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settembre 08, 2026

I "Brutti e Buoni", videoracconto

  1. Anche nel caso dei biscotti lombardi è importante distinguere tra quelli realmente legati alla tradizione regionale e quelli semplicemente molto diffusi in Lombardia. La regione ha una produzione estremamente varia: biscotti da colazione, da festa, da inzuppo, biscotti nati nei monasteri e specialità legate a singole città o vallate.

    I più rappresentativi sono soprattutto Brutti e buoni di Gavirate, Biscotti di Novara, Offelle di Parona, Zaleti, Tirolesi/Brutti ma buoni, Biscotti di San Pellegrino, Persicata e Bussolà, oltre a numerose specialità locali.

    1. Brutti e buoni di Gavirate

    Brutti e buoni

    Sono probabilmente tra i biscotti lombardi più famosi e caratteristici.

    Origine

    Sono originari di Gavirate, in provincia di Varese, e sono diventati una delle specialità più note della pasticceria varesina.

    Il nome è particolarmente curioso: "brutti" nell'aspetto, "buoni" nel gusto.

    La loro origine è collegata alla tradizione della pasticceria lombarda dell'Ottocento e alla valorizzazione della frutta secca.

    Caratteristiche

    Sono biscotti:

    • irregolari;
    • croccanti all'esterno;
    • leggermente morbidi all'interno;
    • molto ricchi di nocciole;
    • generalmente a base di albume;
    • poco grassi rispetto ai normali frollini.

    La loro forma volutamente rustica è parte della loro identità.

    Ricetta tradizionale

    Ingredienti

    • 200 g di nocciole;
    • 150 g di zucchero;
    • 3 albumi;
    • vaniglia;
    • eventualmente una piccola quantità di cacao.

    Preparazione

    1. Tostare le nocciole.
    2. Tritarle grossolanamente.
    3. Montare gli albumi a neve.
    4. Incorporare gradualmente lo zucchero.
    5. Aggiungere le nocciole.
    6. Cuocere il composto a fuoco molto basso, mescolando.
    7. Formare mucchietti irregolari su una teglia.
    8. Cuocere a circa 160-170 °C fino a quando diventano dorati e croccanti.

    Il passaggio della precottura del composto è importante: contribuisce alla particolare consistenza dei brutti e buoni.


    2. Offelle di Parona

    Offelle di Parona

    Sono uno dei biscotti più rappresentativi della provincia di Pavia.

    Origine

    Nascono a Parona, nella Lomellina pavese.

    La loro produzione è legata alla tradizione locale e alla pasticceria artigianale del paese.

    Il termine offella deriva dal latino offella, che indicava una piccola focaccia o una preparazione di pasta.

    Caratteristiche

    Sono biscotti:

    • sottili;
    • friabili;
    • burrosi;
    • leggermente croccanti;
    • dalla caratteristica forma ovale/allungata.

    Sono particolarmente buoni con tè, caffè o vini dolci.

    Ricetta

    Una versione tradizionale può essere preparata con:

    • 300 g farina;
    • 150 g burro;
    • 120 g zucchero;
    • 2 uova;
    • scorza di limone;
    • vaniglia;
    • un pizzico di sale.

    Si prepara una pasta frolla, si lascia riposare in frigorifero, poi:

    1. si stende sottile;
    2. si ricavano ovali;
    3. si dispongono sulla teglia;
    4. si spennellano eventualmente con uovo;
    5. si cuociono a circa 180 °C.

    Il risultato deve essere molto friabile.


    3. Biscotti di Novara

    Biscotti di Novara

    Sono un caso interessante perché Novara è oggi in Piemonte, non in Lombardia, ma i biscotti hanno una fortissima presenza nella cultura dolciaria dell'area lombardo-piemontese e vengono spesso inseriti nel repertorio dei biscotti del Nord-Ovest.

    Se vogliamo essere rigorosi dal punto di vista regionale, quindi, non sono propriamente un biscotto lombardo.

    La loro caratteristica è la semplicità:

    • farina;
    • zucchero;
    • uova.

    Sono molto leggeri e friabili e ricordano per certi aspetti i savoiardi.


    4. Zaleti

    Zaleti

    Qui bisogna fare una precisazione importante: gli zaleti sono soprattutto veneziani, quindi non sono propriamente lombardi.

    Tuttavia sono diffusi nella Lombardia orientale e appartengono alla cultura dolciaria dell'Italia settentrionale.

    Il nome deriva dal colore giallo dato dalla farina di mais.

    Ingredienti
    • farina di mais;
    • farina di frumento;
    • burro;
    • zucchero;
    • uvetta;
    • uova;
    • scorza di limone.

    Sono biscotti rustici, leggermente granulosi e molto profumati.


    5. Biscotti di San Pellegrino

    Biscotti di San Pellegrino

    La zona di San Pellegrino Terme, in provincia di Bergamo, ha una lunga tradizione dolciaria legata alla cultura delle terme e dell'ospitalità.

