire almeno al Medioevo e cita esplicitamente matrimoni, feste patronali e Carnevale. TTurismo Torino

Origine

Sono legati soprattutto al Canavese e alla Valle di Susa.

La loro particolarità è la cottura tra piastre roventi, spesso utilizzando ferri appositi.

Caratteristiche

L'impasto contiene tradizionalmente:

  • farina;
  • burro;
  • uova;
  • zucchero.

A seconda della zona possono essere aromatizzati con:

  • limone;
  • vaniglia;
  • cacao;
  • nocciola;
  • gianduia.

Esistono diverse forme locali: quelli di Vaie sono più spessi e fortemente grigliati; quelli di Montanaro sono più sottili; altre località conservano forme ancora differenti. TTurismo Torino

Ricetta di base
  • 250 g di farina
  • 100 g di burro
  • 100 g di zucchero
  • 2 uova
  • scorza di limone
  • vaniglia
  • un pizzico di sale

Impastare tutti gli ingredienti, formare piccole palline e cuocerle nell'apposito ferro da canestrelli ben caldo, fino a ottenere una cialda dorata e croccante.


6. Baciaje di Cercenasco

Una specialità molto particolare dell'area pinerolese sono le baciaje, una tipologia di canestrello.

La caratteristica distintiva è l'utilizzo della farina di mais, che sostituisce parzialmente quella di frumento. Sono biscotti a cialda, sottili e friabili, cotti sul fuoco mediante un apposito ferro a pinza. TTurismo Torino

Le varianti comprendono:

Preparazione: tagliare le mele a rondelle e privarle del torsolo. Preparare una pastella con farina, uovo, latte, zucchero, lievito e limone. Immergere le rondelle di mela nella pastella e friggerle a 170-175 °C. Scolare e spolverizzare con zucchero a velo.


5. Canestrelli del Canavese e della Valle di Susa

Non sono esclusivamente dolci di Carnevale, ma sono documentati come preparazioni tradizionalmente associate anche al Carnevale e alle occasioni festive. Turismo Torino li fa risalire almeno al Medioevo e cita esplicitamente matrimoni, feste patronali e Carnevale.

Origine
Caratteristiche
  • farina;
  • burro;
  • uova;
  • zucchero.
  • limone;
  • vaniglia;
  • cacao;
  • nocciola;
  • gianduia.
Ricetta di base

Una specialità molto particolare dell'area pinerolese sono le baciaje, una tipologia di canestrello.

La caratteristica distintiva è l'utilizzo della farina di mais, che sostituisce parzialmente quella di frumento. Sono biscotti a cialda, sottili e friabili, cotti sul fuoco mediante un apposito ferro a pinza.

Le varianti comprendono:

  • limone;
  • cioccolato;
  • nocciola;
  • gianduia.

Sono quindi particolarmente interessanti in un percorso sul Carnevale piemontese perché uniscono tradizione locale, farina di mais e cultura dolciaria piemontese.


7. Gianduiotti e dolci al gianduia: il legame con il Carnevale torinese

Qui c'è una curiosità storica molto importante.

Il gianduiotto non è un "dolce di Carnevale" nel senso tradizionale delle bugie o delle frittelle. Tuttavia è profondamente legato alla cultura carnevalesca torinese perché prende il nome da Gianduja, la celebre maschera piemontese.

Il gianduiotto nacque ufficialmente a Torino nel 1865 nel laboratorio della ditta Prochet Gay & C.; la sua pasta combina cacao, zucchero e nocciole piemontesi. TTurismo Torino

Quindi il suo legame con il Carnevale è soprattutto storico e simbolico.

Gianduja

Gianduja è infatti la maschera popolare piemontese per eccellenza, tradizionalmente rappresentata come un uomo bonario, amante della buona tavola e del vino.

Il nome del cioccolatino è quindi un perfetto esempio dell'intreccio fra:

Carnevale → maschera di Gianduja → Torino → cioccolato → nocciola Piemonte.


8. Il significato del fritto nella tradizione carnevalesca

Per capire perché bugie e friciò siano così importanti bisogna considerare la funzione originaria del Carnevale.

Era un periodo di abbondanza alimentare immediatamente precedente alla Quaresima. Prima delle restrizioni quaresimali si consumavano quindi ingredienti energetici e preziosi come:

  • uova;
  • burro;
  • latte;
  • zucchero;
  • farina;
  • grassi per friggere.

La frittura permetteva inoltre di ottenere rapidamente dolci molto calorici utilizzando ingredienti relativamente semplici.

Nel Piemonte rurale questa logica ha prodotto una pasticceria carnevalesca semplice, festosa e domestica, molto diversa dalla pasticceria elaborata delle corti.


Le specialità da conoscere assolutamente

Se dovessimo costruire una classifica dei dolci più rappresentativi del Carnevale piemontese, proporrei questa:

Dolce
Area/tradizione
Caratteristica

Bugie
Tutto il Piemonte
Sfoglia fritta croccante

Bugie ripiene
Piemonte
Sfoglia fritta con confettura

Friciò
Piemonte
Frittelle soffici con uvetta/limone

Frittelle di Carnevale
Piemonte
Impasto fritto, molte varianti

Canestrelli
Canavese, Valle di Susa
Cialde cotte tra piastre

Baciaje
Cercenasco/Pinerolese
Canestrelli con farina di mais

Gianduiotti
Torino
Legame simbolico con Gianduja

Il portale ufficiale Piemonte Italia inserisce infatti tra i dolci fritti e di tradizione piemontese proprio Bugie o Chiacchiere e Frittelle di Carnevale, mentre Turismo Torino documenta specificamente i Friciò e i Canestrelli. PPiemonte Italia+2

Una tipica degustazione di Carnevale piemontese

Per rappresentare bene la tradizione si potrebbe servire un vassoio composto da:

Bugie classiche
→ croccanti e leggere.

Bugie ripiene di confettura di albicocche
→ più ricche e golose.

Friciò all'uvetta e limone
→ morbidi e profumati.

Canestrelli del Canavese
→ croccanti e burrosi.

Gianduiotti
→ il richiamo alla maschera di Gianduja e alla grande tradizione cioccolatiera torinese.

Il tutto può essere accompagnato da Moscato d'Asti, oppure, per una degustazione analcolica, da caffè, cioccolata calda o tè.

In sintesi

Il Carnevale piemontese dolce può essere riassunto in quattro parole: frittura, semplicità, nocciola e cioccolato.

Le bugie sono il simbolo più immediato; i friciò rappresentano la dimensione domestica e popolare; i canestrelli testimoniano l'antichità delle tradizioni alpine e canavesane; mentre Gianduja e gianduiotto collegano il Carnevale torinese alla straordinaria storia del cioccolato piemontese. La varietà regionale è inoltre confermata dalla documentazione ufficiale sulla gastronomia piemontese.

Nessun commento:

Posta un commento

Random Ricette

follow us in feedly My Ping in TotalPing.com Feedelissimo

Il Mondo dei Dolci in Pinterest

Il Mondo dei Dolci su Facebook