    I biscotti locali sono generalmente caratterizzati da impasti semplici e dalla presenza di burro, zucchero, farina e uova, con varianti legate alle pasticcerie e alle tradizioni familiari.

    Sono rappresentativi soprattutto della pasticceria bergamasca da tè e da colazione.


    6. Biscotti di pasta frolla lombardi

    La pasta frolla è fondamentale nella tradizione dolciaria lombarda.

    Molte pasticcerie e famiglie hanno preparato per generazioni biscotti semplicissimi con:

    • farina;
    • burro;
    • zucchero;
    • tuorli;
    • scorza di limone;
    • vaniglia.

    La particolarità lombarda è spesso l'uso generoso del burro, che conferisce una consistenza particolarmente friabile.

    Una proporzione classica può essere:

    3 parti di farina : 2 parti di burro : 1 parte di zucchero

    con tuorli sufficienti a legare l'impasto.


    7. Biscotti con farina di mais

    Questo gruppo è particolarmente importante per capire la cucina lombarda.

    La farina di mais, ingrediente fondamentale della polenta, è stata utilizzata anche nella pasticceria rurale.

    Il risultato sono biscotti:

    • più rustici;
    • meno elastici;
    • leggermente granulosi;
    • molto aromatici;
    • spesso più friabili.

    Una ricetta semplice può prevedere:

    • 200 g farina di mais fine;
    • 200 g farina 00;
    • 150 g burro;
    • 150 g zucchero;
    • 2 uova;
    • scorza di limone.

    Si impasta, si lascia riposare, si formano i biscotti e si cuociono a 175-180 °C.

    Questa tradizione si collega direttamente alla sbrisolona mantovana, anche se la sbrisolona non è un biscotto.


    8. Bussolà bresciano

    Bussolà bresciano

    Il bussolà è generalmente conosciuto come un dolce da forno di forma ad anello più che come biscotto in senso stretto.

    È però interessante inserirlo nel repertorio dei prodotti da forno bresciani perché esistono diverse versioni locali, alcune più dure e adatte all'inzuppo.

    Ingredienti

    Una ricetta casalinga può comprendere:

    • farina;
    • burro;
    • zucchero;
    • uova;
    • lievito;
    • scorza di limone;
    • vaniglia.

    La pasta viene formata ad anello e cotta fino a ottenere una superficie dorata.


    9. Biscotti al vino e all'anice

    Nelle campagne lombarde sono esistite numerose preparazioni di biscotti semplici destinati soprattutto all'inzuppo.

    L'anice era particolarmente apprezzato perché conferiva un aroma intenso senza richiedere ingredienti costosi.

    La struttura tipica è:

    • farina;
    • zucchero;
    • uova;
    • burro oppure altri grassi;
    • semi di anice;
    • vino o liquore.

    Sono biscotti rustici, asciutti e relativamente conservabili.


    Una proporzione classica può essere:


    7. Biscotti con farina di mais

    La farina di mais, ingrediente fondamentale della polenta, è stata utilizzata anche nella pasticceria rurale.

    Il risultato sono biscotti:

    • più rustici;
    • meno elastici;
    • leggermente granulosi;
    • molto aromatici;
    • spesso più friabili.
    • 200 g farina di mais fine;
    • 200 g farina 00;
    • 150 g burro;
    • 150 g zucchero;
    • 2 uova;
    • scorza di limone.

    10. Biscotti alle mandorle e amaretti

    Amaretti

    Gli amaretti hanno una presenza molto importante nella cucina lombarda, soprattutto nell'area settentrionale e in diverse preparazioni tradizionali.

    Anche qui bisogna evitare di considerarli esclusivamente lombardi: esistono amaretti celebri in molte regioni italiane.

    Ingredienti

    La base è generalmente:

    • mandorle dolci;
    • eventualmente mandorle amare;
    • zucchero;
    • albume.
    Preparazione
    1. Tritare finemente le mandorle.
    2. Mescolarle con lo zucchero.
    3. Aggiungere gli albumi.
    4. Formare piccoli mucchietti.
    5. Lasciare asciugare leggermente.
    6. Cuocere fino a doratura.

    La superficie dovrebbe essere leggermente croccante mentre l'interno rimane più morbido.

    Gli amaretti sono inoltre importantissimi come ingrediente, non soltanto come biscotto: entrano in diverse ricette lombarde di torte, ripieni e dolci al cucchiaio.


    11. Biscotti della tradizione bergamasca

    La provincia di Bergamo possiede una tradizione molto ampia di biscotti e piccoli dolci da forno.

    Un elemento ricorrente è l'utilizzo di:

    • burro;
    • farina;
    • mais;
    • mandorle;
    • nocciole;
    • miele;
    • uova.

    La pasticceria bergamasca risente sia della tradizione cittadina sia di quella delle valli alpine.

    Nelle zone montane, per esempio, troviamo preparazioni più robuste e nutrienti, mentre in città si sviluppano biscotti più raffinati da pasticceria.


    12. Biscotti valtellinesi

    In Valtellina i biscotti tradizionali riflettono l'economia montana.

    Gli ingredienti più importanti sono:

    • grano saraceno;
    • noci;
    • nocciole;
    • miele;
    • burro;
    • mele;
    • frutta secca;
    • farine rustiche.

    Il grano saraceno, in particolare, è un elemento distintivo della cucina valtellinese.

    Non produce necessariamente un unico "biscotto nazionale" della valle, ma un'intera famiglia di prodotti da forno.


    Un aspetto fondamentale: i biscotti lombardi sono spesso "da conservazione"

    Questa è forse la caratteristica più interessante.

    La cucina lombarda tradizionale non ha prodotto soltanto biscotti pensati come dessert immediato. Molti erano progettati per essere:

    • conservati per diversi giorni;
    • trasportati;
    • consumati durante il lavoro;
    • inzuppati nel vino;
    • serviti con caffè o latte;
    • utilizzati durante feste e ricorrenze.

    Questo spiega la presenza di impasti relativamente asciutti, burrosi o ricchi di frutta secca.


    Le materie prime caratteristiche

    Possiamo praticamente "leggere" la geografia lombarda attraverso i biscotti.

    Mais

    Soprattutto nelle aree rurali e nella tradizione contadina.

    Dà una consistenza rustica e granulosa.

    Burro

    È uno degli ingredienti più caratteristici della pasticceria lombarda.

    Conferisce friabilità e ricchezza.

    Nocciole e mandorle

    Fondamentali nei:

    • brutti e buoni;
    • amaretti;
    • biscotti festivi;
    • sbrisolona.
    Uvetta

    Molto utilizzata nei dolci lombardi, soprattutto quelli di origine contadina e montana.

    Mele e pere

    Importantissime nella pasticceria dei laghi e delle campagne.

    Miele

    Particolarmente importante nei dolci più antichi, soprattutto quelli con frutta secca.


    I 7 biscotti da conoscere assolutamente

    Se vuoi costruire una selezione davvero rappresentativa della Lombardia, restringerei la lista a questi:

    1. Brutti e buoni di Gavirate — Varese
      → nocciole, albume, zucchero; croccanti e irregolari.

    2. Offelle di Parona — Pavia
      → pasta frolla sottile, burrosa e friabile.

    3. Amaretti lombardi — varie zone
      → mandorle, zucchero e albume; croccanti fuori e morbidi dentro.

    4. Biscotti rustici alla farina di mais — varie province
      → espressione della tradizione contadina.

    5. Biscotti valtellinesi al grano saraceno e frutta secca — Valtellina
      → rustici, aromatici e nutrienti.

    6. Bussolà bresciano — Brescia
      → dolce da forno tradizionale, burroso e profumato.

    7. Biscotti tradizionali bergamaschi — Bergamo e valli
      → grande varietà di preparazioni con burro, mandorle, mais e frutta secca.

    E una precisazione importante

    Se l'obiettivo è una ricerca storico-gastronomica sulla Lombardia, eviterei di mettere automaticamente nella lista tutti i biscotti diffusi nel Nord Italia.

    Per esempio, savoiardi, zaleti, canestrelli, krumiri e biscotti di Novara possono essere facilmente trovati in Lombardia, ma non sono per questo originariamente lombardi. Al contrario, brutti e buoni di Gavirate e offelle di Parona sono molto più interessanti perché permettono di identificare una specifica area lombarda.

    La Lombardia, infatti, è particolarmente interessante non tanto per un'unica "famiglia di biscotti lombardi", quanto per la fortissima regionalizzazione interna: il biscotto varesino è diverso da quello pavese, quello bresciano da quello valtellinese, e quello delle campagne brianzole dalla pasticceria milanese.

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maggio 27, 2026

Biscotti del Lagaccio - Wikipedia

Se parliamo specificamente di biscotti, e non dei dolci liguri in generale, la Liguria ha una tradizione molto più ricca di quanto possa sembrare. I biscotti raccontano bene la storia della regione: Genova e i suoi commerci, i viaggi per mare, l'entroterra appenninico, le mandorle, i pinoli, l'anice e gli agrumi.

Le fonti del Comune di Genova e dell'Accademia Italiana della Cucina considerano tra i classici della tradizione soprattutto canestrelli, biscotti del Lagaccio, anicini, gobeletti e amaretti; a questi vanno aggiunte specialità locali delle Riviere come i Baci di Alassio e altri biscotti territoriali. VVisitgenoa+1

1. Canestrelli liguri

Origine e storia

Sono probabilmente il biscotto più rappresentativo della Liguria.

Il nome viene generalmente ricondotto alla forma che ricorda un piccolo canestro. Nell'area genovese esistono diverse forme, ma il canestrello tradizionale è caratterizzato da bordi smerlati, spesso con un foro centrale. L'Accademia Italiana della Cucina sottolinea proprio il rapporto fra la forma del biscotto e i cestelli che avrebbero dato origine al nome. AAccademia Italiana della Cucina+1

Il canestrello ha una storia molto antica e la sua tradizione è particolarmente forte nell'entroterra genovese, soprattutto a Torriglia, ma esistono varianti e tradizioni locali anche nel Ponente e nel Levante. La tradizione contemporanea del Canestrelletto di Torriglia ne ha fatto uno dei simboli gastronomici dell'Appennino ligure. LLa mia Liguria

È interessante perché è un biscotto apparentemente semplicissimo, ma la quantità di burro è fondamentale: secondo la ricetta tradizionale riportata dall'Accademia, burro e farina sono presenti in proporzioni equivalenti. È questo che gli dà quella caratteristica consistenza friabile. AAccademia Italiana della Cucina

Caratteristiche

Il vero canestrello dovrebbe essere:

  • molto friabile;
  • burroso e profumato;
  • poco croccante rispetto a un biscotto secco;
  • chiaro, non eccessivamente colorito;
  • generalmente spolverizzato con zucchero a velo.

Il segreto è non cuocerlo troppo: la superficie deve rimanere piuttosto pallida. AAccademia Italiana della Cucina

Ricetta tradizionale

Una versione tradizionale essenziale prevede:

  • 250 g di farina;
  • 250 g di burro;
  • 100-125 g di zucchero;
  • 1 tuorlo;
  • zucchero a velo per la finitura.

Si lavora il burro con lo zucchero e il tuorlo, si incorpora la farina e si forma un impasto omogeneo. Si stende a circa 1 cm di spessore, si ricavano i biscotti con lo stampo smerlato, si spennellano con albume e si cuociono a temperatura moderata per circa 20 minuti. Devono rimanere chiari; alla fine si può aggiungere zucchero a velo. AAccademia Italiana della Cucina+1

Abbinamento: caffè, tè, vino dolce o liquori.


2. Biscotti del Lagaccio

Se il canestrello è il biscotto friabile della Liguria, il Lagaccio è il biscotto secco e da viaggio per eccellenza.

Origine

Nascono nel quartiere Lagaccio di Genova.

La tradizione viene fatta risalire al 1593, quando il forno del quartiere iniziò a produrre fette di pane biscottate. Il metodo della doppia cottura consentiva di eliminare l'umidità e quindi di ottenere un prodotto che si conservava molto a lungo. Per questo i biscotti erano particolarmente adatti a pescatori, marinai e viaggiatori. VVisitgenoa

Questo aspetto è importantissimo per capire la gastronomia genovese: il Lagaccio non nasce semplicemente come "biscotto da colazione". È figlio della cultura marinara della Repubblica di Genova.

Caratteristiche

È un biscotto:

  • secco;
  • croccante;
  • leggermente dolce;
  • spesso aromatizzato all'anice;
  • ottenuto da un filone che viene cotto, tagliato a fette e nuovamente tostato.

Questa doppia cottura è la caratteristica tecnica fondamentale. AAccademia Italiana della Cucina

Ricetta tradizionale

Una versione antica utilizza:

  • farina;
  • zucchero;
  • burro;
  • semi di anice;
  • acqua quanto basta.

Si impasta, formando uno o più filoni larghi. Si praticano dei tagli obliqui a distanza regolare e si cuoce per circa 20 minuti a temperatura moderata. Quando il filone è dorato ma ancora morbido, lo si estrae, si taglia seguendo le incisioni e si rimettono le fette in forno fino alla completa asciugatura. AAccademia Italiana della Cucina

Esiste anche una versione più evoluta con lievito di birra e una maggiore quantità di burro, che produce un biscotto più ricco e aromatico. AAccademia Italiana della Cucina

Come mangiarlo: tradizionalmente con latte, caffè, miele o marmellata. È perfetto anche semplicemente intinto nel caffè.


3. Anicini genovesi

Gli anicini sono un altro grande classico della biscotteria ligure.

Sono meno famosi dei canestrelli fuori dalla regione, ma storicamente sono molto interessanti.

Caratteristiche

Sono biscotti:

  • asciutti;
  • leggeri;
  • profumati all'anice;
  • ottenuti da un impasto a base di uova e farina;
  • tagliati a fette dopo una prima cottura.

La loro tecnica ricorda quindi quella dei biscotti "biscottati" diffusi in molte zone italiane: prima si cuoce il filone, poi lo si affetta e infine si completa la tostatura.

Ricetta tradizionale

La ricetta riportata dall'Accademia Italiana della Cucina prevede:

  • tuorli d'uovo;
  • zucchero;
  • acqua di fior d'arancio;
  • semi di anice;
  • albumi montati a neve;
  • farina.

Si montano i tuorli con zucchero, fior d'arancio e anice; si incorporano gli albumi montati e la farina. L'impasto viene cotto in uno stampo lungo e stretto, quindi tagliato a fettine sottili e rimesso in forno per completare la tostatura. AAccademia Italiana della Cucina

Differenza rispetto ai Lagaccio

È utile non confonderli:

Lagaccio → più simile a un pane dolce biscottato, con burro e una struttura più compatta.

Anicino → più vicino a un biscotto all'uovo aromatizzato, leggero e friabile/croccante.

Entrambi, però, appartengono alla grande famiglia ligure dei biscotti conservabili.


4. Amaretti di Sassello

Qui cambiamo completamente consistenza.

Gli Amaretti di Sassello sono infatti morbidi, non croccanti.

Origine

Sassello si trova nell'entroterra savonese ed è diventato una vera e propria "capitale" ligure dell'amaretto.

La tradizione locale risale all'Ottocento. È interessante, però, precisare che l'amaretto non nasce esclusivamente in Liguria: la tradizione dell'amaretto è diffusa soprattutto fra Piemonte, Liguria e altre zone dell'Italia settentrionale. Quello di Sassello è diventato una specialità territoriale autonoma e riconoscibilissima. LLa mia Liguria

La tradizione locale è legata anche alla coltivazione dei mandorli: nell'Ottocento i contadini del Savonese piantavano mandorli vicino alle abitazioni, utilizzandone poi i frutti. LLa mia Liguria

Ingredienti

La ricetta tradizionale è sorprendentemente breve:

  • mandorle;
  • armelline, cioè i semi dei noccioli di albicocca;
  • uova;
  • zucchero.

La presenza delle armelline contribuisce alla caratteristica nota dolce-amara dell'amaretto. La ricetta tradizionale riportata da La Mia Liguria non contiene né glutine né lattosio. LLa mia Liguria

Caratteristiche

Il risultato deve essere:

  • morbido all'interno;
  • leggermente croccante o asciutto all'esterno;
  • intensamente mandorlato;
  • aromatico;
  • rotondo e leggermente schiacciato.

La consistenza è forse la sua caratteristica più importante: non deve diventare un macaron secco né un biscotto duro.

La tradizione di Sassello è così radicata che il paese dedica all'amaretto una festa specifica. LLa mia Liguria


5. Baci di Alassio

Sono probabilmente il biscotto ligure più famoso della Riviera.

Origine

Nascono ad Alassio, sulla Riviera di Ponente.

A differenza dei canestrelli e dei Lagaccio, rappresentano una concezione più moderna della pasticceria: sono costituiti da due biscotti morbidi alle nocciole e cacao, uniti da una crema al cioccolato. LLa mia Liguria

La loro nascita è legata alla tradizione della pasticceria di Alassio e allo sviluppo turistico della Riviera.

Struttura

Il biscotto ha tre componenti:

biscotto + crema + biscotto

L'impasto contiene soprattutto:

  • nocciole;
  • zucchero;
  • cacao;
  • albume;
  • aromi.

La crema è generalmente una ganache o crema al cioccolato.

Caratteristiche

Il contrasto è fondamentale:

  • esterno morbido e leggermente croccante;
  • intenso gusto di nocciola;
  • cacao;
  • cuore cremoso al cioccolato.

È quindi molto più "pasticcere" rispetto al Lagaccio.

Ricetta casalinga indicativa

Per circa 20 Baci:

  • 200 g di nocciole tostate;
  • 150 g di zucchero;
  • 25 g di cacao amaro;
  • 2 albumi circa;
  • vaniglia;
  • 100 g di cioccolato fondente;
  • 50-60 ml di panna per la ganache.

Si tritano finemente le nocciole con lo zucchero, si aggiungono cacao e albumi fino a ottenere un impasto modellabile. Si formano piccoli ciuffi o dischi, si cuociono senza asciugarli eccessivamente, quindi si lasciano raffreddare. Si prepara una ganache al cioccolato e la si utilizza per unire a due a due i biscotti.

Il risultato deve rimanere morbido, non secco.


6. Gobeletti o cubeletti

Questi sono particolarmente interessanti perché sono una sorta di piccola crostata monoporzione.

Origine

Sono legati soprattutto alla Liguria di Levante, in particolare all'area di Rapallo e Chiavari, anche se il nome e la ricetta cambiano a seconda delle località.

Nella tradizione genovese sono considerati fra i dolci più antichi; il Comune di Genova li descrive come dolcetti di pasta frolla ripieni di marmellata. VVisitgenoa

Struttura

Sono costituiti da:

  • pasta frolla;
  • confettura, generalmente di frutta;
  • una copertura di pasta frolla.

La forma tradizionale è piccola e bombata, spesso decorata.

Ricetta

Per circa 12 pezzi:

  • 250 g di farina;
  • 120 g di burro;
  • 100 g di zucchero;
  • 1 uovo;
  • scorza di limone;
  • vaniglia;
  • 150-200 g di confettura.

Si prepara una frolla, la si lascia riposare, quindi si rivestono piccoli stampi. Si aggiunge la confettura e si chiude con un disco di pasta. Si cuociono fino a doratura.

Il risultato ideale è una frolla friabile che contrasta con la confettura morbida.


7. Canestrelli di Chiavari e altre varianti locali

È importante non pensare che esista un solo canestrello ligure.

La parola identifica diverse tradizioni.

Nell'area del Tigullio sono tradizionali anche i canestrelli di Chiavari, caratterizzati da una consistenza friabile e dal profumo di burro e zucchero a velo. La tradizione regionale distingue quindi diverse interpretazioni territoriali del canestrello. LLa mia Liguria

Questo è tipico della cucina ligure: una stessa famiglia di prodotto può assumere caratteristiche differenti passando da Genova al Tigullio, dal Savonese al Ponente.


8. Chifferi del Tigullio

Meno conosciuti a livello nazionale, ma molto interessanti, sono i chifferi.

Sono biscotti secchi dalla caratteristica forma curva, spesso aromatizzati con limone o anice.

Sono tradizionali del Tigullio e vengono consumati soprattutto con:

  • caffè;
  • tè;
  • vino dolce.

La loro forma curva e la consistenza asciutta li rendono un altro esempio della grande famiglia ligure dei biscotti da conservazione. LLa mia Liguria


9. Biscotti all'anice di Albenga

La zona di Albenga conserva una propria tradizione di biscotti all'anice.

La Mia Liguria li descrive come biscotti dal gusto aromatico e speziato, particolarmente adatti al caffè o a un vino dolce. LLa mia Liguria

Anche qui ritorna l'anice, che non è casuale: è uno degli aromi più caratteristici della vecchia biscotteria ligure.

Possiamo quindi vedere una vera "famiglia dell'anice":

Lagaccio → anicini → biscotti di Albenga → altre specialità locali.


10. Pan e ossa dei morti

Questo è un biscotto molto più legato alla tradizione rituale.

È diffuso soprattutto nell'area della Val Bormida e di Calizzano, nel Ponente ligure.

Il nome richiama chiaramente la festa dei Morti e la tradizione di preparare dolci speciali in occasione del 2 novembre.

È quindi un esempio importante di biscotto che non nasce semplicemente come prodotto da pasticceria, ma come cibo rituale legato al calendario religioso e alla memoria dei defunti. La Mia Liguria lo inserisce fra le specialità dolciarie dell'area savonese. LLa mia Liguria


11. Perché la Liguria ha così tanti biscotti secchi?

Questa è forse la parte più interessante dal punto di vista storico.

Se osserviamo i principali biscotti liguri:

  • Lagaccio → doppia cottura e lunga conservazione;
  • anicini → doppia cottura;
  • canestrelli → grande quantità di burro, ma comunque facilmente conservabili;
  • amaretti → lunga tradizione a base di frutta secca;
  • chifferi → biscotto secco;
  • biscotti all'anice → secchi e aromatici.

Non è una coincidenza.

La Liguria è una regione di viaggio

Genova è stata per secoli una delle grandi potenze commerciali del Mediterraneo.

Un alimento destinato ai marinai doveva essere:

nutriente + compatto + trasportabile + resistente al deterioramento.

La doppia cottura dei biscotti del Lagaccio risponde esattamente a questo problema. La fonte ufficiale del Comune di Genova sottolinea infatti che la lunga conservazione li rendeva ideali per pescatori e lunghi viaggi per mare. VVisitgenoa

E poi ci sono gli ingredienti del commercio

Nel pandolce e nella biscotteria genovese compaiono frequentemente:

  • uvetta;
  • pinoli;
  • mandorle;
  • canditi;
  • agrumi;
  • spezie;
  • zucchero.

Sono ingredienti che raccontano una cucina portuale, non soltanto contadina. La tradizione dolciaria della Liguria è stata quindi profondamente influenzata dalla posizione di Genova e dalle sue rotte commerciali. LLa mia Liguria+1


La "mappa" dei biscotti liguri

Biscotto
Zona
Consistenza
Ingrediente/aroma caratteristico

Canestrelli
Torriglia, Genova e varie zone liguri
Friabilissima
Burro

Lagaccio
Genova
Secca e croccante
Anice

Anicini
Genova
Secca e leggera
Anice, fior d'arancio

Amaretti di Sassello
Sassello, Savona
Morbida
Mandorle e armelline

Baci di Alassio
Alassio
Morbida
Nocciole, cacao, cioccolato

Gobeletti/Cubeletti
Levante ligure
Friabile
Confettura e frolla

Chifferi
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Tradizione autunnale/rituale

I cinque veramente imprescindibili

Se dovessi costruire una degustazione che racconti la storia della Liguria attraverso i biscotti, sceglierei:

  1. Canestrello → l'entroterra ligure e la tradizione genovese.
  2. Lagaccio → Genova, il porto e i marinai.
  3. Amaretto di Sassello → l'entroterra savonese e la cultura delle mandorle.
  4. Bacio di Alassio → la Riviera e la pasticceria moderna.
  5. Gobeletti → il Levante e la tradizione delle piccole pasticcerie.

Questi cinque sono particolarmente interessanti perché rappresentano cinque modi diversi di fare biscotti: friabile, biscottato, morbido alle mandorle, morbido al cioccolato e ripieno di confettura.

E soprattutto mostrano una caratteristica fondamentale della Liguria: la sua pasticceria non è uniforme. Il biscotto genovese nasce dalla cultura del porto e della conservazione; quello dell'entroterra dalla frutta secca e dalle risorse locali; quello delle Riviere dall'incontro fra tradizione locale, commercio e turismo. LLa mia Liguria+1

Se vuoi studiarli anche dal punto di vista gastronomico, posso fare un ulteriore approfondimento con le ricette storiche complete (grammature, procedimento, temperatura e tempi di cottura) dei 10 biscotti, cercando di distinguere per ciascuno la ricetta antica dalla versione moderna da pasticceria.

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maggio 10, 2026

 

Adoro i biscotti e l'ho detto più volte in tutte le mie ricette. Ma non prendetevela con me; adoro i biscotti di ogni forma e gusto, e anche se ho provato diverse combinazioni e gusti – forse più di 100 – sono ancora desiderosa di scoprirne di più, e questa ricetta è una di quelle.

 

 

Ho sempre voluto provare la chia, quel superfood che ha rivoluzionato il mondo per il suo alto contenuto di OMG-3. Dato che è un seme e non volevo preparare una ricetta semplice, ho pensato ai biscotti di avena e all'aggiunta di questi semi per aumentarne il valore nutrizionale e i benefici per la salute. Non vi mentirò, questa ricetta contiene burro e zucchero, ma se posso aggiungere ingredienti salutari, lo farò senza esitazione.

 

I biscotti all'avena sono deliziosi e la ricetta base è adattabile a molte altre ricette, soprattutto a quelle che contengono ingredienti ricchi di fibre. Sebbene abbia la mia ricetta base per i biscotti all'avena, questa volta ho voluto provare qualcosa di diverso, ottenendo una consistenza più umida, un sapore d'avena più intenso e mantenendo quell'aspetto rustico che tanto adoro nei biscotti.

 

I semi di chia possono essere un po' costosi. Ho comprato una confezione da 500 g per circa 5 dollari. Sebbene siano costosi, la quantità di chia utilizzata è piccola rispetto al peso, ma il valore nutrizionale è molto elevato. Per questa ricetta, ho usato solo due cucchiai di chia, che equivalgono a circa 30 grammi. I semi di chia non hanno un sapore forte e devono essere preparati in modo specifico, quindi non saltate nessun passaggio di questa ricetta.

 

 

Ingredienti

  • 2 cucchiai di semi di chia
  • 300 grammi di fiocchi d'avena
  • 2 cucchiai di farina di mais tostata
  • 150 grammi di farina di grano tenero
  • 1 uovo
  • 200 grammi di burro
  • 200 grammi di zucchero
  • 50 ml di acqua
  • cannella in polvere a piacere
  • scorza di 1 arancia
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio

 

Preparazione

  • La prima cosa da fare è idratare i semi di chia. Questo passaggio è importante perché questi semi tendono ad assorbire acqua dall'organismo, ma se li si idrata prima, non c'è rischio che ciò accada. Per due cucchiai di semi di chia, aggiungere almeno 50 ml di acqua.

 

  • In una ciotola, aggiungete il burro e lo zucchero. Mescolate bene e aggiungete la scorza d'arancia affinché il grasso assorba il sapore.

 

  • Aggiungere l'uovo e mescolare bene. Non preoccupatevi se l'uovo non sembra amalgamarsi al burro.

 

  • L'avena non verrà utilizzata così confezionata; verrà trasformata non in farina d'avena, ma in pezzi più piccoli.

 

  • Aggiungere la farina di mais tostata e la farina di mais macinata o lavorata. Mescolare fino a quando tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati.

 

  • Aggiungere la cannella e l'idrato di chia, mescolare energicamente in modo che la chia sia ben distribuita nel composto, così come la cannella.

 

  • Aggiungete la farina di frumento e il bicarbonato. Mescolate delicatamente fino a ottenere un impasto omogeneo. Non preoccupatevi se l'impasto sembra troppo morbido; lasciatelo riposare in frigorifero per circa 30 minuti per renderlo più facile da lavorare.

 

  • Con un cucchiaio, distribuisci le porzioni su una teglia precedentemente imburrata e infarinata per evitare che i biscotti si attacchino. Se lo desideri, puoi cospargere la superficie con fiocchi d'avena.

 

  • Mettere la teglia nel forno preriscaldato a 170 °C per 30 minuti o finché non sarà leggermente dorata in superficie e sui lati.

 

I biscotti di avena e chia sono pronti. Ho usato farina di grano tenero normale in questa ricetta perché ho aggiunto farina di mais tostata, ma potete sostituirla con farina integrale per un apporto di fibre ancora maggiore. Se non vi piace il sapore della cannella, potete aggiungere altre spezie come la noce moscata o semplicemente usare la scorza d'arancia o di limone. Confesso che il sapore agrumato dell'arancia si sposa benissimo con i biscotti di avena

 

Il risultato finale è un biscotto morbido ma croccante, con una buona umidità e un sapore di cereali integrali, con quel tocco di arancia che piace a tutti, o almeno a me. Se avete già provato i semi di chia, fatemelo sapere nei commenti e raccontatemi la vostra esperienza.

 

fonte

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maggio 02, 2026

Non so quante volte lo ripeterò, ma adoro il sapore del frutto della passione. Il suo colore, il suo aroma e il suo sapore fresco lo rendono uno dei miei dessert preferiti e quello che uso di più quando preparo dolci. Ho condiviso diverse ricette con il frutto della passione, ma non avevo mai pensato di fare biscotti, perché quando lo uso, lo uso sempre per ripieni freddi o budin

Quando creo una ricetta, mi piace cercare su internet ricette adatte a ciò che ho in mente. Ci sono combinazioni di ingredienti che non danno buoni risultati e possono finire in un disastro. Cercando ricette per biscotti al frutto della passione, ne ho trovate solo un paio e non mi è piaciuto il modo in cui erano preparati, pur rispettando il lavoro delle persone coinvolte. Il motivo per cui non mi sono piaciute è perché usavano polpa di frutto della passione cruda, e gli acidi che contiene possono reagire con altri ingredienti.

Avendo già fatto delle ricerche su come usare il frutto della passione in cucina, ho deciso di procedere con la ricetta che avevo in mente, cercando di calcolare le proporzioni. Sono sicura che la perfezionerò col tempo. Amo sempre ripetere le mie ricette e variare le quantità degli ingredienti per migliorare consistenze, sapori e aromi.

Il risultato è stato migliore di quanto mi aspettassi. I biscotti erano semi-umidi, ovvero croccanti all'esterno e morbidi ma sodi all'interno. Il colore giallo è venuto meglio di quanto mi aspettassi, l'aroma ha rivelato i biscotti e il sapore del frutto della passione era presente dall'inizio alla fine. Sono così felice di questo risultato che voglio condividere la ricetta con voi. Quindi prendete gli ingredienti, preparate il piano di lavoro e iniziamo a infornare.

 

Ingredienti

  • polpa di 2 frutti della passione
  • 500 grammi di farina di grano autolievitante
  • 252 grammi di burro
  • 1 uovo
  • 300 grammi di zucchero
  • 100 ml di acqua.
  • polpa di 2 frutti della passione
  • 500 grammi di farina bianca lievitante
  • 252 grammi di burro
  • 1 uovo
  • 300 grammi di zucchero
  • 100 ml di acqua.

Preparazione

  • La prima cosa da fare è preparare un succo concentrato di frutto della passione. Estrarre la polpa del frutto e metterla in un frullatore. Aggiungere 100 ml di acqua e frullare per 1 minuto. Filtrare il succo per rimuovere eventuali semi rimasti.

  • Versate il succo in un pentolino e aggiungete lo zucchero. Lasciate cuocere fino a ottenere uno sciroppo. Questo processo sarà rapido; non lasciate il pentolino incustodito. Una volta pronto, lasciate raffreddare lo sciroppo.

In una ciotola, aggiungete il burro e lo sciroppo al frutto della passione. Mescolate fino a ottenere un composto omogeneo.

  • Aggiungete l'uovo e amalgamatelo bene al composto. Aggiungete poi la farina di frumento e mescolate bene fino a ottenere un impasto morbido e leggermente appiccicoso. Lasciate riposare l'impasto in freezer per 30-40 minuti.

  • Trascorso il tempo, togliete l'impasto dal freezer e, con un cucchiaio, prelevate delle porzioni di impasto e disponetele su una teglia imburrata e infarinata per evitare che i biscotti si attacchino. Disponete le porzioni nella dimensione desiderata. Le mie porzioni erano circa un cucchiaio colmo.

Cuocere i biscotti in forno preriscaldato a 190°C per 25-30 minuti o fino a doratura.

  • Lasciate raffreddare i biscotti e gustateli quando volete. Io ho tostato i semi del frutto della passione e li ho sparsi sopra; la scelta è vostra.

I biscotti sono pronti. È una ricetta veloce da preparare, ma ricca di sapore. Non avevo nemmeno pensato di usare i biscotti al frutto della passione, se non per farli in stile Oreo e aggiungere un po' di crema al burro al frutto della passione. Sono felice che questa ricetta sia venuta meglio del previsto e che il risultato siano biscotti che non sono durati più a lungo di quanto ho impiegato a scattare le foto.

Se avete mai provato i biscotti al frutto della passione, fatemelo sapere nei commenti. E fatemi sapere se amate o meno il frutto della passione.

fonte

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